Archivio per dicembre, 2009

Legge del Piemonte a favore dei separati

E’ stato approvata dal Consiglio regionale del Piemonte una legge a favore di coniugi che dopo la separazione si trovino in difficili condizioni economiche e psicologiche. La Regione promuove tra l’altro la realizzazione di Centri di assistenza e mediazione familiare per sostenere le coppie nella fase della separazione o del divorzio nel raggiungimento di un accordo sulle modalita’ dell’affidamento condiviso. Ecco il testo della proposta:

Art. 1
(Principi e finalità)
1.
La Regione Piemonte riconosce l’importanza che il ruolo dei genitori riveste nelle diverse fasi della crescita psicofisica dei minori e favorisce il mantenimento di un rapporto equilibrato e continuativo dei figli con entrambi i genitori, anche in caso di separazione o divorzio dei coniugi.
2.
La Regione, in attuazione del comma 1, promuove interventi diretti al recupero e alla conservazione dell’autonomia e al perseguimento di un’esistenza dignitosa in favore:
a)
dei genitori separati, nei tre anni successivi alla dichiarazione di separazione legale;
b)
dei genitori divorziati nei tre anni successivi alla sentenza di divorzio.
3.
Gli interventi di cui al comma 1 sono finalizzati a garantire ai genitori separati e divorziati di cui al comma 2, che sono in situazione di grave difficoltà economica e psicologica, a seguito di pronuncia dell’organo giurisdizionale di assegnazione all’altro coniuge della casa familiare e dell’obbligo di corresponsione dell’assegno di mantenimento, le condizioni per svolgere il ruolo genitoriale.
Art. 2
(Azioni regionali)
1.
Per la realizzazione degli interventi di cui all’articolo 1, la Regione, svolge le seguenti azioni:
a)
promuove protocolli di intesa tra enti locali, istituzioni ed ogni altro soggetto operante a tutela dei minori e a sostegno dei genitori separati e divorziati di cui all’articolo 1, comma 2, diretti alla realizzazione di reti e sistemi articolati di assistenza in modo omogeneo sul territorio regionale;
b)
promuove interventi di tutela e di solidarietà in favore dei genitori separati e divorziati di cui all’articolo 1, comma 2 che si trovano in situazione di difficoltà, attraverso la realizzazione dei Centri di Assistenza e Mediazione Familiare di cui all’articolo 3.
Art. 3
(Centri di Assistenza e Mediazione Familiare)
1.
La Regione promuove e sostiene la realizzazione di Centri di Assistenza e Mediazione Familiare, al fine di fornire un sostegno alla coppia nella fase della separazione o e del divorzio per raggiungere un accordo sulle modalità di realizzazione dell’affidamento congiunto, previsto dalla legge 8 febbraio 2006, n. 54 (Disposizioni in materia di separazione dei genitori e affidamento condiviso dei figli).
2.
I Centri di cui al comma 1 operano in stretta collaborazione con la rete dei consultori e sono costituiti nel numero di uno per ogni Azienda sanitaria locale presente sul territorio.
3.
I Centri di cui al comma 1 possono essere promossi e gestiti da associazioni e organizzazioni del Terzo Settore riconosciute dalla Regione Piemonte, non aventi finalità di lucro, con almeno cinque anni di esperienza nello specifico settore.
Art. 4
(Programmi di Assistenza e Mediazione Familiare)
1.
La Regione promuove e valorizza programmi di assistenza e mediazione familiare tramite:
a)
alloggi, anche temporanei, nei quali possono essere ospitati i genitori separati e divorziati di cui all’articolo 1, comma 2 che si trovano in condizioni di grave difficoltà economica, qualora la casa familiare sia stata assegnata all’altro coniuge;
b)
servizi informativi e di consulenza legale finalizzati a rendere effettivo l’esercizio del ruolo genitoriale in caso di separazione e in osservanza della legge 1° dicembre 1970, n. 898 (Disciplina dei casi di scioglimento del matrimonio) e della legge 54/2006;
c)
percorsi di supporto psicologico diretti al superamento del disagio, al recupero della propria autonomia ed al mantenimento del ruolo genitoriale.
Art. 5
(Finanziamento dei Centri di Assistenza e Mediazione Familiare)
1.
La Giunta regionale, entro novanta giorni dall’entrata in vigore della legge, sentita la Commissione competente, individua le modalità di finanziamento dei Centri di Assistenza e Mediazione Familiare e dei programmi previsti dagli articoli 3 e 4.
2.
La Regione, nella programmazione delle politiche abitative, individua le modalità di finanziamento dei programmi previsti dall’articolo 4, comma 1, lettera a).
Art. 6
(Monitoraggio)
1.
La Regione svolge un’azione di monitoraggio sull’impiego delle risorse per verificare l’andamento e la funzionalità dei Centri di Assistenza e Mediazione Familiare, sull’assegnazione degli alloggi, nonché sull’efficacia dei programmi finanziati.
Art. 7
(Norma finanziaria)
1.
Per l’attuazione della presente legge nell’esercizio finanziario 2009 agli oneri quantificati complessivamente in 7 milioni di euro, in termini di competenza e di cassa, e iscritti nell’ambito dell’unità previsionale di base (UPB) DA19001 (Politiche sociali e politiche per la famiglia Segreteria direzione 19 Tit. I spese correnti) si provvede con le risorse finanziarie dell’UPB DA09011 (Bilancio Bilanci Titolo I spese correnti) del bilancio di previsione per l’anno finanziario 2009.
2.
Agli oneri di cui al comma 1, in termini di competenza, si provvede con le risorse finanziarie individuate secondo le modalità dell’ articolo 8 della legge regionale 11 aprile 2001, n. 7 (Ordinamento contabile della Regione Piemonte) e dall’ articolo 30 della legge regionale 4 marzo 2003, n. 2 (Legge finanziaria per l’anno 2003).

