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I.A. = Intelligenza Accidentale

Oggi i giornali riferiscono del clamore suscitato dall’iniizativa “White Christmas”, da me ribattezzata “Verde Natale”. L’amministrazione che ha deciso di controllare tutti gli extracomuntari con il permesso di soggiorno in scadenza entro Natale, si è detta stupita di questo clamore e ha affermato di volere semplicemente applicare la legge. Ma anche le leggi, cari amministratori, pur da rispettare (anche se dal mio punto di vista non da condividere) vanno applicate cum grano salis e comunque non tirando in ballo il Natale. I nostri amici bresciani si sono giustificati affermando che la denominazione “White Christmas” è una denominazione casuale, a cui la polizia locale è pervenuta in modo scherzoso per coincidenze cronologiche.
Denominazione casuale, cioé fortuita, accidentale. Come a volte l’intelligenza.

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Verde Natale

Leggo che in un paese del bresciano il sindaco ha deciso di fare controllare casa per casa gli extracomunitari e verificare se sono in regola con il permesso di soggiorno. Quello che mi ha incuriosito è il nome dato all’operazione: «White Christmas». In questo modo si vuole fare “piazza pulita” in quel paese. Io sapevo dell’esistenza del reato di clandestinità, ma non ero a conoscenza della trasformazione dei clandestini in spazzatura da rimuovere dalle strade.
Ancor più mi fa riflettere l’affermazione dell’Assessore alla Sicurezza: «per me il Natale non è la festa dell’accoglienza, ma della tradizione cristiana, della nostra identità». L’Assessore deve essere un profondo conoscitore del Vangelo, in cui si parla appunto dell’avvenimento del Natale come celebrazione del rifiuto:
In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra. Questo primo censimento fu fatto quando era governatore della Siria Quirinio. Andavano tutti a farsi registrare, ciascuno nella sua città. Anche Giuseppe, che era della casa e della famiglia di Davide, dalla città di Nazaret e dalla Galilea salì in Giudea alla città di Davide, chiamata Betlemme, per farsi registrare insieme con Maria sua sposa, che era incinta. Ora, mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto. Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo depose in una mangiatoia, perché non c’era posto per loro nell’albergo. (Luca cap. 2)

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