No burqa? Yes party!

Un oste del Trevigiano ha affisso un cartello davanti al proprio locale per vietare l’ingresso a donne con burqa e niqab, indumenti tradizionali che travisano la figura, come si può vedere nell’immagine Reuters. Occorre dire che il divieto (ma è legittimo?) è esteso a chiunque entri con il volto coperto, per esempio da un casco o da un passamontagna. (fonte)
Personalmente sono dell’idea che le persone possano andare in giro come vogliono, ma sempre riconoscibili. Il Hijab per esempio sarebbe del tutto adeguato … Tuttavia un cartello del genere non vi fa venire in mente certe situazioni del passato? E poi, che interesse avrebbero delle donne mussulmane ad andare in osteria?

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Commenti su: "No burqa? Yes party!" (5)

  1. Gentile Navigatrice,

    sono d’accordo con lei: ci vorrebbe maggiore equlibrio, in ogni campo, compreso quello dei media. Basti pensare per esempio allo sconcio delle immagini relative alla fine del dittatore libico.

    • Anonimo ha detto:

      La ringrazio per la risposta.

      Vorrei aggiungere, in merito alla sua ultima affermazione, che quanto è avvenuto in questi giorni è inammissibile. Il sovrano libico non era un santo, ma a mio avviso era meno “mostro” di tanti nostri politici. In ogni caso la dignità di un defunto (per di più neppure un criminale come certuni) non dovrebbe essere calpestata in questa maniera.
      La guerra in Libia è stato un affronto, in quanto il Governo, partecipando ai bombardamenti sui civili, ha infranto l’art. 11 della Costituzione Italiana che esenta l’Italia dall’aggredire una nazione, qualora i disordini verificatisi da una parte del popolo sono solo interni. (Ma io credo che ci fosse di più, che il movente per la guerra fosse più appetibile)
      Nessuno tuttavia ha rivendicato il misfatto.
      Purtroppo i mass media sono l’arma più efficace e terribile con cui il governo può gestire il popolo. Qualcuno deve distogliere la nostra attenzione dai problemi interni al paese per porla costantemente su quanto accade altrove, al fine di portare sempre a credere che “c’è chi sta peggio”.

      Malcom X aveva ragione affermando che: <>

  2. Anonimo ha detto:

    Ho trovato per caso questo articolo e mi sono, come dire, quasi pietrificata davanti alla frase:

    “Tuttavia un cartello del genere non vi fa venire in mente certe situazioni del passato?”

    Nella mia personale interpretazione ho l’atroce dubbio di andare verso a un nuovo “olocausto”. Però anzi che esserci gli ebrei il “nemico” sono i musulmani.
    Per fortuna ogni anno il Giorno della Memoria ci fa ricordare questi accadimenti da non ripetersi. O almeno, questo era l’obbiettivo iniziale. Ora questa ricorrenza è diventata una festività come la festa della mamma o del papà, il Natale… che tutti festeggiano ma nessuno ne apprende il significato.

    Ad ogni modo vorrei fare notare che se alle donne è proibito di vestirsi (siccome abbiamo capito che alla società occidentale da fastidio vedere una donna vestita) allora io mi propongo per cominciare una campagna contro l’abbigliamento delle giovani di oggi, perché (a me) una che va in giro mezza nuda mi dà davvero fastidio, e gli uomini che mi ritrovo in mutande (costume) dentro il giornalaio durante l’estate mi fanno schifo. Non si può avere un po’ di equilibrio?

  3. Ma prima dell’affissione del cartello, quante donne comunque velate saranno entrate dal buon oste? (Etim.: Oste = forestiero, oppure: colui che riceve in casa i forestieri; colui che dá da mangiare e bere e alberga altrui per denaro. Differente da Ospite che non ha scopo di lucro)

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