Sfogo di un alterato

Non so fino a che punto le parole del papa siano ascoltate dai cattolici. Quando ero più addentro le sacre cose avevo l’impressione che non lo fossero tanto (e trattavasi di papa con tutt’altro appeal). Mi sono accorto che sono piuttosto ascoltate da chi cattolico non è. Leggi ad esempio qui, dove si esprime dolore e indignazione riguardo il fatto di definire alterati i figli dei divorziati. In un discorso pronunciato di fronte ai vescovi brasiliani, il papa ha affermato che i figli si sentirebbero orfani non perché senza genitori ma per averne troppi.
Penso tutti possiamo essere d’accordo che i figli soffrano la separazione dei genitori. Ma soffrono anche e molto la conflittualità aperta o sotteranea, le guerre dei Roses interminabili, la mancanza di stima dell’un coniuge nei confronti dell’altro, i ricatti, i giochi di potere e così via. Una famiglia che rimane unita è una fortuna (e a volte ci si separa troppo in fretta, come se lo stare insieme non richiedesse un po’ di impegno). D’altra parte una famiglia allargata in cui vi sia amore e rispetto può essere un riferimento saldo per i figli.
Bene fa il papa a fare il suo mestiere; bene fa ciascuno ad ascoltare la propria coscienza.
Come alterato (per motivi diversi da quelli descritti dal papa) sono a chiedere sommessamente: più comprensione e meno strali.

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Commenti su: "Sfogo di un alterato" (9)

  1. francesca ha detto:

    Ciao Tea, Ernesto ha espresso quello che avrei voluto rispondere alla Tua risposta al mio commento. Aggiungo però che sulla dichiarataapertura alla discussione della Chiesa (intesa come istituzione) nei suoi duemila anni di storia ho i miei dubbi così come pure sul Tuo richiamo al perdono (ma mi auguro che non intendessi che una persona separata debba chiedere perdono..).
    Sono semplicemente diversi punti di vista che ci vedono distanti: in ogni caso, grazie Tea per lo scambio di idee e grazie anche ad Ernesto che ci ha dato modo di confrontarci.
    Francesca

    • Grazie anche a voi, è sempre bello esporre le proprie idee senza avere la pretesa di cambiare le altrui opinioni. Quoto anche io la tua frase “la felicità e serenità è un diritto (e un dovere aggiunge il padrone di casa) di tutti”.
      Ognuno ha la sua strada.
      Leggo invece con molto dispiacere di una chiusura di un blog cui ero molto affezionata, quello dello “scorfano”, un blog intelligente e ben fatto, ricco di esperienze e di umanità, un perfetto padrone di casa che ha saputo gestire molti ospiti. 😦
      Alla prossima, ciao a tutti

  2. Cara Francesca, la mia spiegazione era solo per la parola “alterato”. Non entro minimamente nel giudizio di chi si separa e perchè. E’ innegabile che la Chiesa deve sempre dire la Verità, malgrado venga perseguitata in quello che dice o che conferma da 2000 anni. Ma la Chiesa annuncia pure che Dio è Amore ed è sempre aperta ad ogni discussione e accoglie tutti (ma proprio tutti, credimi, dal pedofilo al più grande dittatore che ha massacrato migliaia di persone) che però riconoscano la propria debolezza, il proprio limite e si lasciano andare all’abbraccio caritatevole e misericordioso di Dio.
    Tea

    • oops…dimenticavo: perdonando e chiedendo perdono soprattutto

      • @tea: condivido il parere di Francesca riguardo le tue parole e sono dell’idea che è necessario ci sia sempre qualcuno che ci ricordi i valori grandi della vita. Sono convinto tuttavia che ciascuno debba camminare a partire dal punto in cui si trova, con gradualità. C’è chi cerca di vivere l’amore (e l’Amore) in una famiglia cristiana e chi in una famiglia allargata. L’amore autentico è sempre riflesso dell’Amore. Forse un’attenzione maggiore a un linguaggio che tenga conto delle diverse situazioni può aiutare e incoraggiare.

        Quoto Francesca: “la felicità e serenità è un diritto di tutti”. Aggiungo io: anche un dovere.

  3. francesca ha detto:

    Cara Tea, le tue sono parole bellissime. In astratto, è così…nel concreto e nella realtà di tutti i giorni, ci sono situazioni in cui separarsi e divorziare è molto meglio di stare insieme e continuare a farsi (e fare ai figli) del male.. Per lavoro, mi sono imbattuta in storie in cui mi sono ritrovata a pensare che non solo era la scelta da fare ma mi sono domandata perchè non era stata fatta prima per il bene di tutti. A volte si sbaglia, a volte si cambia e a volte si è vittime…la felicità e serenità è un diritto di tutti. Penso che il Dio buono che tu descrivi possa voler bene ad una persona comunque, anche se divorzia o si separa e decide di amare ancora. Purtroppo,a volte le parole (anche quelle del papa) possono fare male e far sentire ancora più soli chi si trova in una situazione già di per sè difficile.
    Francesca

  4. Non credo nel senso vero della parola “alterato”, il Papa volesse intendere o hanno tradotto. Per noi alterato , nel nostro italiano, può essere una persona alterata mentalmente o alterata sentimentalmente, o psicologicamente. E’ fuori dubbio che nel bambino vedere i genitori che si separano, (coloro che gli hanno dato la vita), ci sia una rottura, altera un equilibrio proprio, diciamo anche che spezza un legame non solo affettivo ma anche biologico. E’ l’esempio dell’amore vero che è alterato, amore che si dona, amore che tutto crede, tutto spera, tutto scusa, sopporta tutto, quell’amore paziente, servizievole, che non è invidioso, non si vanta, non si insuperbisce, che è decoroso, non cerca il proprio interesse, non si adira. Come ben sai non sono parole mie.
    Ma per chi si è sposato in Chiesa, questo è pane quotidiano. C’è stata una alleanza fatta in un sacramento, dove tutto questo si è detto e promesso, solo che ci si dimentica che non è più sulle nostre forze, ma con l’aiuto di Gesù Cristo che ci fà da avvocato presso colui che vuole dimostrare che l’Amore non esiste. L’amore che si riconosce dopo, quell’amore che fa sembrare tutto regolare, calmo, in pace, è un amore terreno che soddisfa solo le necessità fisiche, alla “stamosene boni così, non me rompete le scatole, fateme sta in santa pace, come mejo me pare”. La Chiesa ricorda che la Santa Pace è altro, l’Amore è altro, la stabilità e l’equilibrio si trovano in un altro posto, forse è questo che intendeva con “alterato”.

  5. francesca ha detto:

    Condivido pienamente tutto quello che scrivi.
    Quando la decisione di separarsi è vista come la via più semplice e più lineare, forse non era così sentito neanche l’impegno matrimoniale. In ogni caso, è una decisione sofferta che implica dolore da entrambe le parti.
    In molti casi separarsi diviene un atto dovuto nei propri confronti ma anche nei confronti dei figli che si troverebbero a vivere in un’atmosfera rarefatta con due genitori che “insieme danno il peggio di sè”.
    Come disse un Presidente di Tribunale, dal coniuge ci si separa ma dai figli no.
    Si può essere un buon genitore anche se non si riesce ad essere una brava moglie/marito.
    E non riesco a vedere il male in una famiglia allargata laddove anch’essa è costruita sull’amore, sulla fiducia e sul rispetto..
    Con tutto il rispetto per il papa..
    Francesca

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