Ewwwangelo

Questa notte mi sono svegliato a causa della tosse e mi è venuto in mente il brano del giudizio nel Vangelo di Matteo, non nella sua versione originale – Dio mi perdoni – ma in una riveduta e corretta alla luce del social networking:

Venite benedetti, perché io ho avuto fame e vi è piaciuto questo elemento, ho avuto sete e avete condiviso; ero forestiero e avete accettato la mia amicizia, nudo e avete bloccato il mio sito, malato e mi avete inviato un poke, carcerato e avete visitato il mio profilo. Allora i giusti gli risponderanno: quando mai ti abbiamo veduto affamato e ci è piaciuto questo elemento, assetato e abbiamo condiviso? Quando ti abbiamo visto forestiero e abbiamo accettato la tua amicizia, o nudo e abbiamo bloccato il tuo sito? E quando ti abbiamo visto ammalato o in carcere e abbiamo visitato il tuo profilo? Rispondendo, il re dirà loro: In verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei amici su Facebook, l’avete fatto a me.

Fragile Natale

A ben vedere il Natale, comunque la pensiamo, è un invito a riflettere sulla fragilità. Prima di tutto la fragilità di un Dio-Bambino che fin dalla nascita viene rifiutato dagli uomini, o la fragilità dei pastori, persone che vivono ai margini. Penso poi alla fragilità dei pescatori che seguiranno un domani il Messia … Poi c’è un’altra fragilità, questa non riconosciuta e anzi trasformata in arroganza: la fragilità di quelli che non accolgono la Santa Famiglia (“non c’era posto per loro …”), o quella del re Erode che è turbato dalla nascita di quel bambino e per toglierlo di mezzo pensa bene di eliminare anche tutti i suoi coetanei. Infine penso alla fragilità del potente Pilato che trova il modo di accontentare tutti o quasi, non assumendosi alcuna responsabilità o ancora dei membri del Sinedrio che si fanno forti del terrore che incutono.
C’è una fragilità che salva ed è quella del bambino. C’è una fragilità che ci condanna ed è la nostra, quella che non abbiamo nessuna voglia di riconoscere, ma siamo capacissimi di trasformare in arroganza, delirio di potenza e così via.
Buon Natale, nella consapevolezza dei nostri limiti!

Tra papà e mamma, scelgo … entrambi!

