Archivio per marzo, 2010

Perché devo scegliere?

Il The Vincent J. Fontana Center for Child Protection di New York (Andre e Baker 2009) ha elaborato un progetto per aiutare i ragazzi della middle school ad evitare di dover scegliere tra un genitore o l’altro. Destinatari sono figli di separati o divorziati. Ho cercato di contestualizzare la proposta alla realtà italiana, con un progetto che prevede la possibilità di analizzare diverse situazioni che possono accadere dopo la separazione dei genitori, in presenza di una campagna di denigrazione (consapevole o no) di uno contro l’altra. Vengono presentate alcune situazioni in cui un ragazzo potrebbe trovarsi e si stimola la ricerca di una soluzione personale, passando attraverso uno schema costante composto da 4 fasi: pensa in prima persona; guarda alle possibilità che hai (puoi sempre scegliere); ascolta il tuo cuore per essere fedele a te stesso; usa gli aiuti che puoi trovare dentro te stesso e in altre persone.

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Crisi sì, ma in due lingue.

Anche in Provincia di Modena, in un comune del distretto ceramico, è stata fatta la proposta del bilinguismo sui cartelli stradali: italiano e dialetto modenese. Una buona iniziativa per chi come il sottoscritto è nato a Modena da genitori non modenesi. Comprendo abbastanza bene il dialetto parlato, ma quanto a parlarlo, a leggerlo e soprattutto a scriverlo …! Sarebbe così un esercizio quotidiano che mi sarebbe di giovamento.
Qualcuno potrebbe domandarsi quanto costerebbe un aggiornamento della segnaletica …. Qualcun altro potrebbe ricordare che ci sono problemi più importanti, come per esempio gli oltre 9.500 lavoratori che nel medesimo distretto stanno utilizzando gli ammortizzatori sociali … Ma insomma: “siete i soliti pessimisti cronici”. O no?

Non perdiamo la speranza

Battute di spirito al posto di seri programmi di governo (e di opposizione); dichiarazioni dei Sacri Palazzi riguardo la pedofilia giunte un po’ tardi; libertà di espressione in palazzetti gremiti che sa tanto di “ora d’aria” di un carcerato; camorra dappertutto, con l’impressione che ormai ad essere infiltrata sia la legalità; cancro che sarà debellato in poco tempo, alla pari degli investimenti nella ricerca; cassintegrati in ogni dove; … ma non perdiamo la speranza!

Mancano solo settantasei giorni all’inizio dei mondiali di calcio. Poi tutto si risolverà.

Per brevità chiamato Silvio

Il figlio di un immigrato ghanese residente nella provincia di Modena è stato chiamato con il nome del Presidente del Consiglio, ma proprio con tutto il nome per esteso (fonte). Il padre ha giustificato la scelta affermando che gli piace come il Presidente parla e si muove ed è riconoscente per avere ottenuto il permesso di soggiorno.
Vi ricordate quando i bambini venivano chiamati in Italia “Firmato”, in riferimento alla firma del Bollettino della Vittoria nella Prima guerra mondiale, ad opera del generale Armando Diaz? Ma quella è un’altra storia, si trattava probabilmente di ignoranza riguardo al fatto che “firmato” potesse essere il nome di Diaz.
In tempi più recenti, ricordiamo i bambini che hanno ricevuto il nome di un personaggio della TV (“sandokan” per citarne uno per tutti). Poi l’ondata ideologica dei vari Lenin, ecc.
Tornando ai giorni nostri: non ci potrebbe essere anche il convincimento da parte del nostro amico ghanese che nomen omen e quindi l’augurio che il bimbetto possa diventare ricco, potente e intoccabile? Insomma, una sorta di rito apotropaico dei giorni nostri …

Postilla: il mio nome non si deve attribuire al “Che”, ma al severo nonno Ernesto.

Dentro e fuori

Ci sono due cose che in Italia non si possono assolutamente fare, anzi tre: parlare male della Chiesa, mangiare i gatti, criticare il Governo.

Nel primo caso si è fuori da tutti i programmi RAI (vedi caso Busi)

Nel secondo caso si è fuori solo dalla Prova del Cuoco (vedi caso Bigazzi).

Nel terzo caso si è fuori e basta (i diversi casi Santoro, Travaglio, ecc.).

E’ troppo sognare un Paese dove si può essere giudicati scurrili e magari presuntuosi (Busi), inopportuni (Bigazzi), critici, ma sempre e comunque dentro?

Fuori!

 

 

Aldo Busi verrà escluso da tutte le puntate de “L’isola dei famosi” e da tutti i programmi Rai. (fonte)

Sembra infatti che si sia detto onorato di pagare le tasse.

Ma la letterina no, non l’avevo considerata …

Da qualche settimana vediamo in tv alcuni spot di un importante gruppo bancario italiano. Riguardano due donne che vogliono mettere su un asilo e i cervelli fuggiti all’estero, ma quello che preferisco narra di un imprenditore nel settore dell’elettronica che l’indomani dovrà chiudere i battenti dell’azienda. Non si dice il perché. Sarà la concorrenza dei mercati esteri, sarà la crisi generale, sarà che vuole dedicarsi ad altro … non ci è dato di sapere (è uno spot, mica un trattato di economia aziendale). Per continuare, dovrebbe rischiare tutti i risparmi di famiglia … Poi il colpo di scena! Mentre imprenditore e consorte stanno discutendo, compare il figlioletto che prima di coricarsi (è tardi) allunga al babbo una letterina, quasi fossimo in periodo natalizio. Il giorno dopo in azienda l’imprenditore tiene un pistolotto sul fatto che non intende rinunciare, lui c’è e se ci sono anche i collaboratori, si va avanti. Cosa ha fatto cambiare idea al nostro? Sarà intervenuto un aiuto istituzionale (in definitiva si tratta di salvare dei posti di lavoro)? Saranno entrati nuovi investitori? Nossignori: è stata la letterina, che più o meno recita così: Caro babbino, se chiudi l’azienda il papà della mia amichetta dovrà cambiare paese e io non potrò vedere lei che tanto mi piace … guarda, sono anche disposto a rinunciare al regalo di compleanno, ma non farmi questo …
Quindi, se un’impresa chiude e decine di famiglie vanno in crisi, è perché:
a) un ragazzino è andato a letto troppo presto
b) un imprenditore ha voluto fare a tutti i costi un regalo di compleanno al figlio
c) un collaboratore stava antipatico al capo e questi non aveva nessuna voglia di diventargli consuocero.
Non sono previste altre motivazioni del tipo: scelte aziendali non corrette; mancato sostegno da parte delle Istituzioni;assenza o carenza di politiche adeguate; rifiuto di credito da parte di banche, ecc.
Grazie, ora abbiamo capito un po’ di più della situazione italiana.

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