Archivio per dicembre, 2010

Crescere insieme ai figli

Il tema dei “nuovi compagni” e della relazione con i figli continua a suscitare interesse; per rendersene conto basta guardare le chiavi inserite nei motori di ricerca. “Gelosia nei confronti del nuovo compagno del genitore”; “nuovo compagno e figli”; “come porsi con i figli del compagno”; “far conoscere ai figli la nuova compagna”; “figli di separati gelosi della compagna del papà” sono solo le ultime frasi che genitori preoccupati hanno usato per cercare un consiglio.

E diversi sono i commenti inviati a questo blog.

Da parte delle mamme, che non sono affatto d’accordo che gli ex coinvolgano i figli in una nuova relazione perché “ciò che il bimbo faceva con mamma e papà ora dovrà farlo con papà e la sua nuova amica” (Lisa). O che soffrono molto per gli avvenimenti ed esigono che i tempi vengano rispettati, per proteggere i figli “dai nostri egoismi e dalla nostra superficialità” (Francesca). O che magari vedono che la figlia è gelosa del proprio compagno (Alessandra). E che sottolineano che i genitori che si sono “sistemati” in una nuova relazione non si preoccupano molto (Francesca). Infine che si sono sentite accusate dall’ex marito di avere fatto soffrire i figli perché hanno rivelato la nuova relazione del padre (Anna).

Da parte delle donne che hanno un nuovo compagno, che suggeriscono di cercare un nuovo equilibrio e affermano che le cose funzionano se i “nuovi compagni” non pretendono di fare da “secondi genitori” (Paola); che si sentono ora di nuovo vive, ma hanno paura di compiere il passaggio da “amico della mamma” a “fidanzato della mamma” (Anonima).

Da parte delle “nuove amiche di papà”, che si chiedono quando i tempi possano essere maturi per essere presentate ai bambini (Patrizia); che lamentano le ostilità da parte di madri e figlie, al punto da mettere in discussione la nuova relazione (Laura); che  scelgono di non intromettersi nei rapporti difficili tra ex (Lucia); che infine si domandano cosa sia successo, dato un cambiamento repentino di atteggiamento della figlia del compagno (H.).

Anche gli uomini sono sensibili all’argomento.

Guido lamenta che l’ex moglie non accetta che la propria compagna frequenti i figli.  Gianlu chiede aiuto per “convincere” il figlio ad accettare la propria compagna, mentre il bimbo afferma “papino, hai già la mamma … adesso basta!”.  Alberto fa notare che si parla solo di figli piccoli, mentre è importante sapere come comportarsi con gli adolescenti.

Il dibattito continua, all’insegna della necessità di crescere assieme ai propri figli, come Francesca consigliava ai lettori del blog.

La Bonissima e la festa di palazzo

C’era una volta nella città di Modena una dama molto ricca. In quei tempi la città non se la passava troppo bene a causa di una gravissima carestia. La gran parte della gente non aveva di che sfamarsi e si recava periodicamente sotto il palazzo del Podestà per gridare la propria fame, ottenendo in cambio sempre la stessa risposta: «c’è carestia non solo qui ma in ogni dove. Abbiate pazienza e tutto passerà; anzi le cose non vanno poi così male, ché avete voce ancora per gridare». Allora le persone se ne tornavano nelle loro misere casupole, cercando di farsi bastare il companatico di quelle parole di speranza.
I giorni passavano e le cose andavano sempre peggio. Anche l’ottimismo non riusciva più sfamare nessuno.
Un giorno la dama, passeggiando tra le viuzze attorno alla cattedrale, si rese conto della situazione e decise di aprire i cordoni di quella borsa che teneva celata tra le pieghe della propria veste. Per potere accontentare il maggior numero di persone chiese aiuto anche ad altri notabili della città.
Alla fine la carestia passò e la dama, che nel frattempo era stata chiamata la Bonissima, organizzò una grande festa nelle sale del proprio palazzo. Tutte le persone che a Modena contavano qualcosa, dal podestà all’ultima delle cortigiane, si fecero avanti, ma solo chi aiutò la dama nella sua opera di carità, poté entrare.
Fu chiaro così a tutti i Modenesi che si può fare festa (ed essere ottimisti) solo quando le pance sono tutte piene e si è fatto qualcosa per riempirle.

Il letto era caldo, anyway

A New York la temperatura è arrivata a – 3: non è certo il dicembre più freddo. Non ditelo però a Sally, 22 anni, da due ufficialmente homeless. Lei non sa neanche più come è successo di rimanere per strada. Immagina una palla di neve che diventa sempre più grande, sempre più grande, fino a che la travolge e le toglie il respiro.

Ieri sera Sally è stata invitata da un ragazzo a un concerto natalizio.  Non che le interessi più di tanto ma sapete com’è, è free e tanto basta.

Alla fine della serata il ragazzo le offre un posto per dormire; è solo a pochi isolati di distanza e Sally, come sempre, non sa dove andare.

Poi Sally scopre che il letto offerto dal ragazzo è proprio il suo.

Ora il ragazzo è su di lei e spinge, spinge e … Sally si addormenta: è così incredibilmente stanca.

Alle 6 del mattino viene svegliata per uscire dall’appartamento.

Sally passa la giornata in un coffee shop,  incapace di prendere un caffè.

Il letto era caldo, anyway.

Tag Cloud

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: