Archivio per gennaio, 2009

Processo all'Aja contro un signore della guerra

“Così ci arruolavano all’uscita da scuola” all’Aja il racconto di un ex bambino soldato – esteri – Repubblica.it.

E’ un segno di speranza che si inizi a fare giustizia contro quei criminali che trasformano i bambini a loro immagine e somiglianza.
Chi scandalizza anche uno di questi piccoli che credono in me, sarebbe meglio per lui che gli fosse appesa al collo una macina girata da asino, e fosse gettato negli abissi del mare. (Mt 18,6)

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La Liguria per i genitori separati in difficoltà

Sono conosciute le difficoltà, psicologiche, economiche e sociali di chi, genitore separato, si ritrova a costruirsi una nuova vita e a svolgere con ancora maggiore impegno i compiti educativi.

La difficoltà riguarda le madri, soprattutto quando non ricevono il necessario sostentamento, ma è oggi sempre più caratteristica anche dei padri, che spesso non sanno come affrontare le spese di un mutuo e/o di un affitto.

A queste esigenze viene incontro la legge regionale della Liguria “per il sostegno dei genitori separati in situazione di difficoltà”. Tale legge prevede tra l’altro la realizzazione di alloggi temporanei per le persone in grave difficoltà economica e centri di mediazione familiare per il sostegno alla bigenitorialità.

Ora è stata avanzata istanza affinché tale legge possa essere recepita anche a livello nazionale.

Nel giorno della memoria

Son morto con altri cento

Son morto ch’ero bambino

Passato per il camino

E adesso sono nel vento,

E adesso sono nel vento.

Ad Auschwitz c’era la neve

Il fumo saliva lento

Nel freddo giorno d’inverno

E adesso sono nel vento,

E adesso sono nel vento.

Ad Auschwitz tante persone

Ma un solo grande silenzio

È strano, non riesco ancora

A sorridere qui nel vento,

A sorridere qui nel vento

Io chiedo, come può un uomo

Uccidere un suo fratello

Eppure siamo a milioni

In polvere qui nel vento,

In polvere qui nel vento.

Ancora tuona il cannone,

Ancora non è contenta

Di sangue la belva umana

E ancora ci porta il vento,

E ancora ci porta il vento.

Io chiedo quando sarà

Che l’uomo potrà imparare

A vivere senza ammazzare

E il vento si poserà,

E il vento si poserà.

Io chiedo quando sarà

Che l’uomo potrà imparare

A vivere senza ammazzare

E il vento si poserà,

E il vento si poserà.

Dedicata ai bambini di Gaza e a tutti quelli a cui – in ogni parte del mondo e in ogni epoca – non è stato permesso di essere bambini o di diventare grandi.

Ancora sulla legge regionale del Lazio

Norme per la mediazione familiare/ Supplemento Ordinario n. 166 al Bollettino Ufficiale della Regione Lazio n. 48 del 27 dicembre 2008
Con Legge regionale del 24 dicembre 2008, n. 26 sono state approvate le norme per la tutela dei minori e la diffusione della cultura della mediazione familiare. Presso ogni Asl sarà istituita la figura del coordinatore per la mediazione familiare, con l’obiettivo di diffondere la cultura e l’utilizzo di questo strumento e favorire soluzioni di affidamento condiviso di figli minori. Egli dovrà inoltre acquisire i dati relativi alla condizione familiare, coadiuvare la Regione nella progettazione di politiche efficaci a sostegno alla genitorialità responsabile e coordinare i mediatori familiari eventualmente presenti nei distretti socio-sanitari.
I piani di zona potranno prevedere l’istituzione un centro di mediazione familiare distrettuale che proceda ad attivare servizi di consulenza, ascolto e sensibilizzazione per genitori e minori e a realizzare progetti formativi nelle scuole, mentre presso l’Assessorato delle politiche sociali della Regione Lazio, viene istituito l’elenco regionale dei mediatori familiari, con indicazione dei requisiti richiesti per iscriversi tra cui la laurea in discipline psicologiche, sociali, giuridiche o pedagogiche (quest’ultima voce aggiunta con legge regionale n. 27 del 2008).

«Spinta a odiare il papà». Tolta alla madre

«Spinta a odiare il papà». Tolta alla madre. Leggi la notizia su corriere.it

Non entro nel merito della vicenda, che non conosco. Tuttavia l’immagine delle forze dell’ordine che assieme alle assistenti sociali “prelevano” la bimba per portarla in un istituto mi fa rabbrividire.

Sindrome di alienazione genitoriale

Sul Corriere della Sera di oggi, a pagina 27, si parla della Pas (Parental Alienation Syndrome): un disturbo psicologico che può insorgere nei figli quando vengono coinvolti in separazioni conflittuali. Tale disturbo fu descritto per primo dal dott. Richard Gardner.
Avviene che un genitore (alienatore) attiva un programma di denigrazione contro l’altro genitore (genitore alienato), al punto da indurre un rifiuto nei confronti del genitore non collocatario (quasi sempre il padre).
Questo atteggiamento può avere conseguenze gravi sullo sviluppo del bambino ed è ovviamente sbagliato nei confronti di quel genitore che si trova senza alcuna colpa ad essere rifiutato dai figli.
Ecco i segnali a cui prestare attenzione:
a) il bambino prova un astio del tutto ingiustificato;
b) il genitore con cui vive è tutto buono, l’altro tutto cattivo;
c) il bambino dice di essere arrivato da solo a queste evidenze;
d) il bambino appoggia incondizionatamente il genitore con cui vive: ha sempre ragione;
e) il bambino non ha alcun senso di colpa per il disprezzo che sente per un genitore;
f) il bambino usa espressioni che non possono appartenere a lui;
g) l’ostilità da parte del bambino è allargata alla famiglia, agli amici e all’eventuale nuovo compagno del genitore con cui non vive;
h) il genitore con cui il bambino vive sostiene e incoraggia questo atteggiamento.

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