La Chiesa gerarchica ha aperto una nuova strada di trasparenza in riferimento allo scandalo della pedofilia. Era ora. Le reazioni non sono tuttavia entusiastiche e come potrebbero dopo anni di silenzi? Per non scandalizzare il popolo di Dio sembrava fosse meglio tacere e pregare per le vittime. Certo per i credenti la preghiera è importante, ma per tutti prima di ogni cosa vi deve essere la giustizia.
Il polverone mediatico sulle presunte coperture da parte delle gerarchie ecclesiastiche rischia di fare passare in secondo piano le vittime e la loro tutela. E invece è necessario uno sforzo congiunto di chiese, governi, associazioni e singoli perché il diritto di bambini e adolescenti a una crescita psico-fisica serena sia riconosciuto.

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Commenti su: "Lo scandalo del silenzio (e dell’ignavia)" (3)

  1. francesca ha detto:

    correggo gli erroti di battitura e mi scuso: sufficiente (anzichè succifiente),,,

  2. francesca ha detto:

    La penso come te. Lo scandalo (anzi no, l’orrore) è talmente grande che lo si è coperto prima con il silenzio, poi con i dibattitti sulle coperture. Secondo me, è giunta l’ora che chi ha commesso il reato paghi di fronte alla giustizia dello Stato in cui abita (la giustizia di Dio segue altre strade, penso, ma ciò non esenora dalle responsabalità in questa terra). Certo, nessuna pena sarà mai succifiente a ripagare chi è stato, bambino, vittima, degli abusi. Individuare i colpevoli, risarcire le vittime riconoscendo loro giustizia non cancellerà il dolore delle vittime, nè le colpe di chi ha nascosto einsabbiato (e che secondo me dovrebbe comunque essere ritenuto responsabile..) nè tantomeno placherà la sete di giustizia (o vendetta) di chi ora fa di tutta l’erba un fascio. Ma è un inizio per poter mettere un punto e prendere posizione. Forse la Chiesa riacquisterà con il tempo credibilità e forse chi ha subito potrà sentire di non essere stato abbandonato. Consapevoli però che questo non dovrà mai più ripetersi. Francesca

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