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Mantenere la media

locandinaNel film “Dangerous mind” (1995) Michelle Pfeiffer interpreta un’insegnante alle prese con una turbolenta classe del Bronx. Mi colpì molto la sua capacità di relazione e la scelta di dare a tutti un voto alto, tra lo stupore generale degli studenti. “L’obiettivo – dice più o meno nel film – è ora quello di impegnarsi per mantenere la media”. Naturalmente molti ragazzi disimpegnati fino a quel momento, si diedero finalmente da fare. Per la prima volta nella loro vita avevano incontrato qualcuno che scommetteva sulle loro potenzialità.
Quella che volevo fare non era una riflessione pedagogica, che pure ritengo valida.
Mi è venuta in mente la Pfeiffer leggendo la notizia del nobel dato ad Obama. Molti – e anch’io – ci siamo chiesti: non è un po’ troppo presto (anche perché ci sarebbe da capire meglio quel mancato incontro con il Dalai Lama)? Non sarebbe stato meglio aspettare iniziative ed azioni concrete?
La risposta che mi piace trovare oggi è questa: “ok Obama, ti diamo un bel voto. Ora però devi impegnarti a mantenere la media”!

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Se …

maniSe alle famiglie dei terremotati in Abruzzo e in ogni parte del mondo vengono consegnate le case, trascorsi solo i tempi tecnici …

Se vengono immediatamente soccorsi in mare i disperati alla ricerca di una vita migliore e viene assicurata loro la possibilità di migliorarsi (i diritti umani sono tali in ogni parte del mondo e sono propri di ogni persona) …

Se vengono perseguiti i reati commessi da Italiani o Stranieri …

Se ad ogni persona viene riconosciuto il diritto di esprimersi …

Se ogni donna e ogni uomo possono vivere con dignità, lavorando con impegno per il giusto salario …

Se ogni bambino può crescere circondato dalle cure necessarie …

Se si costruiscono ponti (non necessariamente sullo Stretto) …

Se non si grida al miracolo per ciò che dovrebbe essere normale …

Non ho bisogno di guardarlo in diretta televisiva, mi basta che accada.

Bianco e nero

donna etiope

Oggi i colori si sono spenti. Solo bianco e nero: bianco come gli occhi dilatati dalla paura di Titi, 27 anni, eritrea. Nero come il colore della sua pelle. Racconta in ospedale l’odissea del suo viaggio in Italia. Lei è una delle poche sopravvissute. Altri non ce l’hanno fatta. Alcune donne erano incinte e, prima di morire hanno perso anche il loro bambino, a causa della fame e della sete.
Famiglie spezzate in bianco e nero.  Felicità di cartone.

Il volto di Dio

Un giorno Fernanda Pivano chiese a Kerouac: «Perché sei così disperato?». Lui rispose: «Voglio che Dio mi mostri il suo volto».

Una foto …

bimbi che giocano

… di bambini che giocano. Sono bambini provenienti da diverse parti del mondo. Stanno insieme senza problemi. Non si preoccupano di cosa l’uno possa pensare dell’altro … Stanno insieme e basta, sorridenti. E’ un’infanzia a colori. Lavoriamo perché possa essere sempre così.

Preservativi e AIDS

Anch’io ritengo che non basti il preservativo a risolvere il problema dell’Aids, ma condivido quello che disse un amico qualche anno fa: quando scoppia un incendio, la prima cosa da fare è cercare di spegnerlo, in seguito si potranno organizzare incontri di prevenzione.

il padre

Con la mano ruvida accarezzi con dolcezza la tua donna,
lo sguardo mite oltre l’orizzonte.
Padre, sogno di portarti in piazza San Pietro e piantarti come quercia al posto dell’obelisco.
Ai tuoi piedi mi appoggerei,  per apprendere il coraggio degli umili.

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