Una pubblicità mostra una donna che – accompagnata dal suo uomo – si ferma davanti alla vetrina di un negozio di articoli per l’infanzia. La donna estasiata domanda “sai cosa mi piacerebbe?”. L’uomo trasalisce; è visibilmente preoccupato. La risposta della donna è inaspettata: “mi piacerebbero le scarpe che indossa la commessa”. L’uomo appare assai sollevato, quasi sembra darsi dello stupido per essersi angosciato dell’immaginario desiderio della donna di avere un figlio.
Ora è uscita un’altra versione dello spot, con lo stesso messaggio finale: acquista la tal auto, “tutto il resto può attendere”.
Un’altra pubblicità, della stessa casa automobilistica, mostra dei papà all’uscita della scuola: stanno aspettando i loro figli. Non tutti però, ma questo lo si scopre solo alla fine. Un bambino infatti che sembra correre verso un bel papà barbuto, si dirige da un’altra parte; ad abbracciare l’uomo è invece la bella e bionda maestra. Gli altri papà, dapprima gioiosi di abbracciare i figli che correvano loro incontro, cambiano espressione e sembrare rosi dall’invidia, nel confrontare la propria situazione con quella del fortunatissimo non-papà. Il messaggio finale toglie ogni ambiguità: “dalla vita aspettati di più”.
Quindi i figli sarebbero ostacoli più che arricchimento per la coppia? O semplicemente i pochi soldi che uno ha è meglio siano destinati a qualcosa di veloce e scattante (e probabilmente rateizzato)?
Mi rendo conto che non ci si possa attendere una comunicazione morale da uno spot pubblicitario e che si parla qui di tecniche di vendita, ma il mezzo che si sceglie per trasmettere un determinato messaggio è esso stesso messaggio e contenuto. E questo contenuto mi preoccupa.
Annunci

Commenti su: "Non è un paese per bimbi" (3)

  1. Elisabetta ha detto:
    • @Francesca – Credo che in molti genitori siano rimasti colpiti da queste pubblicità. Girando per la rete si possono anche leggere sfoghi di coppie che figli non possono proprio averne.

      @Elisabetta – Ho letto della protesta del Moige e ho letto anche in alcuni forum i commenti caustici di alcuni che se la prendono con i genitori, invitandoli a “preoccuparsi di educare i propri figli invece che interessarsi di cose che non comprendono” (sic)!

  2. francesca ha detto:

    L’altro giorno io e mio marito facevamo le stesse considerazioni…
    certo è che la gioia di vedere tuo figlio che ti corre incontro all’uscita da scuola non è sicuramente paragonabile alla gioia di abbracciare una donna (benchè bella) o ad avere un paio di scarpe nuove o a guidare una tale macchina…
    Il messaggio lanciato da quelle pubblicità è sicuramente un messaggio arido e triste…mi domando come sia la persona che l’ha concepito…

I commenti sono chiusi.

Tag Cloud

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: