Ripubblico quest post vecchio di un anno, per l’interesse suscitato nei lettori dalla tematica in questione e la ricchezza delle storie di vita che sono state narrate.

 

E’ questa una domanda che molti genitori si pongono. In generale, si possono dire tre cose:
a) non avere troppa fretta, soprattutto quando non siamo sicuri noi di ciò che vogliamo fare. I bimbi hanno già sofferto abbastanza a causa della separazione, perché esporli ad ulteriori sofferenze? Si affezionano facilmente ad altre persone, come ci rimarrebbero se dopo un po’ il nuovo amico/la nuova amica di mamma o papà non si facesse più vedere?
b) Se invece la scelta è consolidata e abbiamo la ragionevole convinzione (non certo la certezza matematica!) che la storia è seria, allora sì: i figli hanno il diritto di condividere le scelte della nostra vita, soprattutto se sono grandicelli. Attenzione tuttavia a non chiedere al compagno/a di fare da papà o mamma. Questi esistono già e devono svolgere il loro ruolo!
c) E se invece non ho trovato un nuovo compagno stabile? Si può uscire con l’amico (anche se poi è un’amica o viceversa) … mica ci sarà bisogno di dire tutto, no?

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Commenti su: "Presentare ai figli il nuovo compagno o la nuova compagna?" (127)

  1. Nina ha detto:

    Salve , sono una donna che si sta separando, dopo 7 anni di matrimonio, con una figlia di 5 anni, che verrà a vivere con me. Come posso preparare la bambina al fatto che ci dovremo trasferire in un altro paese dove ho deciso di convivere con il mio nuovo compagno? premetto che la bimba non lo conosce ancoram non ce n’è stata l’occasione per via della distanza e dela difficoltà a viaggiare x causa del lavoro di lui.

    • Gentile Nina,

      non entro nel merito della sua domanda, perché la situazione è molto delicata e richiederebbe una consulenza personale. Ha preso in considerazione la possibilità di rivolgersi a un mediatore familiare della sua zona?
      Mi limito a sottolineare che per tutti i bambini è assai importante il riferimento di un ambiente conosciuto e famigliare, per quanto riguarda le persone (parenti, compagni di gioco), sia per gli ambienti: la propria casa, la scuola, gli spazi di gioco … Ancora più importanti sono questi riferimenti, quando irrompe nella vita del bambino il fatto della separazione. Occorrono in questo caso ancora più attenzione, sensibilità, rispetto.
      Nella nuova situazione sarà possibile un rapporto assiduo con il padre, con i nonni paterni, ecc.?

  2. Leigh ha detto:

    Buongiorno
    Io sono una ragazza di 28 anni che sta insieme con uomo di 40 anni con due figli piccoli maschi di 3 e 2 anni. Mio ragazzo Leo non é ancora ufficialmente separato, vanno dal giudice la settimana prossima.  
    Abito con Leo da 7 mesi e ho conosciuto i suoi figli da più o meno da 5. Sono carinissimi con me e credo di crescere un bel rapporto da “amica” con loro. Non voglio assolutamente sostituire la mamma. 
    Conosco Leo da due anni che aveva gia problemi con la moglie. Essendo sposato non siamo messi insieme prima perché non riusciva a lasciare la moglie per paura di perdere i figli. La storia è lunga e credo succede spesso, Che siamo continuamente lasciati e rimessi insieme finche finalmente è uscito di casa un anno fa. Dopo che ho visto era sicuro mi sono messa insieme a lui. 
    Il problema è che la moglie non sa che ci sono, che abito con Leo, ne che conosco i suoi figli. Sa che in passato leo ha avuto una storia con un altra ma non sa assolutamente che vedo i figli e ne sarebbe molto gelosa. Ha fatto anche scrivere l’avvocato nel documento che va al giudice che i bimbi “non possono vedere terzi” finche sono piccoli. Cioè che non potrebbero far conoscere i figli a me o un possibile futuro compagno suo. volevo chiedere un consiglio. Se lei lo scopre, quali diritti avrebbe? Potrebbbe cancellare l’accordo che depositano la settimana prossima? Potrebbe tenere i bambini da loro padre per questa cosa? Potrebbe non lasciare i bimbi andare dal padre se ci sono io? Ho molto paura di questo perché i bimbi hanno iniziato di parlare da poco e spesso mi chiamano quando vedono il papà. 
    Grazie davvero tanto per qualsiasi consiglio.

    • Gentile Leigh,

      occorre distinguere due piani: quello educativo nei confronti di bambini piccoli e quello legale. Io vorrei pronunciarmi riguardo il primo, consigliandoti di rivolgervi ad un avvocato riguardo il secondo, anche se c’è da domandarsi che valore possano avere degli accordi che limitino la libertà delle persone in campo relazionale. Cosa vuol dire che i “bambini non possano vedere terzi”? Il papà non può per esempio vedere degli amici, quando è in compagnia dei figli? Non è certo così. L’intenzione dovrebbe essere invece quella di favorire un atteggiamento di prudenza riguardo il presentare “nuovi compagni”. E qui si pone allora l’aspetto educativo che io condivido, come più volte espresso in questo blog. Finché non vi sia la certezza morale che la persona che frequento sia “il compagno o la compagna della mia vita”, non è opportuno che coinvolga i miei figli piccoli. Nel caso, affatto infrequente, che una storia finisca, procurerei infatti un’ulteriore sofferenza a bambini che sono già stati colpiti dalla separazione dei genitori. Voi vi conoscete da due anni e convivete da sette mesi: solo voi potete decidere se questo possa definirsi un rapporto sufficientemente stabile. In questo caso, perché il suo compagno non ha ancora informato l’ex-moglie della sua esistenza?

      In bocca al lupo per tutto!

