Archivio per dicembre, 2008

Separazioni e divorzi in aumento: un'emergenza soprattutto per i bambini

Tra il 1995 e il 2005 in Italia le separazioni sono aumentate del 57,3 % e i divorzi del 74 %. E’ un dato che allarma, soprattutto per la condizione dei bambini che si trovano senza alcuna colpa nell’occhio del ciclone e a volte sono addirittura usati da un genitore contro l’altro.
Essere adulti responsabili significa invece diventare ancora più attenti a leggere i segni di disagio e sofferenza e a rassicurare i figli riguardo l’amore dei genitori.
Ai bambini figli di separati, auguro un anno sereno e due genitori che:
1. non litighino davanti a loro e li tengano fuori dalle loro discussioni;
2. sappiano ascoltarli, nonostante i problemi;
3. siano onesti nel dire loro come stanno le cose, con verità e semplicità;
4. li aiutino a mantenere il proprio ambiente: scuola, amici, sport, ecc.;
5. siano colmi di affetto e sappiano dare le regole giuste per sapersi orientare nella vita;
6. non li trattino come “l’uomo o la donna di casa”, ma li considerino quali sono: bambini;
7. li aiutino a mantenere e ad accrescere le relazioni con il genitore che abita da un’altra parte e con nonni, zii …;
8. siano attenti sempre al fatto che i bambini hanno bisogno sia del papà che della mamma;
9. non abbiano fretta nel presentare “il nuovo amico della mamma” o la “nuova amica di papà”, soprattutto quando non sono sicuri per primi della stabilità del legame;
10. non coprano di regali o di divertimenti, gite, telefonini a tutti i costi, sapendo che l’unico regalo necessario è la loro presenza attenta
(cf. Azzurro child, n. 48 12/2008, p. 10).

Buon 2009!

Il papà deve provvedere anche al telefonino

Leggo da corriere.it:

ROMA – Anche i mezzi di comunicazione, e dunque i telefonini, devono essere inclusi tra i mezzi di sussistenza che il genitore separato deve garantire – naturalmente in base alle sue reali capacità economiche – ai figli minorenni e non ancora autosufficienti. Lo richiede la «attuale dinamica evolutiva degli assetti e delle abitudini di vita familiare e sociale», avverte la Cassazione.

IL CASO – Ad avviso dei supremi giudici, infatti, per mezzi di sussistenza, non si può più, come una volta, intendere solo «il vitto e l’alloggio». Questa riflessione è nella sentenza 45809 della Sesta sezione penale che ha condannato Marco D.M., un padre inadempiente di 51 anni, a quattro mesi di reclusione sospesi dalla condizionale a patto che paghi una provvisionale di 10 mila euro in favore della ex moglie Luisa S. e del figlio Lorenzo ai quali – per quasi quattro anni – non ha versato rispettivamente 150 e 400 euro al mese. Senza successo, in Cassazione, l’uomo ha fatto presente che il suo lavoro di pubblicitario era andato male e che, comunque, nei limiti delle sue possibilità, aveva dato un sostegno, seppur saltuario, alla ex famiglia. Marco si è difeso anche dicendo che Simonetta e Lorenzo se l’erano cavata lo stesso e non erano in «stato di bisogno». Insomma, un tetto e un piatto di minestra ce l’avevano.


OLTRE AL CELLULARE – La Suprema Corte gli ha replicato che tra i mezzi di sostentamento vanno anche compresi «gli strumenti che consentano un sia pur contenuto soddisfacimento di altre complementari esigenze della vita quotidiana (ad esempio: abbigliamento, libri di istruzione per i figli minori, mezzi di trasporto, mezzi di comunicazione)». Ovviamente da elargire «in rapporto alle reali capacità economiche e al regime di vita personale del soggetto obbligato». A sfavore di Marco hanno giocato anche il fatto che mantiene una nuova famiglia e una figlia universitaria nata da un precedente legame. È stato così confermato il verdetto emesso dalla Corte di Appello di Napoli il 28 novembre 2007.

Vodafone, tim, ecc. ecc. ringraziano.

La regione Lazio istituisce la figura del mediatore familiare

Si tratta della prima regione in Italia. E’ una svolta importante per regolarizzare una figura professionale che opera già da anni nel nostro Paese.

(ASCA, 10/12 2008 16:44) – Il Consiglio Regionale del Lazio, presieduto dal vicepresidente Bruno Prestagiovanni, ha approvato a maggioranza la proposta di legge ”Norme per la tutela dei minori e la diffusione della cultura della mediazione familiare”.

