Ho ricevuto da una lettrice un contributo importante che riguarda i genitori separati (e non solo). Si tratta di un commento a questo post: lo pubblico integralmente perché possa aiutare anche altri.
Francesca ringrazia Dio perché i figli sono ” sono capaci di grande comprensione e di grande adattamento”. Certo i bambini hanno una grande capacità di adattarsi per non perdere l’affetto dei genitori, anche rinunciando alle proprie esigenze; la comprensione delle dinamiche dello sviluppo, delle sofferenze che provano, delle ansie, ecc. deve essere tutta di noi adulti.

Che caso strano! anche io quando ho scoperto la relazione del mio compagno con l’altra donna era dicembre. del 2008, e a gennaio già viveva con lei. Mio figlio aveva sei anni. Purtroppo ho subito questa separazione inaspettata, soffrendo molto. Mio figlio ha visto il padre andarsene da un giorno all’altro, e non c’è stata nemmeno la giusta attenzione per lui che potesse compensare questo abbandono visto il poco tempo che gli dedicava, con tutte le difficoltà di poterlo gestire vivendo già con una nuova famiglia. Io ho preteso, chiedendo consiglio ad una nostra amica psicoterapeuta infantile, che fossero rispettati i tempi e i modi che credevo opportuni per una bambino della sua età e, a fatica, a costo di grandi litigate, sono riuscita ad ottenere quel minimo di attenzione che la situazione richiedeva, secondo una logica per me scontata, ma per lui ovviamente no, visto che andava ad interferire con la gestione della sua nuova vita. Credo i figli vadano protetti dai nostri
egoismi e soprattutto dalla superficialità, anche se senza dubbio (e grazie a dio!) sono capaci di grande comprensione e di grande adattamento. Sono sicura che una mia più sana accettazione di quello che è accaduto, avrebbe aiutato mio figlio a vivere meglio la situazione, la loro serenità passa inevitabilmente attraverso la nostra, e questo è un lavoro che faccio ogni giorno con me stessa. L’obiettivo di restare uniti come coppia genitoriale è senza dubbio necessario ma in certe circostanze estremamente difficile, quando viene a mancare il rispetto che meriterebbero le persone che hanno condiviso con noi l’amore ed il “progetto” di un figlio.

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Commenti su: "Il mestiere della serenità" (6)

  1. sara ha detto:

    Buonasera ho letto tutte le lettere in questione perché sicuramente sarà una cosa che mi troverò a breve ad affrontare e voglio farlo nel migliore dei modi.
    Ho un bimbo di 5 anni, io e suo padre ci siamo lasciati quando aveva 1 anno e mezzo e da allora io vivo col bambino che continua regolarmente a vedere il papà ogni venerdì sera-notte e domenica pomeriggio-sera-notte salvo variazioni.
    Fortunatamente io e il mio ex andiamo d’accordo e ci rispettiamo oltre che per il bene di nostro figlio anche perché ci vogliamo bene.
    Da due anni frequento un ragazzo di cui sono molto innamorata e vorremo andare a vivere assieme, sposarci e avere figli.
    Mio figlio lo vede da un anno e lo adora.
    Da noi si ferma a dormire il sabato sera da circa 6 mesi e il bambino ne é felicissimo.
    Per il passo della convivenza possiamo compierlo tranquillamente quando sarà pronta la casa che il mio compagno si sta sistemando o é meglio fare le cose a gradi…e per un fratellino o sorellina?
    Attendo un suo consiglio.
    Grazie e buonasera.

    • “Fortunatamente io e il mio ex andiamo d’accordo e ci rispettiamo oltre che per il bene di nostro figlio anche perché ci vogliamo bene”: questo è certamente un ottimo punto di partenza. Così come lo è il buon rapporto che esiste tra Suo figlio e il Suo nuovo compagno. Un’attenzione particolare dovrà essere rivolta al cambio di casa. Per un bambino la cameretta, il cortile, gli amichetti, sono punti di riferimento importanti; cambi improvvisi possono essere fonti di ansia. Vale quindi la pena preparare bene questo momento, magari facendo partecipare il bimbo alla progettazione dei nuovi ambienti. Ancora di più dovrà essere informato del desiderio della mamma di dargli dei fratellini, coinvolgendolo in tutti i modi possibili e soprattutto rassicurandolo che l’amore di mamma e papà non verranno meno.

  2. swingcot@tiscali.it ha detto:

    buongiorno condivido totalmente l esperienza della signora anche io mi sono ritrovata con una bambina di 13 mesi dalla sera alla mattina senza il padre di mia figlia visto che ha comunicato che dal giorno dopo andava via e vero il nostro era un rapporto difficile ma mai avrei creduto che potesse andar via senza esitare anche lui dopo pochi giorni era gia con un altra….. questo e il minimo il problema e che vede la figlia un ora a settimana se tutto va bene nonostante la mia ttoale disponibilita ed il continuo invito a non scomparire perche la bambina e molto legata al padre……perche gli uomini non si rendono conto che hanno delle responsabilita almeno verso i figli ? perche e cosi facile oggi mollare tutto facendo finta di niente buttandosi alle spalle tutto il trascorso…?

    • La natura fa sì che siano le madri a vivere un rapporto stretto con i figli, specie se piccoli. Dall’uomo tale rapporto è meno sentito. Tuttavia, dove finisce la “natura” nasce la responsabilità e la fuga ne è l’esatto contrario.
      Ci sono poi padri che pur volendo mantenere vivo il rapporto con i figli, non ne hanno la possibilità.

      • Collingwood ha detto:

        Mi sembra un affermazione quantomeno “leggera”, considerati i mutamenti della condizione femminile avvenuti in Italia negli ultimi quarant’anni ma tuttavia senz’altro funzionale all’intrepretazione (assolutamente politically correct ) di “interesse del minore” ed al cospicuo giro d’affari che gli ruota intorno.

      • Non mi interessano le contrapposizioni sessiste. Ritengo che non giovino a nessuno e tanto meno ai bambini.

I commenti sono chiusi.

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