      • Leigh ha detto:

        Confronto ad una ex moglie molto gelosa dei suoi bambini e fa SEMPRE problemi per qualsiasi piccola cosa, Leo ha preferito non dirle che ci sono. Non lo nasconde… Nel senso, non dobbiamo andare in giro facendo finto di non conoscerci, ma finche riesce ad evitare a dirgli di me lo evita. Per motivi di “finta” tranquillità. Mi da fastidio a me sicuramente ma accetto le sue idea che il tempo aiuta tutto perche pian piano la ex sta tranquillizzando….
        Un altro motivo che gli preoccupa è che ha firmato una cosa in tribunale dicendo che non introdurrera nuove figure “terzi” ai bambini ha paura che lei potrebbe non lasciare i bimbi andare a casa nostra. Il problema è che la ex moglie è una persone abituata a controllare tutto e tutti. Fa problemi allora per qualsiasi motivo. Siamo d’accordo che l’idea di non fa vedere terzi è una cosa troppo poco specifico. Crediamo anche noi sia inventato per evitare di introdurre figure che forse non rimanerano nella vita dei bambini ma essendo noi sicura di voler rimanere insieme per sempre, non abbiamo esitato.
        Le chiedo magari un consiglio a come iniziare a parlare di questa cosa con la ex moglie. Che sono sicura farà problemi come ha sempre fatto usando i bambini come scusa per la sua gelosia. So che non le va bene che Leo ha un altra perché ha proprio specificato in passato con gli avvocati la cosa dei terzi dicendo che sono troppo piccoli e qualche psicologa di bambini le ha pure suggerita questa cosa.
        Le ringrazio tantissimo per suo consiglio. E spero di non essere troppo pesante chiedendo ancora una volta il suo parere.
        I miei più cari saluti Leigh

  3. anna ha detto:

    Buonasera, non so se lei è la persona giusta, ma confido mi possa dare un parere. Non convivo e non sono ancora nella fase di conoscere i figli di lui, la strada è ancora lunga. Ho una relazione con un uomo di 40 anni da ormai 3 anni. Lui è ancora sposato, con due figli di 10 e 6 anni, io mi sono separata appena ho potuto. In questi tre anni, ho cercato di tenere duro, di andare avanti nonostante tutte le difficoltà del caso, nonostante la solitudine. Ho sempre creduto in questa relazione,non voglio più pensare di essere sbagliata perchè se questa storia dura un perchè ci deve essere. Mi rendo conto però che io sono andata avanti, i suoi bambini li ho conosciuti attraverso i suoi racconti e ora non posso fare a meno di chiedere di loro, mi preoccupo quando uno dei due non sta bene, quando fanno fatica con i compiti, così come sono contenta quando prendono un bel voto a scuola. Insomma quei bambini sono entrati nellamia vita piano piano. Cerco di dare una mano a distanza. I miei sentimenti sono maturati e sono arrivata ad un punto, dove ho bisogno di iniziare a stare bene con lui, di iniziare a parlare di un futuro in comune, dove ho bisogno di pensare che questa storia è vera. In questi anni, ci sono stati tanti alti bassi, dovuti alla sua insicurezza, alla sua paura di perdere i figli, dove stare con me significava per lui rinunciare a loro. Momenti dove mi ha detto basta, perchè non aveva coraggio a lasciare la famiglia, per poi tornare da me.Pare che lei sappia di me, ma non incolpa il marito,per cui a lei basta che lui stia lì. I miei momenti di crisi non sono mai stati capiti, spesso ignorati, oppure sono stata “accusata” di volere una relazione alla luce del sole. Ora siamo allo step dove qualche cenno di me e lui ogni tanto viene fuori, ogni tanto si parla di noi due con i bambini, ma nel mentre io mi illudo forse che le cose vanno per il meglio, lui è lì fermo alle fantasie, non riesce a dare il passo ed io vedo il tempo trascorrere ed io penso alle prossime ferie ancora da sola e io penso a cosa ci sia di sbagliato in me. non credo di essere una disgraziata, ho dimostrato e dimostro il mio sentimento come posso, non solo a parole, ho accolto lui e i suoi bambini nella mia vita, e non ho paura del dopo. L’altro giorno mi ha detto che se non fosse per i bambini sarebbe già fuori di casa, che è l’abitudine che gli fa digerire la cosa. Mi ha detto di rendersi conto che io sono arrivata al punto dove vorrei concretizzare, e mi domando se questa cosa sia cosi anomala, se il voler stare con chi ami è cosi strano. Sa quanto voglio bene ai suoi bambini e che non mi sostituirei mai alla madre, eppure mi ha detto che comunque io non farò mai parte della loro vita e che magari starò loro pure antipatica. sto sbagliando io? cosa devo fare per fargli capire che non ho alcuna intenzione di allontanarlo dai bambini? che su di me può contare. Le chiedo cortesemente di aiutarmi a capire, perchè dopo tre anni io faccio fatica a giustificare ancora certe cose.

    • Gentile Anna,

      la situazione che descrive è di stallo. O lei ha la pazienza di aspettare un uomo che non intende per ora lasciare la famiglia oppure invita quest’uomo a prendere posizione. Purtroppo non sono poche le donne che “vivono le vite degli altri”, con un sincero affetto nei confronti di bambini mai visti. Sanno bene cosa desiderano, ma evitano di valutare oggettivamente la situazione: l’uomo che vogliono ha una famiglia. La separazione è una scelta gravosa, soprattutto quando sono presenti figli piccoli. Spesso gli uomini sono costretti a rinunciare per questo alla quotidianità con i figli, diventando così “papà part-time”. Anche per questo a volte preferiscono lo status quo.

      Le auguro di trovare la serenità cui aspira.

  4. Cristina ha detto:

    Salve. Sono la madre di un bambino di 5 anni che ha anche una diagnosi di autismo.
    Suo padre ha deciso di separarsi e, già avendo una nuova relazione mentre ancora non c’era la separazione, tra luglio e gennaio si mosso in questa maniera: se ne è andato di casa, ha iniziato a convivere con la nuova compagna e ha presentato il bambino alla donna e insieme tutti quanti mangiano al tavolo dei nonni paterni che hanno deciso di cancellarmi e di distruggermi. Da mio marito ho subito violenza psicologica e forme di aggressività fisica al limite del consentito anche di fronte al bambino. Gli psicologi avevano detto che per il bambino era meglio non creargli un altro ambiente famigliare perchè gli creava confusione e che si dovevano rispettare dei tempi aspettando che fosse più grande. Ora succede che il bambino vive due realtà completamente distaccate, dove il padre non collabora con me e mi tiene all’oscuro di tutto e mio figlio mi si rivolta contro dicendo che la nuova compagna gli dice che è colpa mia che papà se ne è andato. Mi dice anche che sono cattiva. Poi, ovviamente, siccome non ho conflitti con mio figlio e mi ama, poi si calma e mi chiede addirittura scusa e mi dice mammina ti voglio bene e voglio stare con te. Il bambino mi ha detto anche che loro gli dicono di non dirmi le cose. Insomma. Il bambino è apparentemente felice e sereno, ma ha in testa una grande confusione e ne soffre a modo suo. Inoltre io a casa cerco di dargli regole, lo porto alle terapie e faccio in casa tante attività che lo aiutino, mentre di là è diventato il parco giochi del divertimento…
    Grazie a Dio mio figlio ha una forma di autismo leggera che gli consente la comunicazione.
    Concludendo, vorrei sapere se ci sono gli estremi per una denuncia al tribunale dei minori per coercizione di minore non del tutto in grado di comprendere le dinamiche e facilmente influenzabile. nonchè di denuncia di calunia e intromissione e deviazione della linea educativa della madre e dei terapeuti (che sono d’accordo con me sulle tempistiche e modalità con cui hanno fatto tutto ciò). Purtroppo ho firmato una consensuale perchè il mio avvocato in aula mi ha “abbandonata” facendo scenata muta e dimenticandosi documenti importanti….. cosa devo fare? stare zitta ingoiare e vedere trasformare mio figlio nel loro burattino?
    Grazie e scusi la lungaggine!

