Archivio per settembre, 2009

Sfogo di un alterato

Non so fino a che punto le parole del papa siano ascoltate dai cattolici. Quando ero più addentro le sacre cose avevo l’impressione che non lo fossero tanto (e trattavasi di papa con tutt’altro appeal). Mi sono accorto che sono piuttosto ascoltate da chi cattolico non è. Leggi ad esempio qui, dove si esprime dolore e indignazione riguardo il fatto di definire alterati i figli dei divorziati. In un discorso pronunciato di fronte ai vescovi brasiliani, il papa ha affermato che i figli si sentirebbero orfani non perché senza genitori ma per averne troppi.
Penso tutti possiamo essere d’accordo che i figli soffrano la separazione dei genitori. Ma soffrono anche e molto la conflittualità aperta o sotteranea, le guerre dei Roses interminabili, la mancanza di stima dell’un coniuge nei confronti dell’altro, i ricatti, i giochi di potere e così via. Una famiglia che rimane unita è una fortuna (e a volte ci si separa troppo in fretta, come se lo stare insieme non richiedesse un po’ di impegno). D’altra parte una famiglia allargata in cui vi sia amore e rispetto può essere un riferimento saldo per i figli.
Bene fa il papa a fare il suo mestiere; bene fa ciascuno ad ascoltare la propria coscienza.
Come alterato (per motivi diversi da quelli descritti dal papa) sono a chiedere sommessamente: più comprensione e meno strali.

Non solo Sanaa

[Il corto dura 10 minuti ma ne vale la pena]

Sanaa è la ra­gazza dicottenne di origine marocchina uccisa dal padre in provincia di Pordenone perché amava un italiano. Sbaglieremmo tuttavia a relegare tali episodi a contesti  di cultura religiosa antiquata.

Secondo un’indagine Istat del 2006 (la prima del genere) dedicata alla violenza fisica e sessuale sulle donne, in Italia sono:

  • 6 milioni 743 mila le donne vittime di violenza, pari al 31,9%

  • il 23,7% ha subito violenze sessuali (5 milioni)

  • il 18,8% ha subito violenze fisiche (3 milioni 961 mila)

  • il 4,8% ha subito stupri o tentati stupri (1 milione)

  • il 18,8% ha subito comportamenti persecutori (stalking) (2 milioni 77 mila)

  • 7 milioni 134 mila hanno subito violenza psicologica.

Si tratta di una violenza di genere cioè violenza di uomini contro donne e bambine. La violenza viene agita per lo più  per mantenere o rafforzare il potere degli uomini. Si tratta quindi in primo luogo non di un problema di sicurezza (c’è chi in passato ha affermato: “dovremmo avere tanti soldati quante sono le belle ragazze italiane …”) ma di cultura. E’ lavorando in campo educativo sulle relazioni interpersonali, sulla pari dignità di uomini e donne, sui diritti dei bambini che si può puntare a un cambio di mentalità. Se un cambiamento si può sperare lavorando in campo educativo, abbiamo il diritto che tutti coloro che hanno una responsabilità di qualsiasi genere (dal maestro al primo ministro) siano portatori e modelli di quella diversa mentalità.

La violenza sulle donne è un problema maschile.

Il cric idraulico

Temo il giorno in cui risuonano le parole “andiamo a fare la spesa?”. Anche se il mio compito non è così impegnativo: solo scortare la mia compagna tra le corsie dei supermercati. L’esselunga, ma più spesso la lidl e raramente, perché mi oppongo, le ipercoop. Non sono motivi politici a spingermi, ma solo lo sbarramento dei miei occhi, direttamente proporzionale alla grandezza dell’iper. Già dopo i primi minuti dall’ingresso mi aggiro come fantasma trapassando con lo sguardo gli scaffali, quasi catatonico. Ogni tanto mi allontano per conto mio volendo anticipare i tempi del rituale, ma cado presto nelle ire della suddetta che s’incavola perché dopo cinque minuti di conversazione, si accorge di aver parlato con degli sconosciuti. Ogni tanto ho un guizzo di dignità e branco un prodotto che mi sembra fare il caso della nostra famiglia antropofelina. L’esito è sempre quello: non va bene, perché è troppo caro o troppo a buon mercato, non è il formato di pasta che mangiamo, non è … insomma il ragazzo s’impegna, ma purtroppo …
C’è però un momento che è sempre e soltanto mio: i cestoni degli oggetti a 1 euro o poco più, assolutamente inutili e irresistibili. E poi, ma solo alla lidl, le sveglie-radio-controllate, i trapani-avvitatori-a-batteria, le tute-da-giardiniere, i cric-idraulici (ma cosa se ne dovrebbe fare uno di un cric idraulico?) Mi incantano questi articoli come il canto delle sirene e la mia dolce deve intervenire tappandomi  le orecchie e riportandomi alla dura realtà: “ne abbiamo davvero bisogno?”

