Se-parati

E’ la condizione di tanti in Italia. Nel 2006, rispetto a 10 anni prima, le separazioni hanno avuto un incremento del 39,7% e i divorzi del 51,4%. In termini assoluti sempre nel 2006 le separazioni sono state 80.407 e i divorzi 49.534.
La parola separare deriva dal latino ed è composta da se-, che indica divisione e parare, che significa disporre e anche mettere alla pari.
I coniugi separati quindi sono divisi e posti in una condizione di parità. Così com’era, almeno dal punto di vista della legge, in costanza di matrimonio.
Concretamente cosa significa essere in una condizione di parità? Tra le tante cose, avere pari possibilità di mantenersi e mantenere i figli; avere pari possibilità – se si vuole – di avere legami affettivi e ricostruirsi una famiglia; avere pari possibilità di esercitare il proprio essere genitori.
Esempi: è in una condizione di parità una donna che non può accedere al part-time per poter accudire ai propri figli? E che non può neanche avere una vita sociale? E’ in una condizione di parità un padre che fatica a mettere insieme i soldi di un affitto o può vedere i figli solo quando non sono impegnati in altre cose?
Sembra più un manifesto ideologico che una descrizione della realtà:è un sogno di “pari opportunità” per donne e uomini che deve trovare una risposta attenta e concreta da parte delle Istituzioni.

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