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L’orgoglio di una madre

Bulciago è un paese di tremila abitanti in provincia di Lecco. Siamo nel cuore della Brianza: poche case immerse nel verde e raccolte attorno alla chiesa con il campanile a punta; un oratorio in cui non si fa differenza di lingua, cultura, colore della pelle; un museo agricolo per avvicinare i ragazzi alle tradizioni di un tempo.
Da sette anni sindaco di Bulciago è Egidia Beretta Arrigoni. Dal sito del comune si legge che Egidia ha passione per la scrittura, la lettura e la politica da «vivere fra la gente». Suoi valori guida, sia personali che dell’agire politico, sono la solidarietà, l’accoglienza, l’aiuto nei confronti dei più deboli. La signora svolge il servizio di sindaco (tale lo considera) a tempo pieno ed ha rinunciato all’indennità, per versarla in un fondo di solidarietà per azioni di promozione umana.
E’ convinta che pace e giustizia debbano camminare insieme e che tutti, piccoli comuni compresi,debbano fare la loro parte per la costruzione della pace e del dialogo e per la cessazione di ogni ingiustizia.
Nel 2005 Egidia salutò il cardinale di Milano in visita pastorale a Bulciago con queste parole: «quello che ci fa incontrare è un evento condivisibile dall’intera società civile di Bulciago, che rappresento: i credenti, i non credenti, i cristiani, i laici e i numerosi fratelli musulmani che vi abitano, perché un sindaco non distingue, lavora per tutti e, se una preferenza deve fare, è per i deboli, i poveri, quelli senza voce».
Egidia è madre di Vittorio Arrigoni, ucciso ieri nella striscia di Gaza. Era un attivista per i diritti umani (“restiamo umani” era un suo slogan). E non poteva essere che così.
La madre ha salutato il figlio dicendo: «sono orgogliosa di lui».

A Devid, 20 giorni

Santi che pagano il mio pranzo non ce n’è
sulle panchine in Piazza Grande,
ma quando ho fame di mercanti come me qui non ce n’è.

Dormo sull’erba e ho molti amici intorno a me,
gli innamorati in Piazza Grande,
dei loro guai dei loro amori tutto so, sbagliati e no.

A modo mio avrei bisogno di carezze anch’io.
A modo mio avrei bisogno di sognare anch’io.

Una famiglia vera e propria non ce l’ho
e la mia casa è Piazza Grande,
a chi mi crede prendo amore e amore do, quanto ne ho.

Con me di donne generose non ce n’è,
rubo l’amore in Piazza Grande,
e meno male che briganti come me qui non ce n’è.

A modo mio avrei bisogno di carezze anch’io.
Avrei bisogno di pregare Dio.
Ma la mia vita non la cambierò mai mai,
a modo mio quel che sono l’ho voluto io

Lenzuola bianche per coprirci non ne ho
sotto le stelle in Piazza Grande,
e se la vita non ha sogni io li ho e te li do.

E se non ci sarà più gente come me
voglio morire in Piazza Grande,
tra i gatti che non han padrone come me attorno a me

(Lucio Dalla)

Lutto

simone

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