I bambini trasparenti

mare del marocco

Sembra che per una ricerca di non ricordo più quale organismo statunitense l’atteggiamento da tenere di fronte ai bambini che fanno capricci è quello di fare finta di niente: con il tempo il bimbo cambierà rotta.

Quindi, se ho capito bene, occorre fare finta che i bambini non ci siano, li si può attraversare con lo sguardo …

Si dimentica che spesso se il bambino fa i capricci esprime un disagio la cui causa è da approfondire. I bambini hanno bisogno anche di “no” che aiutano a crescere, a orientarsi nella vita, a essere consapevoli dei propri limiti e avere uno sguardo obiettivo della realtà (nè “paperini”, nè “paperinik”). Dire no motivati, e anche sì, è un modo per dire ai figli che contano per noi. Non dire nulla significa dire loro: “sei nulla”. Ci si dimentica anche che un bimbo ignorato imparerà ad ignorare i propri bisogni e ad essere incapace di riconoscere ed esprimere le proprie emozioni: un analfabeta emotivo.

Ma forse non ho capito bene …

Lutto

simone

Ricordo

don ruggero ruvolettoHo appreso della morte di don Ruggero, ucciso in Brasile con due colpi di pistola alla nuca. Non lo vedevo da quasi 20 anni;  mi sono venuti in mente alcuni episodi (siamo stati compagni di studio a Roma): i pomeriggi dell domenica passati in piscina a San Paolo fuori le Mura, una gita a Montecassino, un concerto alla presenza di Giovanni Paolo II. Ruggero era segretario del vescovo di Padova e aveva entrature che io non potevo certo permettermi. Ruggero mi consigliò un abbigliamento adatto (non mi avrebbero fatto entrare altrimenti in Vaticano); lo fece con garbo, con il sorriso sulle labbra. Oggi, ripensando a quegli episodi, mi sono reso conto della serenità del periodo romano. Ruggero, persona delicata e accogliente, vi contribuì con forza.

Leggi il resoconto dal sito della diocesi di Padova

Progetto di legge sulla mediazione familiare

E’ stato presentato prima dell’estate il progetto di legge nazionale Pezzotta (firmato da una cinquantina di deputati sia della maggioranza che dell’opposizione e assegnato alla II Commissione Giustizia il 14 settembre 2009) che prevede l’obbligatorietà di un’informativa da parte di un mediatore della possibilità della mediazione familiare, anche per chiarire la sua specificità rispetto alla mera conciliazione. Infatti (art. 1):
I mediatori familiari operano per ristabilire le comunicazioni fra i coniugi o conviventi al fine di pervenire a un accordo tra le parti avente per contenuto un progetto condiviso, equilibrato, concretamente realizzabile e duraturo, di organizzazione delle relazioni personali, genitoriali, nel caso di presenza di figli, e materiali, dopo la chiusura del rapporto di coniugio o di convivenza. Nella realizzazione dell’accordo di mediazione, i mediatori
familiari sono tenuti a prestare particolare attenzione e a dare priorità agli interessi e ai bisogni degli eventuali figli., essendo “il tentativo di ripresa di un dialogo interrotto fra le parti, al fine di conseguire una riorganizzazione della loro vita e di quella dei figli minori, mediante il conseguimento di un accordo, volontario, condiviso (e per questo duraturo) sugli aspetti personali (principalmente la gestione concreta della bigenitorialità) e su quelli patrimoniali.

Nell’art. 1 del progetto si offre quindi una definizione di mediazione familiare.
L’art. 2 prevede l’assoluta riservatezza del percorso di mediazione.
L’art. 3 tratta il tema della professionalità dei mediatori e stabilisce i requisiti per l’esercizio della professione.
L’art. 4 tratta dell’obbligatorietà del ricorso alla mediazione ai fini della prosecuzione del processo.
L’art. 5 infine stabilisce in maniera più netta l’obbligo di ascoltare i figli minori e le modalità di audizione (ascolto protetto e audiovideoregistrato).
Clicca qui per leggere il testo integrale del progetto di legge.

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