    Cristina

    • Gentile Cristina,

      mi dispiace molto per la situazione che descrive. Se la tutela del minore viene prima di ogni altra cosa, a maggior ragione nel caso di suo figlio, affetto da una leggera forma di autismo. Tempi e modalità sono assolutamente da rispettare, in una condizione – quella della separazione – che apporta già grande confusione e disorientamento. Soprattutto nel caso del suo bambino abitudini e ambienti sono punti di riferimento importanti.
      Se il dialogo con il padre del bimbo, eventualmente mediato, non sortisce alcun effetto (questa è tuttavia la prima strada da percorrere per giungere a una prassi collaborativa necessaria) si rivolga a un altro avvocato. Nel frattempo è fondamentale rassicurare il bambino, costruendo con lui un ambiente sereno e stimolante, continuando in quell’impegno amorevole che già la contraddistingue.

      Mi tenga informato!

      • Cristina ha detto:

        La ringrazio per la risposta e La terrò informato. Aggiungo soltanto che al momento della firma io ero all’oscuro di alcuni fatti che avrebbero potuto farmi decidere ulteriormente per la giudiziaria già richiesta, ma all’ultimo cambiata. Il padre e i nonni paterni mi hanno detto in questi giorni che io non centro più con la loro vita, non mi vogliono nemmeno parlare e che devo stare fuori dalle decisioni che prendono per il bambino…. A parte questa vena di follia che mi sconcerta, ribadisco che è stato mio marito a tradirmi e ad abbandonare il tetto coniugale e a vivere con la compagna ancora prima della sentenza. Io gli ho chiesto un paio di volte se aveva già qualcuno ma proprio per gestire la cosa con il bambino. Lui ha sempre negato. Ora il vaso si è scoperto e sono venute fuori tante schiffezze, ma quelle che riguardano me non mi interessano più. Io se vivo nel rancore o nell’odio, rubo tempo a mio figlio e questo non lo voglio e nemmeno mi appartiene; ho tenuto fin ora un controllo e una dignità permettendo solo al cuscino di incontrare le mie lacrime. Le chiedo però una conferma a ciò che mi è stato detto da un paio di amici e cioè, che essendo all’oscuro di fatti importanti riguardanti la gestione del bambino, per i quali non ho dato il consenso, in pratica la sentenza con la consensuale può essere impugnata per “diffetto del consenso”. E’ vero questo? E’ vero che posso dimostrare che hanno carpito la mia buona fede facendo leva sul fatto che il bimbo non avrebbe aperto bocca, ma che gli è scappato di dirmelo perchè con me ha un ottimo rapporto? Il bambino in questi giorni continua a dirmi scusa mamma ma non posso dirtelo perchè mi hanno detto di stare zitto. Ma poi quando non ne può più… tira fuori tutto. Io l’unica cosa che posso fare per non turbarlo ulteriormente è lasciarlo in pace e non fargli domande…

        Grazie ancora

        Cristina

  5. massimo ha detto:

    Salve sono un papa’ separato con figlia di 5 anni, Emma. Ci siamo separati quando la bimba aveva 1 nno mezzo per incompatibilita’ – Inizialmente la vita per me e’ stata dura poi lei ha trovato un compagno e le cose si sono ammorbidite . Il problema invece e che io ho avuto un rapporto di convivenza che e’ nato naturalmente circa un anno fa. La bambina si e’ molto affezionata a questa nuova compagna – L’ex moglie ha accettato di buon grado la nuova compagna e le cose sembravano andare per il meglio per tutti. Improvvisamente e senza aver dato troppe motivazioni la nuova compagna (forse stanca di aver interpretato un ruolo che in una vita trascorsa non era questo) ha cambiato espressione e in pochi giorni, e anche grazie a una richiesta di chiarimento, se n’e’ andata. Al di la’ dei motivi che paiono davvero pco chiari sia a me che a tutti (sembra quasi bipolare per la velocita’ e il cambiamneto repentino), emma, mia figlia ne sente la mancanza e dopo averle inizialmente detto che era partita, ho cominciato a dirle che forse non voleva cosi’ tanto bene al suo papa’. In effetti anche la ex moglie riporta che emma chiede spesso di lei in modo insitente. Non so bene come comportarmi e capisco di avere commesso una sciocchezza nel far conoscere ad emma questa persona che si e’ rivelata inaffidabile. Pensi che a Natale mi parlava di figli ed era certamente alla ricerca di una persona che volesse con lei coronare il sogno. Alla fine mi ha anche detto che io sapevo che lei comunque cercava una persona “vergine” idealmente (senza figli) e a quel punto, non ho piu’ trovato alcunche’ da dire. La ringrazio per la risposta che vorra’ dare nei riguardi dell’atteggiamento che sia io che la mia ex moglie dobbiamo tenere con Emma. Grazie.

    • Gentile Massimo,

      mi dispiace molto per la situazione che descrive. Emma ha fatto quello che fanno molti bambini: si è affezionata alla fidanzata di papà e ha probabilmente vissuto la sua partenza come un tradimento. Fondamentale allora è starle vicino, essere disponibili al dialogo, aiutarla a comprendere che se ciò è avvenuto non è certo perché lei sia inadeguata.I bambini infatti provano sensi di colpa quando un adulto “va via”, pensando di essere la causa di tale comportamento. Non parlerei del fatto che la fidanzata volesse bene o no al papà (di questo non sappiamo molto neppure noi adulti), ma del fatto che queste cose purtroppo accadono.
      Non abbia timore, Emma sarà capace di reagire bene con l’aiuto di mamma e papà.

