Cui prodest?

Io credo nella mediazione familiare e mi chiedo: cosa si oppone alla diffusione capillare della cultura della mediazione? Cosa impedisce ad una coppia di rivolgersi a un professionista per essere aiutata a recuperare il dialogo? Provo a rispondere. Innanzitutto credo che siamo figli di una cultura della competizione e della contrapposizione. Abbiamo bisogno di “vincere” in qualche modo per ottenere un risarcimento dalla vita o poter sanare le nostre ferite. E se non riusciamo da soli, demandiamo a un terzo il compito di mostrare a tutti che noi abbiamo ragione. Nel caso di divorzio, abbiamo biosogno di prenderci una rivincita e di affermare che non per colpa nostra è avvenuta la separazione. Abbiamo bisogno di gridare: ” io sono un  bravo genitore, non l’altro!”.
In secondo luogo, ci sono tanti interessi attorno a quella che Fiorin ha chiamato la “fabbrica dei divorzi”. Credo possiamo dire di più: tanti possono essere interessati a mantenere alto il livello della conflittualità … Che poi a farne le spese siano i “figli del divorzio” questo non sembra interessare più di tanto, nonostante tutte le dichiarazioni formali a difesa dell’infanzia. Senza considerare poi che questo meccanismo non sarà domani senza costi sociali.

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Commenti su: "Cui prodest?" (4)

  1. francesca ha detto:

    eh già, tra i tanti ottimi ci sono anche i pessimi avvocati!
    la mediazione familiare dovrebbe essere più conosciuta, maggiormente favorita e incrementata.
    e secondo me dovrebbe diventere obbligatoria (e garantita dallo Stato per i meno abbienti) quando ci sono figli minori…
    sarebbe tutto molto più semplice anche per i legali…
    è chiedere troppo?

  2. francesca ha detto:

    Come avvocato, cerco di non alimentare i conflitti fra i coniugi e prediligo per quanto possibile la strada della separzione consensuale.
    Non penso di essere una mosca bianca e tanti miei colleghi fanno così.
    Spesso consiglio di percorrere la strada della mediazione familiare, purtroppo però, vedo che gli stessi coniugi fanno fatica ad accettare la possibilità che la loro figura genitoriale venga messa in discussione.
    e tristemente mi limito a ripetere che i coniugi si separano ma i genitori dai figli no…

    • La MF dovrebbe essere il luogo in cui i genitori crescono nella consapevolezza delle loro capacità, oltre che delle responsabilità.
      Anch’io conosco ottimi avvocati che lavorano con coscienza e ho sentito di persone con pochi scrupoli che invece soffiano sul fuoco. Ma vale per ogni categoria professionale.

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