Articoli con tag ‘Natale’

Il letto era caldo, anyway

A New York la temperatura è arrivata a – 3: non è certo il dicembre più freddo. Non ditelo però a Sally, 22 anni, da due ufficialmente homeless. Lei non sa neanche più come è successo di rimanere per strada. Immagina una palla di neve che diventa sempre più grande, sempre più grande, fino a che la travolge e le toglie il respiro.

Ieri sera Sally è stata invitata da un ragazzo a un concerto natalizio.  Non che le interessi più di tanto ma sapete com’è, è free e tanto basta.

Alla fine della serata il ragazzo le offre un posto per dormire; è solo a pochi isolati di distanza e Sally, come sempre, non sa dove andare.

Poi Sally scopre che il letto offerto dal ragazzo è proprio il suo.

Ora il ragazzo è su di lei e spinge, spinge e … Sally si addormenta: è così incredibilmente stanca.

Alle 6 del mattino viene svegliata per uscire dall’appartamento.

Sally passa la giornata in un coffee shop,  incapace di prendere un caffè.

Il letto era caldo, anyway.

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Fragile Natale

A ben vedere il Natale, comunque la pensiamo, è un invito a riflettere sulla fragilità. Prima di tutto la fragilità di un Dio-Bambino che fin dalla nascita viene rifiutato dagli uomini, o la fragilità dei pastori, persone che vivono ai margini. Penso poi alla fragilità dei pescatori che seguiranno un domani il Messia … Poi c’è un’altra fragilità, questa non riconosciuta e anzi trasformata in arroganza: la fragilità di quelli che non accolgono la Santa Famiglia (“non c’era posto per loro …”), o quella del re Erode che è turbato dalla nascita di quel bambino e per toglierlo di mezzo pensa bene di eliminare anche tutti i suoi coetanei. Infine penso alla fragilità del potente Pilato che trova il modo di accontentare tutti o quasi, non assumendosi alcuna responsabilità o ancora dei membri del Sinedrio che si fanno forti del terrore che incutono.
C’è una fragilità che salva ed è quella del bambino. C’è una fragilità che ci condanna ed è la nostra, quella che non abbiamo nessuna voglia di riconoscere, ma siamo capacissimi di trasformare in arroganza, delirio di potenza e così via.
Buon Natale, nella consapevolezza dei nostri limiti!

Verde Natale

Leggo che in un paese del bresciano il sindaco ha deciso di fare controllare casa per casa gli extracomunitari e verificare se sono in regola con il permesso di soggiorno. Quello che mi ha incuriosito è il nome dato all’operazione: «White Christmas». In questo modo si vuole fare “piazza pulita” in quel paese. Io sapevo dell’esistenza del reato di clandestinità, ma non ero a conoscenza della trasformazione dei clandestini in spazzatura da rimuovere dalle strade.
Ancor più mi fa riflettere l’affermazione dell’Assessore alla Sicurezza: «per me il Natale non è la festa dell’accoglienza, ma della tradizione cristiana, della nostra identità». L’Assessore deve essere un profondo conoscitore del Vangelo, in cui si parla appunto dell’avvenimento del Natale come celebrazione del rifiuto:
In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra. Questo primo censimento fu fatto quando era governatore della Siria Quirinio. Andavano tutti a farsi registrare, ciascuno nella sua città. Anche Giuseppe, che era della casa e della famiglia di Davide, dalla città di Nazaret e dalla Galilea salì in Giudea alla città di Davide, chiamata Betlemme, per farsi registrare insieme con Maria sua sposa, che era incinta. Ora, mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto. Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo depose in una mangiatoia, perché non c’era posto per loro nell’albergo. (Luca cap. 2)

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