      • Anonimo ha detto:

        Grazie Ernesto,

        mi auguro che sia come lei dice, perche’ per il momento Emma chiede in modo continuo e soprattutto alla mamma dell ex compagna, addirittura dicendo che se lei non c’e’, non vuole piu’ venire da me. Cio’ che non so bene, e’ come prendere questa cosa. Mi sono anche chiesto se valesse la pena metterla in contatto con la ex per ammorbidire la separazione.
        La ringrazio.

  6. Giuseppe ha detto:

    Salve, sono il padre di un bellissimo bambino di orami 3 anni. Non mi sono mai sposato con la mia ex compagna, dico ex xke’ dopo vari prove di convivenza in un modo o nell’altro mi ha sempre allontanato da casa. Abbiamo entrambi l’affido condiviso. Dopo un periodo di vuoto lavorativo da qualche mese finalmente ho raggiunto la “pace economica” ma il mio unico pensiero e’ rivolto a mio figlio.
    Dopo varie vicessitudini la madre sembrava volesse ritornare su suoi passi e per alcuni mesi abbiamo avuto ancora una volta una discreta relazione su tutti i livelli anche se mantenevamo una certa “distanza” lei continuava ad abitare da sola io a vivere a casa dei miei. Ero ben felice di vedere che le cose sembravano ritornare a funzionare ma ad una continua richiesta di aiuti economici da parte sua, nonostante ogni 1mo del mese a lei arrivi il mio mantenimento, qualche giorno fa’ ad un mio rifiuto, motivato dal fatto che dopo le spese esorbitanti della festa di compleanno del piccolo, non avevo piu’ fondi il budget per il carburante per andare a lavoro era praticamente dimezzato, lei e’ andata su tutte le furie e dopo qualche giorno si e’ messa con un uomo che a quanto pare gia’ sentiva e frequentava da qualche tempo. L’ho scoperto a mie spese dopo la sfuriata per l’aiuto economico! Ora vorrei capire cosa poter fare. L’avvocato mi dice che nulla posso fare se on richiedere al giudice la possibilita’ di avere per piu’ giorni il bambino e tenerlo con me anche i fine settimana. Faccio presente che proprio ieri lei ha lasciato mio figlio a dormire con me solo per poter passare la notte con questa nuova fiamma. A parte la botta emotiva, l’unica cosa che ora mi preme e capire come si possa evolvere la cosa. Visto che si tratta di persona emotivamente instabile, oggi sei buono domani non lo sei, e visto che non e’ la prima volta che la relazione salta per questi motivi vorrei capire in che modo muovermi. L’assistente sociale sembra andare dalla sua parte e mi ha detto che lei puo’ fare tutto quello che vuole perche’ quella e’ la sua vita e io devo tenermi fuori. Vorrei aggiungere che a me chiedeva un aiuto economico dicendo che non poteva prendere i soldi dal suo conto, mentre una settimana prima grazie anche ai suoi genitori ha acquistato un appartamento di 100mq nel suo paese perche’ era stanca di pagare l’affitto. Capisco che ognuno debba fare quello che vuole ma mi sento in trappola sul fronte del bambino. Lo vedo 2 giorni a settimana e una domenica alternata. Quando il bambino sta da me non vuole andar via poiche’, come ho sempre notato e fatto notare a lei, con la madre non fa molto a casa, mangia e va a letto e lei anziche’ giocare col bambino passa ore ed ore a giocare su facebook coi vari giochi, a chattare e a conoscere “gente nuova”, dove appunto ha conosciuto la sua nuova fiamma. Io invece col bambino ci sto tutto il tempo e passo con lui ogni secondo, gli insegno tante cose e visto che i miei hanno anche insegnato ho il loro aiuto in tal senso. L’assistente sociale sembra che in lei non abbia trovato nessun comportamento anomalo, e alla domanda di qualche giorno fa, ci ha convocato entrambi per avvertire della sua relazione al giudice, se noi avessimo qualche relazione lei ed io abbiamo risposto entrambi no. Non abbiamo detto che ci stavamo rifrequentando, forse per vedere prima se le cose tra noi sarebbero durate. Ma ora piu’ che mai ho notato che questa persona bada piu’ ai soldi e a poter avere accanto qualcuno che la “sorregga nei momenti difficili, una spalla a cui appoggiarsi (leggi situazioni economiche continue ed impreviste). Ora e’ mia intenzione far presente questa situazione all’assistente sociale. Faccio bene? Faccio male? E’ indifferente? La sistuazione potrebbe non cambiare? Cioe’, riusciro’ in qualche modo a poter avere l’affidamento esclusivo del bambino visto che questa persona mi ha anche confermato che l’estraneo l’ha fatto entrare anche in casa (dopo una settimana che l’ha conosciuto) e addirittura si e’ fatta portare un regalo per il bambino? Come posso fidarmi di lei e soprattutto della gente che va a conoscere? E se dovesse far entrare in casa un pazzo?????? Come posso comportarmi? Oppure dovrei rassegnarmi a vedere lei sempre col coltello dall parte del manico? Grazie, e spero di essere stato chiaro.

    • Gentile Giuseppe,

      non so se sia il Suo caso, ma a volte rischiamo di confondere le valutazioni che facciamo nei confronti di un ex-compagna con quelle che riguardano il suo ruolo di madre (e padre, naturalmente, quando a giudicare le cose è una ex-moglie o compagna). Può capitare che i risentimenti offuschino la nostra capacità di giudizio. La prima cosa da fare è quindi sgombrare il campo dal rancore. Compito certo non facile.

      In ordine alle problematiche che presenta occorre sottolineare:
      a) il mantenimento dei figli è sempre dovuto, senza alcuna eccezione. Se cambiano le condizioni economiche, si potrà chiedere una revisione. Ma intanto l’assegno deve essere corrisposto. Le spese che riguardano il bambino devono essere concordate, in modo da evitare di trovarsi di fronte a “spese esorbitanti”.
      b) fa bene a chiedere di frequentare maggiormente suo figlio. E’ un diritto/necessità del piccolo potersi relazionare al papà, nel modo qualitativamente e quantitativamente più adeguato. Parimenti è un suo diritto stare con suo figlio.
      c) l’affido condiviso è la regola. Può essere modificato solo in caso di gravi motivi, la cui dimostrazione è a carico di chi presenta l’istanza
      d) se ha motivi fondati per ritenere che il ruolo della madre non sia adeguato e sia pregiudizievole nei confronti del bambino, non solo può, ma deve farlo presente all’assistente sociale, fatto salvo quanto specificato nella premessa.

