Archivio per la categoria ‘disagio sociale’

Capitani, miei capitani!

A Catanzaro, un ragazzo affetto da sindrome di down non avrebbe dovuto partecipare alla gita scolastica, così come stabilito dalla dirigente. Problemi di budget (non ci sono soldi per il sostegno)? E’ piuttosto vivace? Non ci è dato di sapere.
Non solo poi alla gita, ma anche non sarebbe stato libero di partecipare a qualsiasi altra uscita. Infine, per non creare ulteriori problemi, la preside ha invitato a non comunicare le date delle iniziative future. Fin qui la notizia.
Che parole avrà usato la dirigente? Magari queste: «ragazzi, mi raccomando, non ditegli nulla, fate finta di niente, non comunicategli le date, ché tanto non capisce». I ragazzi si sono ribellati e hanno giurato di astenersi in massa, ottenendo la riammissione del compagno. Come sarà avvenuto? Io immagino una ragazza dagli occhi neri e grandi, salire agilmente sul banco e, fissando la preside negli occhi, dire «io non parteciperò alla gita». Poi un altro, in modo magari un po’ goffo, salire sul banco, avvampare e dire sottovoce «manco io». E poi ancora un’altra, la secchiona della classe: «io non verrò». E poi un altro e un’altra ancora e infine tutti in piedi sul banco: «non veniamo alla gita se non potrà esserci anche Antonio». E la preside irrigidirsi e a denti stretti: «vedremo cosa si può fare». Immagino questo e sorrido.

Lo sguardo

La pioggia sottile cerca di penetrarmi, ormai dura da ore. Io ho una corazza speciale: i maglioni che mi hanno regalato al Centro di accoglienza, indossati uno sopra l’altro e soprattutto lo strato di sporco che si è depositato da tempo sulla mia pelle. E voi ad insistere che devo fare una doccia e che dopo mi sentirò meglio: siete gentili! Ma io devo difendermi dall’umidità (quando ero giovane mi addormentavo ricordando il nome delle stelle).  E se vi dessi ascolto, come farei – con la pelle rosea di un bambino – a proteggermi dai vostri sguardi?

I vostri sguardi … Osservano, scrutano, valutano, soppesano, indagano. Tentano di analizzare, saggiare, confrontare, rimarcare. Eppoi non si accontentano: scalfiscono, pungono, provano a entrare, non si peritano di andare oltre quello che chiedo, di cercare i veri bisogni … presumono di poter leggere dentro e abbracciare il presente e il passato. Si esercitano nel comporre le tessere del mosaico (sono io, la mia vita, la mia famiglia … non uno stupido puzzle!). Cercano insomma di capire. Ma cosa c’è da capire? Temo l’umidità!

Povera Italia, tra riffe e briffe

Trombone o narciso (in indonesiano: bunga narsis)

Provo noia per le vicende politiche (?) e di costume di questi giorni e di ciò mi sento un po’ in colpa. Cerco di giustificarmi dicendo che la noia si trasformerebbe presto in indignazione, qualora fosse dimostrati i capi di accusa e in particolare il reato di prostituzione minorile  (tale infatti è l’indurre alla prostituzione una persona minore degli anni 18, o compiere con essa atti sessuali in cambio di denaro o altre utilità economiche). Tuttavia, lo ripeto, sono annoiato. E’ forse approfittando di questa noia che i furbi continuano a fare i furbi  e gli stupidi ad ammirarli?

Nel frattempo i  semplici, non potendo contare su una politica seria e su una seria politica,  possono sperare al massimo in una vittoria alla riffa.

Ho tuttavia un moto di soddisfazione; ho imparato una parola nuova: briffare che corrisponderebbe all’inglese to brief, nel senso di informare, ragguagliare o anche dare direttive e istruzioni.

Grazie di cuore. Ora sono più briffato!

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