Sculacciate e rispetto

Ancora sulle sculacciate. Servono, non servono, danneggiano lo sviluppo del bambino,  sono un abuso, quando ci vogliono ci vogliono … i pareri sono vari, spesso discordi. C’è chi propone di fare una legge apposita, da leggere il giorno delle nozze, assieme agli altri articoli che riguardano fedeltà, educazione della prole, ecc.
Personalmente non sono d’accordo sulle sculacciate, ritengo che siano frutto di esasperazione e a volte anche una scorciatoia rispetto ad argomentazioni che il bambino può benissimo comprendere, ma che richiedono serenità, tempo, pazienza. Conosco genitori che per sgridare un bimbo di due anni, senza arrivare alle sculacciate, hanno usato le parole in modo altrettanto violento: “sei brutto e cattivo”. Il bambino ha risposto (due anni!): “Me ne vado da questa casa e non ci torno più, perchè sono brutto e cattivo”.
Faccio una domanda, quasi una provocazione: se auspichiamo che vi sia nella nostra società più dialogo, concordia, rispetto, perché non iniziare ad educare a ciò fin da piccoli?
E i piccoli sono meno rispettabili di un adulto?

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Commenti su: "Sculacciate e rispetto" (4)

  1. Daniel ha detto:

    Sostenere una cultura divulgata da “esperti” e depositari di verità assolute, quali Alice Miller, indica difficoltà di ragionamento in materia di educazione. Sono poco fondati i loro studi, ammesso che si possano definire “studi” dal momento che la stessa Miller non era competente a riguardo degli argomenti che sosteneva senza i necessari titoli universitari.
    Ho sempre preso e dato la sculacciata a freddo. Si tratta semplicemente di un preciso metodo tutt’ora molto in voga negli Stati Uniti in cui vivo: almeno 9 genitori su 10, almeno una volta all’anno, fanno una “good hard spanking” ai loro figli. L’intervento educativo è regolarmente rimandato ad altro orario data la sanzione, usualmente di sera, ed è dato a freddo, appunto. Non è un colpo “immediato” che invece scappa a causa di perdita della pazienza. Si tratta invece di una serie di colpi assestati sul sedere. Il Leone per qualche minuto avrebbe tenuto la testa del cucciolo dentro la propria bocca. Il genitore tiene il figlio sopra le ginocchia, prono per qualche minuto. Lo sculaccia e si ragiona. L’altro genitore è normalmente presente. Non vi è alcuna manifestazione di rabbia, ma volontà di correzione. E’ il proseguimento del dialogo laddove le regole non sono state recepite tramite altri metodi quali il dialogo esclusivamente verbale, il premio, un castigo privativo oppure riparatorio. Detto anche “sana seduta” il metodo della sculacciata favorisce il ragionamento, l’autocontrollo, rinforza la memoria e l’umiltà. E’ ovvio che laddove le persone si formano con culture e mentalità fondate su questioni morali e ideologiche quali l’iper-tutela del fanciullo, o su morbosità sociali quali l’iper-libertà delle espressioni sessuali, detto metodo non possa essere concepito con naturalezza, bensì come forma di violenza o abuso.

    • Sarà. Io mi tengo le mie convinzioni morali e ideologiche di iper-tutela del fanciullo. Fatico a pensare come questa “sculacciata a freddo” possa favorire il ragionamento …

      • Daniel ha detto:

        Per carità, non intendo certo cercare di convincere qualcuno. Rispetto le opinioni di tutti. Peraltro molte persone credono perfino in Dio nonostante non esista alcuna prova a suo sostegno.
        Per conto mio la sculacciata a freddo, dato che la utilizzo, so che esiste. Ed è un metodo che fa ragionare i miei figli e faceva ragionare me. Certamente non è detto che potrebbe funzionare con tutti, dato che non siamo tutti uguali.E’ comunque un dato di fatto che i sistemi moderni fondati sul divieto delle sculacciate, non sono educativi, ma diseducativi. I bambini infatti oggi tendono a infrangere ogni regola, sapendo come illudere i genitori di osservarle, sapendo che non saranno sculacciati, oppure che saranno puniti solo con provvedimenti che ben sanno raggirare. Da qui il bullismo e la trasgressione a tutti i livelli con punte che mai si sono verificate negli ultimi 30-40 anni.