      Caro Giuseppe, il mio consiglio è di creare il più possibile le condizioni di serenità in cui Suo figlio potrà crescere bene. Per fare ciò la strada maestra è trovare un accordo, civile intanto e in futuro magari amichevole, con la madre.

  7. Giada ha detto:

    Buonasera,
    Ho letto tutti commenti e le relative risposte ed il tutto mi è sembrato molto interessante. Vorrei spiegare la mia situazione. Convivo attualmente da sei mesi (dopo circa 1 anno e mezzo di relazione) con un uomo che ha una bimba di 5 anni che io ancora non ho mai conosciuto.
    La bimba e la mamma abitano piuttosto distante da noi (circa 3 ore di auto) motivo per il quale il mio compagno quasi ogni weekend parte per andarla a trovare mentre io resto a casa. Chiaramente questa situazione non giova alla nostra relazione, pero considerando che è temporale, tiriamo avanti.
    Lui vorrebbe approfittare delle vacanze al mare a Giugno (10/15 giorni) per la ‘presentazione’.
    Io ho dei dubbi a riguardo, ritengo infatti che partire per 15 giorni insieme, senza mai essersi visti e conosciuti potrebbe essere traumatico o comunque visto da parte della bimba come un intromissione improvvisa e forte.
    E’ vero anche che un “inserimento” graduale della mia persona, sarebbe piuttosto difficile proprio a causa della distanza; quando lui sta là, ovviamente lui e la bimba stanno da soli per due/tre giorni e quindi anche in questo caso non potrei inserirmi gradualmente a meno di stare in albergo.
    Quale consiglio illuminante potrebbe darci per cercare di creare fin dall’inizio delle buone basi per il futuro ?
    Anticipatamente la ringrazio

    P.s. anche prima della separazione, non hanno mai abitato insieme, se non il weekend a causa del lavoro, anche per questo motivo credo di poter dire (da ciò che mi racconta lui) che la bimba non ha subito alcun trauma da separazione. Ovviamente però vedendo il papà solamente il weekend ci è molto attaccata.

    • Gentile Giada,

      come Lei stessa afferma l’ideale sarebbe favorire un inserimento graduale. Non è proprio possibile, anche se la distanza non aiuta, inventarsi occasioni di incontro? Una possibilità potrebbe essere data dalle nuove tecnologie: il papà potrebbe avviare un dialogo attraverso la rete con l’ausilio di una webcam. Ciò potrebbe avvenire garantendo che questa non sarà un’alternativa agli incontri reali, ma una sorta di collegamento tra un week-end e l’altro. Si creerebbe così un appuntamento gioioso e divertente, in cui Lei potrebbe inserirsi e iniziare a relazionarsi con la piccola. Naturalmente la bimba dovrà già essere al corrente dell’esistenza della fidanzata di papà. Al momento della vacanza o meglio in una precedente occasione, ci potranno essere le presentazioni.
      In bocca al lupo!

  8. Confusa ha detto:

    Gentile Sig. Ernesto,
    sono sposata da 7 anni con una bimba di 2, ho una relazione con un altro uomo che da entrambe le parti c’è la volgia di divorziare per poi andare a vivere insieme. Che effetti potrebbe avere su mia figlia? Sarebbe meglio che prima mi separassi io per poter trascorrere del tempo solo io e lei per poi più avanti far conoscere il nuovo compagno e iniziare una convivenza? Grazie cordiali saluti

    • Gentile Signora,

      è sicuramente meglio preparare la bimba a questo importante passaggio, garantendo l’affetto e la vicinanza di entrambi i genitori. Il primo passo tuttavia è la certezza morale riguardo al fatto che ciò che si vuole fare sia la scelta giusta. A volte la “voglia di divorziare” è solo il segno di una crisi che può essere affrontata e risolta. In questo caso sarebbe sbagliato coinvolgere con decisioni affrettate una bimba piccola. Potrebbe essere opportuno in questo caso rivolgersi a un consulente famigliare.

  9. jessica ha detto:

    salve sono una ragazza di 24 anni con una bimba di quasi 3.premetto che non mi sono mai sposata con il papà di mia figlia.a settembre facciamo un viaggio in brasile dove ho famiglia e lui ci lascia qui..mi lascia per telefono dicendomi che mi mandava i soldi per la figlia.sul lato economico non ho niente da ridire è “presente” e quando lui vuole gli faccio vedere la figlia dal computer..ora c è un piccolo problema..sto insieme a un altra persona..il mio nuovo fidanzato accetta mia figlia come se fosse sua…al mio ex gli ho fatto presente di questa mia nuova situazione..visto che tra pochi mesi dovrei partire (io sono in brasile) ho detto al padre di mia figlia se voleva passare del tempo con lei..lui ne è rimasto felice..il problema è:visto che andremo in direzioni diverse lei andra dal papà e io dal mio nuovo compagno corro il rischio che il mio ex non possa ridarmi piu la bambina?sicuramente non accettera mai l idea che un altra persona faccia il padre (cosa che lui non ha mai fatto) come devo comportarmi?e se la bambina non volesse andare con il papà?cosa faccio?

    • Gentile Jessica,

      non è chiara la situazione. La bambina a chi è affidata? Esiste un decreto del tribunale per i minori? Questi sono temi che potrà affrontare con un legale. Per quanto riguarda la sua ultima domanda, non può costringere sua figlia ad andare con il papà prima che la bimba sia aiutata ad avere confidenza relazionale con lui e ciò nasce da una consuetudine di rapporto. Pensi poi alla difficoltà per la bambina di trovarsi in un ambiente che non conosce … E il suo ex-compagno è in grado di “gestire” le necessità della piccola? Cosa le piace, come gestire le crisi di pianto, come accudirla, ecc. Altrimenti anche lui avrà bisogno di un percorso di apprendistato per potere esercitare al meglio il suo ruolo di padre.

