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Costituire una nuova famiglia

Come si possono comportare due persone separate che intendono costituire una nuova famiglia composta dai figli di prime nozze?  Quali atteggiamenti avere con i bambini e come creare un clima sereno?

Ogni situazione è a sè stante. In generale tuttavia si possono dire alcune cose:

a) nessuno può dire come reagiranno i figli, anche se i bimbi piccoli hanno una grande capacità di adattamento. Molto dipende anche da come si è parlato loro della separazione e da come è stato gestito il periodo successivo;
b)  parlare ai figli apertamente e aiutarli ad abituarsi alla nuova organizzazione famigliare, senza imposizioni e senza bruciare le tappe. E’ auspicabile un “tirocinio” nel quale i bambini possono intanto conoscersi tra loro e conoscere il nuovo compagno/la nuova compagna di mamma e papà;
c) è parimenti importante aiutare a non confondere i ruoli degli adulti coinvolti: i bimbi hanno e avranno sempre ciascuno un papà e una mamma (non due papà o due mamme);
d) se è possibile, si fa il bene dei figli e il proprio bene se si rispetta e si agevola la funzione genitoriale dell’ex-coniuge;
e) infine, non chiedere al compagno/a di assumere il ruolo genitoriale che non gli/le compete (un ruolo educativo sì, perchè è proprio di ogni adulto nei confronti di minori).

I bambini hanno bisogno di certezze.

La certezza dell’affetto di papà e mamma, che non verrà meno con la costituzione della nuova famiglia.  La possibilità di continuare a frequentare i nonni, gli zii e tutte le persone affettivamente significative. Riguardo a questo devono essere sempre rassicurati.

La certezza di un ambiente famigliare che sia costruito tenendo conto delle loro esigenze. I bambini non hanno infatti bisogno di una casa più bella, ma di un ambiente a loro misura.

La certezza del loro mondo relazionale: scuola, amici, spazi di gioco dovranno essere il più possibile conservati e semmai arricchiti da nuove persone ed esperienze.

Proposta di riforma riguardo la mediazione

La proposta Lisi e Pezzotta è strutturata in cinque articoli:
l’articolo 1 presenta una nuova definizione del concetto di mediazione familiare.
L’articolo 2 prevede l’assoluta riservatezza del percorso di mediazione familiare.
Il terzo affronta il problema delle professionalità dei mediatori familiari, stabilendo specifici requisiti per l’esercizio dell’attività.
Con l’articolo 4, che introduce l’art. 708-bis del Codice di Procedura Civile, viene regolamentata la procedura che rende obbligatorio, ai fini della prosecuzione del processo, l’invito alle parti interessate a ricorrere alla mediazione familiare.
Nell’ultimo articolo si definisce in maniera più puntuale l’obbligo per il giudice di tenere conto dell’opinione dei figli minori e fissa specifiche modalità per la loro audizione.

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Si auspica anche l’incremento della mediazione familiare nel caso di bambini contesi

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