  2. sim87 ha detto:

    Marjorie Gunnoe, docente di Psicologia al Calvin College del Michigan ha pubblicato i risultati di uno studio sul tema dell’educazione dei figli dal quale risulterebbe che i bambini sculacciati crescono meglio.

    La Gunnoe ha intervistato 2.600 adulti e ha chiesto loro di indicare se durante l’infanzia hanno subito punizioni fisiche dai genitori.

    Confrontando queste statistiche con un’analisi del loro comportamento sociale e dei loro risultati negli studi e nel lavoro, la conclusione è che i bambini sculacciati prima dei 6 anni di età producono le migliori performance in termini di realizzazione sociale e stabilità emotiva. Seguono i bambini sculacciati tra i 7 e gli 11 anni, più emotivi, ma altrettanto competitivi negli studi. I risultati peggiori vengono proprio dai bambini che non hanno mai ricevuto alcun tipo di punizione corporale.

    Uno studio condotto da Jason M. Fuller dell’Università di Akron Law School, nel gennaio di quest’anno, afferma che i bambini imparano a comportarsi in modo più responsabile grazie alle punizioni fisiche.

    In Svezia, 30 anni fa, il divieto di sculacciare i bambini è stato esteso anche ai genitori. Fuller ha analizzato i dati relativi ai reati commessi dagli adolescenti che da bambini sono stati educati senza sculacciate ed i risultati sono alquanto preoccupanti.

    «In Svezia, la violenza giovanile è salita alle stelle nei primi anni 1990, quando i bambini che erano cresciuti del tutto sotto il divieto delle sculacciate sono diventati adolescenti – osserva Fuller – I ragazzini preadolescenti e gli adolescenti sotto i quindici anni, hanno cominciato a diventare sempre più violenti nei confronti dei loro coetanei. Nel 1994, il numero dei reati dei giovani criminali era aumento di sei volte rispetto al tasso di criminalità del 1984».

    Le leggi anti-sculacciate sono proposte e approvate perché promettono una “mentalità culturale” della non-violenza e una società che non ha bisogno di correzione. Ma se ciò può sembrare encomiabile, i dati empirici indicano che non sculacciare è un grave errore.

    Con i divieti alle sculacciate sono venuti ad aumentare i maltrattamenti sui bambini, l’aggressività dei genitori e la violenza giovanile. Dai casellari giudiziali si evince che i bambini allevati senza sculacciate hanno molte più probabilità di essere coinvolti in attività criminali rispetto agli altri bambini. Di conseguenza, quasi trent’anni dopo che la Svezia è diventata il primo paese al mondo a vietare le sculacciate, sei su dieci bambini svedesi ora si sentono vulnerabili a scuola e altrettanti sono stati vittime di violenza giovanile.

    Non deve sorprendere che una ricerca metodologicamente imparziale sostenga che le sculacciate non siano nocive e, anzi, spesso molto più utili di altri comuni metodi disciplinari. In media, la sculacciata sembra ridurre l’aggressività, la prepotenza, e il comportamento antisociale meglio delle punizioni mentali come il timeout, il dialogo, la rimozione di privilegi, le minacce, l’alzata di voce, l’ignorare, lo spaventare, il castigare. Infatti, i bambini più amichevoli, equilibrati e volonterosi, tendono a provenire da famiglie “autorevoli” che allevano i figli con amore, regole ferme, e sculacciate almeno occasionali.

    Tuttavia, i successi delle sculacciate sono in gran parte ignorati. Molti, filosoficamente, si oppongono alle punizioni corporali e chiedono il divieto allo sculacciare, ma pochi analizzano onestamente e per intero le statistiche sulla disciplina del bambino. Pertanto, in questo frettoloso cambiamento delle leggi per l’educazione e il futuro dei nostri bambini, viene detta solo una parte dei fatti.

    Estratto da: http://papers.ssrn.com/sol3/papers.cfm?abstract_id=1357669

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