  10. ANONIMA DISPERATA ha detto:

    Buongiorno , ho letto di tante situazioni ed ankio voglio raccontare la mia storia, io hoconosciuto il mio compagno che e’ separato da tanti anni ormai , ha un figlio di 21 anni , noi stiamo assieme da 4 anni ma lui non riesce a trovare il coraggio di raccontare della mia esistente , praticamente dice al figlio di vivere da solo mentre invece non e’ cosi’, infatti noi viviamo assieme abbiamo anke una casa assieme fatta con sacrifici , lavoriamo tutti e due e collaboriamo insieme a tutte le spese ma malgrado tutto cio’ io ogni fine settimana devo lasciare la mia casa per trasferirmi da mia madre , perke lui porta il figlio a casa e non vuole me a lui fa credere che vive da solo e che non ha intenzione di rifarsi una vita per lui tutto questo e normale ma per me noooo, io divento persino gelosa della mia casa perke ogni fine settimana praticamente vengo sbattuta fuori da casa mia, da premettere che loro si vedono tutti i giorni , mi sento veramente disperata perke tutto questo e assurdo ma quando mi ribello lui mi risponde che non puo’ farci niente e che suo figlio anzi lo chiama bambino deve passare con lui tuti i fine settimana , ma secondo voi non sarebbe piu’ giusto che visto che non trova il coraggio di dire la verita’ al figlio , lo porti fuori ogni settimana ed io rimanga nella mia casa?? e giusto che a 37 anni debba fare una vita cosi’ ho sempre pensate che in fondo la verita’ e un altra e che lui non trova il coraggio di dire a suoi figlio che vive con un altra donna perke in fondo nutre la speranza di far pace con la sua ex moglie, rispondetemi , consigliatemi in qualche modo grazie.

    • gigia ha detto:

      Buongiorno, ho 30 anni e sto per andare a convivere (tra un mese) con un uomo separato con una figlia di 6 anni. Io e lui stiamo insieme da tre. Il mio problema è che ho visto sua figlia solo 2 volte… in entrambe le occasioni, che però ormai risalgono a un anno fa, le cose sono andate bene. Ma io sono molto preoccupata perché credo sia meglio conoscere un po’ prima sua figlia, piuttosto che ritrovarmela a girare per casa e magari provocarle anche qualche trauma… Ne ho parlato con lui, ma non arrivano risposte chiare sul perché non si organizza più un’uscita noi tre. Eppure tra un mese andiamo a convivere e la bimba un weekend sì e uno no sarà a casa con noi…
      come devo comportarmi?

      • Gentile Gigia,

        le risposte chiare devono arrivare. Il papà ha parlato alla figlia della decisione di vivere assieme ad un’altra donna? Quando si è certi della stabilità di un rapporto, avere segreti non è positivo. Sono quindi d’accordo con lei: è meglio conoscere prima la bambina e creare occasioni piacevoli di svago. Il pericolo è che la bambina possa pensare che si stia tramando alle sue spalle: non certo un buon esempio di sincerità e trasparenza.

      • Gentile Gigia,

        le risposte chiare devono arrivare. Il papà ha parlato alla figlia della decisione di vivere assieme ad un’altra donna? Quando si è certi della stabilità di un rapporto, avere segreti non è positivo. Sono quindi d’accordo con lei: è meglio conoscere prima la bambina e creare occasioni piacevoli di svago. Il pericolo è che la bambina possa pensare che si stia tramando alle sue spalle: non certo un buon esempio di sincerità e trasparenza.

    • Gentile Signora,

      più che chiedersi se sia giusto o no che lei lasci la sua casa nei fine-settimana (lei sa che la cosa non ha senso), occorre domandarsi perché si adegui a questa richiesta. Abbia il coraggio di affrontare il suo compagno ed esiga da lui risposte chiare. Il dialogo dovrà partire da un punto fermo: godere della propria abitazione tutti i giorni della settimana. Le eccezioni dovranno essere concordate. Questa chiarezza farà bene a lei e alla sua autostima. Farà bene al suo compagno, perché scegliere dà un contributo grande alla serenità personale. Farà bene al “bambino” di 21 anni, che potrà maturare e percorrere un cammino di autonomia.

  11. rita ha detto:

    Salve a tutti! Volevo chiederle un consiglio. Sto stabilmente con un uomo separato con due figli maschi di 5 e 7 anni. I bambini sono molto sereni grazie al buon rapporto mantenuto dai genitori. Io sono la prima “fidanzata di papà” che i bambini hanno conosciuto. Tutto è avvenuto gradualmente. L’unico neo è dovuto alla timidezza del più piccolo. Si imbarazza alla mia presenza, si ammutolisce e rimane in disparte o tra le braccia del padre. Il bambino dice che gli piaccio ma che non riesce a capire il motivo per cui si comporta così. Vorrei approcciarmi nel giusto modo e, sopratutto, non far soffrire il bambino. Sapete darmi qualche consiglio?
    Grazie mille!

    • Gentile Rita,

      la situazione che descrive è davvero positiva e le faccio i complimenti per l’attenzione che pone e la gradualità dell’approccio. Non dice da quanto tempo frequenta i bambini del suo compagno; se fosse da poco, si comprenderebbe bene la timidezza del più piccolo che, per carattere e per l’obiettiva particolarità della situazione, si rifugia nella braccia di chi conosce meglio. Il consiglio in questi casi è di non insistere troppo. La consuetudine nel gioco e l’interessarsi delle cose che piacciono al più piccolo potranno fare molto. In generale poi, anche al di là di questa singola situazione, eviterei di porre domande circa il gradimento: “mi vuoi bene?”, “stai bene con me …?” ecc. Esse spostano l’attenzione dal ben-essere dei bambini al nostro bisogno di adulti di essere accettati. Inoltre otterrebbero facilmente le risposte che vogliamo sentire.
      Invito altri lettori a raccontare a Rita le proprie “manovre di avvicinamento” ai figli del compagno o della compagna.

  12. anonima ha detto:

    Sono la compagna di un uomo separato con due figlie con cui convivo ormai da un po’. Fin dall’inizio lui mi ha presentato alle sue bambine e quando loro vengono a casa nostra passiamo il tempo a disposizione tutti insieme. Con la bambina piu’ grande non ho mai avuto problemi, invece con la piccola di quattro anni non riesco a legare forse perché nutro forti sentimenti di gelosia verso sua madre. La bimba è attaccatissima al padre e lo stesso lui che la accontenta continuamente e la adora. Praticamente è la figlia preferita e questo è molto evidente. Lei a volte mostra segni di gelosia nei miei confronti e io sono molto preoccupata per il futuro del mio rapporto. Ho paura che se lei crescendo dovesse non trovarmi simpatica o di suo piacimento la mia storia potrebbe finire perché vedo che il padre la accontenta di continuo e non le dice mai di no su niente quindi ho paura che lui possa mettere fine alla nostra storia solo per farla contenta. La bimba ancora non ha avuto spiegazioni sulla separazione perché è ancora piccola ma crescendo comincerà a fare domande e potrebbe pensare che sono io la causa della rottura tra i suoi genitori. Volevo un consiglio su come fare per spiegare nel migliore dei modi la situazione della separazione dei genitori alla bambina, ovviamente non lo farò io ma suo padre pero’ vorrei sapere qual è il modo migliore per spiegare a una bimba piccola una cosa del genere per avere la certezza che possa prendere la cosa nel miglior modo possibile senza nutrire odio nei miei confronti. Questa mia forte preoccupazione sta creando problemi all’interno del nostro rapporto di coppia perché io vedo la bimba come una minaccia per la mia storia d’amore perché sicuramente l’amore per sua figlia è superiore a quello che prova per me. E’ meglio che inizialmente diciamo che io sono solo un’amica del padre e poi col tempo gli diciamo la verità o è meglio dirle fin dall’inizio che sono la nuova fidanzata di papà??? Grazie per i consigli. Sono disperata.