I programmi di prevenzione all’abuso infantile sono centrati su quattro aspetti fondamentali, le cosiddette 4 “R”:  Riconoscere; Resistere; Riferire; Rassicurare.
Nel caso di prevenzione dell’abuso emotivo che deriva dal non avere la possibilità di relazionarsi in modo costruttivo ad entrambi i genitori e alle rispettive famiglie di origine, Riconoscere può significare individuare i propri sentimenti di fronte a un litigio dei genitori, o – se questi sono separati – nei riguardi dell’assenza fisica e/o psicologica di uno dei due. Può significare anche  riconoscere un atteggiamento costantemente ostile dell’uno nei confronti dell’altro e il tentativo di essere coinvolti in un progressivo allontanamento da uno dei genitori e delle emozioni che questo fatto produce.
Resistere può significare sapere dire no a una situazione conflittuale troppo pesante, saper prendere le distanze da un’aggressività non controllata, sapere esprimere verbalmente il proprio disagio. Nel caso di separazione, sapere dire no a eventuali tentativi manipolatori che vorrebbero portare a mettersi contro un genitore, saper dire no ai giudizi malevoli e denigratori di un genitore contro l’altro.
Riferire può significare confidarsi con un adulto di fiducia, quale può essere per esempio un un’insegnante, in riferimento ad una situazione dolorosa nella “famiglia intatta” o nella famiglia separata. Saper raccontare il proprio disagio per il fatto che si è stati messi nella condizione di dovere scegliere un genitore o l’altro.
Infine rassicurare può significare divenire consapevoli che se i genitori litigano e giungono alla decisione di separarsi non è colpa dei figli. Comprendere anche che non ci si deve mettere dalla parte di uno o dell’altro, ma che si può continuare a relazionarsi ad entrambi e che entrambi, anche
se non sono più marito e moglie, saranno sempre genitori.

Dov’è la mia casa?

Qual è il rapporto della persona con la casa? La casa è un elemento inseparabile della identità. Solo con il contributo della ‘mia casa’ come riferimento sicuro, spazio vissuto e sentito, posso crescere nella fiducia verso l’esistenza. Se questo è vero per tutti, ancora di più per i bambini, figli di genitori separati. Essere divisi tra due case o dover rinunciare alla casa nella quale si è cresciuti, significherebbe arrivare ad essere privati di se stessi e della propria umanità.  La “casa” risponde al bisogno psicologico di tenere uniti gli opposti e di preservare continuità e prevedibilità. Continuità significa per un bambino potere contare su punti di riferimento stabili: una casa dove abitare, orari per i pasti e il sonno, una routine che si ripete nel tempo e nello spazio. La prevedibilità significa potere pensare ad un futuro simile al presente, dando senso agli eventi ed evitare di perdere il controllo. I figli di genitori separati, sono già destabilizzati a causa delle trasformazioni in atto e in particolare dalla perdita dell’immagine della coppia genitoriale, è indispensabile non modificare completamente tutta la loro vita. Per questo occorre mantenere una casa di riferimento, la “loro” casa, così intrisa di valore per il suo mondo psichico soggettivo. Il trasferimento in altro luogo e il passaggio continuo da un luogo all’altro, potrebbe aumentare il senso di perdita e di vuoto già causato dal trauma della separazione.

Giù le mani dai bambini!

La “sindrome” da alienazione parentale

Si tratta di un tentativo da parte di un genitore di “programmare” i figli, in modo che manifestino ostilità o rifiuto nei riguardi dell’altro genitore. Ciò può avvenire di solito nel contesto di un’elevata conflittualità. La caratteristica peculiare è che i bambini intervengono come soggetti attivi. Ne ho già parlato qui.
Ho condotto una ricerca sull’argomento e sono giunto alle seguenti conclusioni:
1. L’esistenza della Alienazione parentale come Sindrome patologica a sè stante non è dimostrata.
2. La PAS esprime tuttavia un problema reale, da studiare con criteri scientifici
3. Per fare questo, occorre liberare il campo da connotazioni culturali, contrapposizioni sessiste, interessi di parte (la PAS potrebbe essere usata nei Tribunali per ottenere la custodia dei figli e addirittura per difendersi da accuse di abuso o maltrattamento). Deve prevalere l’interesse per i minori. La ricerca scientifica è necessaria per arrivare a parlare un linguaggio comune.
4. I bambini sono abusati quando:
a) sono costretti ad interrompere i rapporti con un genitore (abuso psicologico ed emotivo)
b) sono abusati sessualmente e non vengono creduti a causa della PAS (doppio abuso)
c) sono strumentalizzati e costretti ad accusare falsamente di abuso o maltrattamento un genitore
5. Interventi necessari: rafforzare il legame con il genitore rifiutato senza interrompere quello con l’altro.
Ho anche provato a delineare alcuni interventi di prevenzione rivolti a bambini delle Scuole Primarie e a ragazzi figli di genitori separati.
Per saperne di più, visita il mio sito.

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