Ordini & Caste

L’Ordine degli psicologi della Regione Lazio continua a criticare la legge regionale che istituisce la figura del mediatore familiare.
A ciò aggiunge una critica, questa del tutto condivisibile, alla legge del 2006 che prevede la possibilità del ricorso ad esperti per tentare un cammino di mediazione, senza specificare chi essi debbano essere.
La preoccupazione che l’ordine esprime riguardo la formazione e la deontologia del mediatore è comprensibile. Più sospetta appare la seguente affermazione: “appare comunque irrinunciabile che il professionista chiamato a svolgere questo ruolo sia iscritto ad un Ordine professionale e di conseguenza sottoposto alle norme deontologiche della propria professione e al controllo del suo ordine di appartenenza”.
Giusta preoccupazione perché i mediatori siano professionisti seri o interesse di casta?

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