    • Gentile signora,
      è corretto domandarsi come spiegare a un bambino il fatto della separazione e di una nuova convivenza e questa – come lei stessa riconosce – è responsabilità dei genitori. Da ciò che scrive è già da un po’ di tempo che la bambina vive queste novità e sicuramente si sarà fatta una propria idea. Conviene quindi che i genitori, possibilmente assieme, parlino alla figlia, rassicurandola riguardo al proprio amore per lei. I bambini tendono a sentirsi in colpa se il papà è andato via di casa; come faticano a comprendere che papà e mamma si possano separare. I figli devono essere rassicurati sul fatto che papà e mamma ci saranno sempre. In merito alla nuova convivenza, occorre essere sempre sinceri, perché si rischia di perdere la fiducia dei piccoli. Riguardo alla comunicazione, occorrerebbe conoscere meglio la situazione: un mediatore familiare, nel dialogo con i genitori ed, eventualmente, anche con lei, potrà aiutare a trovare le modalità più corrette.

  13. Gian Paolo ha detto:

    Buongiorno.
    io sto da 4 anni con la mia compagna(separata da 5 anni e divorziata da 8 mesi) e lei ha una figlia di 8 anni con cui ho un ottimo rapporto, non voglio prendere il posto di suo padre ma le voglio bene la tratto come una nipotina,da 3 anni lei vive con la figlia in un appartamento dove io pago l’affitto,io abito in un’altra casa e sono quasi sempre via per lavoro però capita che ogni tanto mi fermo a dormire con loro,dormo in una camera da solo e lascio la bimba in camera con sua madre.
    Siccome si sono lasciati in malo modo volevo sapere se l’ex marito potrebbe avere qualcosa da dire riguardo questo mio pernottamento,ripeto ho un bellissimo rapporto con la bambina e non intralcio la figura del padre,lei mi vuole bene e lui lo sa e non vorrei che sia geloso e per ripicca voglia intraprende qualche azione nei nostri confronti,la mia compagna è preoccupata e ha paura che le possano togliere l’affidamento che è condiviso ma la bimba per sua volontà pernotta sempre dalla madre ma vede il padre tutti i martedì e un sabato e domenica ogni 2 settimane.
    Inoltre volevo sapere,la mia compagna a maggio và al mare una settimana e la bimba mi ha chiesto di andare con loro,posso andare senza problemi o il padre si potrebbe opporre.

    Grazie

    • Gentile Gian Paolo,
      non è possibile sapere come potrebbe reagire l’ex-marito della sua compagna. Certo per cambiare le condizioni dell’affido vi devono essere motivi gravi e documentati;non appartengono a questa categoria le situazioni che lei descrive. Un rapporto che dura da quattro anni è sufficientemente stabile per permettere una vacanza madre – figlia e nuovo compagno. Per quale motivo il padre della bambina potrebbe opporsi, se lei stessa frequenta volentieri il nuovo compagno della mamma? La gelosia del papà potrebbe nascere dal fatto che la figlia trova lei più simpatico, tanto per fare un esempio. Ciò non significa affatto che cessi di chiedere al padre e solo a lui l’affetto e l’attenzione di cui ha necessità. Se gli adulti si parlassero e deponessero le armi tanti malintesi potrebbero morire sul nascere e se ne avvantaggerebbe la serenità di tutti.

  14. Gentile Chiara,

    contro una madre che parla male si può fare ben poco. Di più si può fare nei confronti della bambina, evitando di coinvolgerla nelle discussioni riguardanti la separazione. Soprattutto occorre evitare (come già immagino facciate) di porle domande per indagare sugli atteggiamenti materni. Il riferimento che la bambina dovrà avere sarà quello di due persone che si vogliono bene e non esprimono giudizi malevoli nei confronti del prossimo. La bambina stessa potrà così confrontarsi con diversi stili di comportamento e sviluppare una propria concezione di vita. In altre parole, ciò che voi fate oggi è finalizzato non a risolvere i problemi contingenti, ma a formare una coscienza adulta. Ovviamente l’ideale sarebbe che tutti gli adulti coinvolti concorressero a questo compito e la responsabilità principale è dei genitori. Inviti il suo compagno a cercare un confronto con la ex-moglie per sviluppare un modo comune, rispettoso della crescita della figlia.
    Non ho ben compreso se voi già conviviate in modo stabile. In caso contrario, ritengo che si possa scegliere di volta in volta quale comportamento adottare, mettendo al centro la serenità della bambina. Occorre domandarsi perché la bambina pianga quando lei, Chiara, non è presente. La cosa migliore è parlarle apertamente e aiutarla ad apprezzare anche i momenti trascorsi da sola con il papà. E qui il papà dovrà diventare ancora più bravo a coltivare il dialogo con la figlia.

  15. chiara ha detto:

    Salve,vi espongo la mia situazione: il mio compagno è separato dalla moglie da 3 anni,ma non ancora legalmente a causa di vari motivi. Tra un mese ci sarà la prima udienza in tribunale per la separazione giudiziale. Il mio compagno ha una figlia di 11 anni che conosco e con la quale ho instaurato un bellissimo rapporto,per lei sono la sua sorellona maggiore,è una bambina stupenda che ogni volta che mi vede mi dice che mi vuole bene,mi abbraccia e vuole che resti con lei. Il problema però è la madre,non vuole che, quando la bambina dorme dal padre,ci sia pure io. Questo non lo accetto,la bambina mi chiede continuamente di rimanere ed anche il mio compagno lo desidera. La madre poi se la prende con la bambina e le parla male di me e della mia famiglia,la bambina ce lo riferisce. Io ho anche provato a dormire altrove,in modo che la bambina non subisse pressioni,ma poi lei piangeva,mi ha addirittura detto che le dispiaceva che sua madre facesse così. Che si può fare? Il mio compagno ed io non vogliamo che la bambina soffra e che la madre ci impedisca di avere una vita “normale”.

