Il muro non è crollato

muroIl muro di Berlino è stato demolito 20 anni fa. E quell’evento ha rappresentato per molti di noi un’apertura alla speranza. Ma basta sfogliare i giornali per vedere come cento, mille muri siano ancora presenti. Non solo vestigia del passato, ma costruzioni realizzate ex-novo. Non credo si tratti di abusivismo edilizio. Al contrario, quei muri sono il risultato di una progettazione accorta, meno attenta ai risultati estetici che a quelli pratici di contenimento e separazione.Vengono innalzati sul terreno sociale da chi per esempio alimenta la paura del diverso.  Sul terreno economico: chi oggi può accedere al credito? Quali imprese possono creare lavoro? E quali coppie possono decidere di iniziare una convivenza senza avere la fortuna di genitori con le spalle robuste?  Sul terreno politico: chi ha la  reale intenzione di dialogare? Quanto mai opportuno il richiamo del card. Bagnasco (queste sono “ingerenze” che ci piacciono): «È necessario e urgente svelenire il clima generale, perché da una conflittualità sistematica, perseguita con ogni mezzo e a qualunque costo, si passi subito a un confronto leale per il bene dei cittadini e del Paese». Spero che l’attenzione della Chiesa ( e nostra) rimanga vigile e non si lasci comprare da un piatto di lenticchie (o da un crocifisso lasciato a far polvere in aula).

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Commenti su: "Il muro non è crollato" (2)

  1. francesca ha detto:

    Hai ragione: le differenze di cultura diventano muri insormontabili…a volte eretti dagli altri a volte ce li creiamo da soli per paura del diverso.
    le differenze economiche mi paiono ora ancora più forti e subdole di una volta.
    alcuni cercano di arginarle comprando oggetti firmati che annullino le distanze…status symbol..ma penso che la più grande differenza oggi tra ricco e chi ricco non è (senza essere necessariamente povero) è il poter avere più tempo a disposizione e poterlo dedicare a cosa si vuole..
    quanto alle giovani coppie e alla loro volontà di iniziare una convivenza insieme, non dimenticherò mai il volto di quell’impiegato di banca (nè tantomeno la banca a cui apparteneva) che liquidò in due parole la richiesta di mutuo mia e del mio futuro marito quando volevamo acquistare la nostra prima casa..per fortuna, altri impiegati (e altra banca) ci diede un’opportunità..Altri tempi (2002) e altre banche…
    francesca
    p.s. metti i post anche su facebook! mi mancano!

    • Sì, si potrebbe fare una galleria di espressioni di impiegati che, dovendo obbedire ad ordini di scuderia, ti guardano dall’alto in basso oppure guardano semplicemente in basso, quasi vergognandosi al posto tuo della tua richiesta! Ma di cosa ci preoccupiamo? La crisi, se mai c’è stata, è alle nostre spalle!

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