In otto articoli la legge mira a promuovere il ricorso alla mediazione familiare quale strumento che permetta alle coppie interessate da processi di separazione o divorzio di trovare le basi per un accordo reciproco e duraturo che tenga conto dell’interesse morale e materiale dei figli, in uno spirito di responsabilita’ genitoriale condivisa.
”Questo testo e’ stato ampiamente condiviso – ha spiegato il presidente del Consiglio Guido Milana, primo firmatario – sia all’interno della commissione competente sia con le istanze provenienti dall’esterno, attraverso un lungo percorso di confronto. La Regione interviene per prima in una materia in cui si registra un vuoto legislativo a livello nazionale, centrando l’attenzione, in particolare, sull’aspetto della
tutela dei figli, spesso vittime inconsapevoli della frattura del legame coniugale.” ”Si tratta di un altro impegno importante a favore dei minori – ha aggiunto l’assessore alle Politiche sociali Anna Salome Coppotelli – la legge, infatti, si propone di accompagnare i genitori in un percorso civile di separazione e, soprattutto, di difendere i diritti dei minori.” ”Questa legge – ha detto, poi, l’assessore all’Istruzione Silvia Costa (Pd) – regolamenta una figura gia’ operativa nel territorio regionale, ampliandone le possibilita’ di utilizzo attraverso la previsione di un’applicazione anche in ambito scolastico.” La legge prevede l’istituzione, presso l’assessorato alle Politiche sociali, dell’elenco regionale dei mediatori familiari. ”In
questo modo – ha sottolineato Milana – si realizza una prima razionalizzazione dei soggetti abilitati a svolgere l’attivita’ di mediazione, permettendo agli ”utilizzatori’ di avere una garanzia di qualificazione professionale su una materia vasta e delicata che, avendo a che fare con i minori, non puo’ essere trattata da chiunque”. Possono iscriversi all’elenco, infatti, i laureati in discipline psicologiche, sociali o giuridiche in possesso di idoneo titolo di specializzazione ovvero coloro che, all’entrata in vigore
della legge, possano vantare almeno due anni di esercizio dell’attivita’ di mediatore.
E’ prevista, inoltre, l’istituzione – presso le Asl – della figura del coordinatore per la mediazione familiare con il compito, tra l’altro, di coadiuvare la Regione nella progettazione di efficaci politiche di sostegno alla vita di coppia, di avviare un dialogo con magistrati e operatori psicosociali che si occupino di procedimenti di separazione in cui siano coinvolti figli minori e di coordinare i mediatori presenti nei distretti socio-sanitari. Un miglior coordinamento dell’intera rete dei servizi sociali, senza
ulteriori costi per il pubblico. I piani di zona dei distretti socio-sanitari, infine, possono prevedere l’istituzione di un centro per la mediazione familiare distrettuale che proceda ad attivare servizi di consulenza, ascolto e sensibilizzazione per genitori e minori e a realizzare progetti formativi nelle
scuole.
Nell’annunciare il proprio voto favorevole il capogruppo Massimo Pineschi (Lista civica Marrazzo-Pd) ha sottolineato che ‘’si tratta di una legge importante perche’ – in presenza di situazioni difficili come sono quelle delle separazioni – e’ fondamentale la presenza di un soggetto estraneo agli interessi di parte che cerchi di riportare alla ragionevolezza”.
Il capogruppo Udc Aldo Forte, invece, ha dichiarato il proprio voto contrario, affermando che ”le priorita’ della Regione, in questo momento di crisi economica, sono altre. Se la Regione si vuole adoperare per sostenere la famiglia puo’ utilizzare strumenti diversi”.
Il consigliere Claudio Moscardelli (Pd) ha ribadito che ”questa legge e’ importante perche’ offre un rifermento ai genitori, nella gestione di una situazione complessa, per mantenere relazioni non conflittuali. Per questo voteremo a favore”.
Anche il capogruppo An Antonio Cicchetti ha annunciato il proprio voto favorevole ”perche’ si tratta di un discreto prodotto legislativo che risponde ad una serie di vuoti che esistono nell’ordinamento. Dobbiamo, pero’, verificare periodicamente se le professionalita’ indicate siano le piu’ idonee e se l’articolato risponda almeno in parte alla casistica che si presenta alle amministrazioni comunali”.
”Si tratta di una legge che per certi versi pone delle perplessita’ – ha concluso il consigliere Massimiliano
Maselli (Fi-Pdl) – in considerazione del vuoto normativo a livello nazionale. Spero, pero’, che questa legge, che e’ importante, sia di stimolo anche per il parlamento a legiferare in tempi brevi in materia”.

Tag Cloud

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: