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Voce di una pecora smarrita

In questi giorni non si sente parlare altro che di preti pedofili, silenzi, accuse, ecc. E allora, tanto per fare un pò di chiarezza:
per pedofilia s’intende l’attrazione di una persona sessualmente matura (uomo o donna) nei riguardi di una persona sessualmente immatura, non ancora giunta alla pubertà. Si parla di attrazione, non necessariamente di un passaggio all’atto, nel qual caso occorre parlare di abuso sessuale. Occorre così distinguere tra pedofilia e comportamenti abusanti; la prima non è un reato e neanche un peccato (è quella che viene definita una parafilia), i secondi sì. Tanto più gravi quanto più sono agiti da persone che hanno  responsabilità di cura nei confronti dei bambini (caregivers). Azzurro.it fornisce una descrizione di chi possano essere gli abusanti, sfatando diverse false credenze.
In merito poi alle recenti affermazioni di un esponente del Vaticano, così come riportate dalla stampa:  non c’è nessun nesso dimostrato tra omosessualità e pedofilia, proprio perché la pedofilia è attrazione verso soggetti prepuberi, il cui orientamento sessuale non è ancora definito.

Ultima considerazione, quasi lo sfogo di una pecora smarrita: e se si aprisse la bocca solo per chiedere perdono per gli errori del passato e per parlare di Gesù Cristo?

Musica e Vangelo

breschiFrancesco Beschi è il vescovo di Bergamo. Era stato vescovo ausiliario a Brescia e ancor prima direttore dell’Ufficio Famiglia di quella diocesi  (nomina di Bruno Foresti, già amato arcivescovo di Modena). Francesco è anche un bravo violinista. Sarà anche questa dote a renderlo persona sensibile e capace di ascolto? A tal punto da affermare in una pubblica assemblea di divorziati: «Carissimi in qualsiasi condizione vi troviate, prendetevi la responsabilità di essere cristiani e di stare profondamente nella nostra casa, di stare a testa alta nella Chiesa insieme a tutti gli altri. Siate protagonisti nella Chiesa e ricordate che voi siete la Chiesa, la nostra casa, e che voi dovete costruire questa casa!». Il vescovo ha continuato dicendo che anche nella condizione di divorziati si può vivere soggettivamente il cristianesimo in maniera coerente, anche più di altri che conducono una vita formalmente regolare. Francesco aveva esordito con una domanda: «qual è il problema più importante per la Chiesa? Quale la questione fondamentale? La questione fondamentale è la fede in Cristo crocifisso e risorto. Poi viene tutto il resto, anche la questione del matrimonio e del divorzio». Ha poi messo in guardia dai pericolo del familismo (la persona interamente sacrificata al bene della famiglia) e dell’individualismo.
E così ha concluso: la Chiesa è la casa di tutti i credenti, regolarmente sposati o separati che siano e a casa ci si può sfogare, si può esprimere ogni emozione, anche il dolore e la rabbia.
Davvero un bel concerto, Francesco!

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