  16. Gentile Ale,

    grazie per essere intervenuto in questo blog, che è anche un luogo in cui potersi sfogare. Purtroppo il problema che descrive esula dalle mie competenze. Le consiglio di rivolgersi a un professionista che saprà aiutarla a dare un nome alle sue paure. Mi permetta tuttavia di ricordarle che le vittime di questa ingarbugliata vicenda sono i suoi figli.

  17. ale ha detto:

    buongiorno, ho 46 anni e una situazione pessima e drammatica con la ex moglie dalla quale per tanti anni ho sofferto una condizione di infelicita’ e tensioni di ogni tipo.Mi sono separata da lei due volte l’ ultima settembre 2011 in quanto aveva scoperto una mia relazione extraconiugale, mentre la prima era dovuta ad un fatto di mancato rispetto nei miei confronti in una situazioneparticolare (marte di mia madre), ma come si dice dopo anni di odi reciproci fu la famosa gocce che fece traboccare l’ acqua.Il mio carattere mite e sensibile nn ha mai retto al suo, di donna intraprendente arrogante indisponente, instabile,
    nn voglio passare da vittima ma dopo una prima rottura di 7/8 anni fa (mi tradi) ho scelto di fare solo il ruolo di padre ai miei due figli (oggi11 anni entrambi maschi) conducendo una vita traballante e succube. Separato una prima volta dopo poco sono tornato per i ragazzi e per coscienza per lei che nn stava bene di salute, ma ormai le valige le tenevo pronte in fondo alle scale.Ho incontrato una donna sposata ed e’ nato un amore un po’ virtuale e poco pratico.appena scoperto me ne sono andato via subito, scatenando l’ira della ex moglie,la quale ne ha approfittato per scaricarmi tutto addosso.ho avuto tutti contro compresi i figli che mi adoravano, ha intracciato con ogni mezzo lecito e illecito questa relazione, tanto da farmela perdere con mezzi leciti e illeciti, fino a provocare una separazione all altra persona.conclusione ho perso praticamente tutto, sono solo, ho dovuto ricostruire il rapporto con i ragazzi partendo dal basso, ho ftto conoscere la compagna ancora nn separata legalmente e suo figlio coetaneo, ma che tutti questi problemi continui ha deciso di mollare e forse anch io nn ho piu resistito . Adesso le cose si sono invertite, la ex ha un compagno facoltoso, disponibile, e mi minaccia che portera’ con se i figli, i quali adesso nella confusione piu totale odiano la madre perche traditi ancora una volta.Sono la loro ancora adesso come prima (nn li ho mai abbandonati nemmeno per un momento anche quando avevo quella relazione e gli spiegavo quello che succedeva)
    Adesso ho paura che mi polverizzara ancora una volta, mi sottrtarra i figli mi fara soppiantare da qualcuno che fara apparire meglio di me.Non so’ che mezzi usare per fermarla, lei nn si fara’ scrupoli al contrario di me, per prendere una nuova strada nella vita
    portandosi dietro anche i figli.Sono impietrito dalla paura, devo combattere ma perdero’ di nuovo, e mi daranno la colpa che questa situazione l’ ho creata io, con i miei errori e le mie indecisioni.Nel frattempo i ragazzi soffrono e cerco di prenderli anche nei giorni che nn mi spettano perche adesso me li appippa per fare le giornate e serate e io nn posso rivolgermi a lei con critiche o appunti sul suo stile di vita.I miei figli si sento sfortunati e nn so come proteggerli, mi chiedono sempre di far qualcosa perche sono terrorizzati anche loro dalla mamma.Non ho niene a mio vantaggio ….scusi lo sfogo

  18. Anonimo ha detto:

    Gentile Dottore,
    Vorrei chiederle aiuto riguardo la situazione con la mia nuova compagna e in particolar modo su come lei gestisce la sua vita intima nei miei confronti.
    A distanza di 4 anni dalla separazione con la mia ex moglie frequento da 3 anni la mia attuale donna, e devo dire che dopo circa un anno dall’uscita di casa l’ho presentata ai miei figli di 6 e 11. Dapprima sotto forma di amica e poi dopo qualche mese come compagna. Premetto che la decisione è stata presa da entrambe, ma soprattutto per il suo forte desiderio di conoscerli. Desiderio che anche io provo nel voler conoscere il suo unico figlio di 20 anni, ma che purtroppo non è possibile per la sua irrigidezza.
    Le sue motivazioni riguardano l’eta’ troppo difficile, il carattere e la reazione che potrebbe avere il figlio.
    Io finora ho sempre rispettato la sua scelta, ma con il passare del tempo comincio ad avvertire questa imparzialita’ che mi turba continuamente.
    A questo punto le vorrei chiedere se il tutto dipende dalll’incertezza della relazione della mia compagna oppure se veramente è cosi complicato come lei fa intendere rispetto ad una gestione con figli di eta’ minore.

    • Gentile Signore,

      non so se ho ben compreso la sua situazione. La sua compagna ha voluto conoscere i suoi figli, ma è restia a volerLe presentare il proprio figlio di vent’anni e ciò per due motivi: il carattere del figlio e il fatto che questi non accetterebbe di buon grado la convivenza con i suoi bambini? Deduco quindi che la sua compagna ponga ostacoli ad una nuova convivenza, tanto che Lei si interroga sulla certezza della relazione.
      Chiaramente è difficile rispondere alla domanda che pone. Posso tuttavia comprendere che un ragazzo possa trovare poco allettante la prospettiva di dividere gli spazi con ragazzi più piccoli, la differenza di età è notevole. E forse la madre intende rispettare la sensibilità di chi forse si vedrebbe “invaso” nei propri spazi. A questo punto però non sarebbe sufficiente chiedere al diretto interessato cosa ne pensa?

  19. Salve ho 41 anni e mi sto separando. Siamo sposati da 10 anni, dopo due di convivenza e 8 di fidanzamento (praticamente cresciuti insieme) e abbiamo una bimba di 10 anni e un maschio di quasi nove che entrambe amiamo moltissimo.
    Gli ultimi anni sono stati turbolenti, sia per problemi sul lavoro che per una crisi coniugale che non siamo riusciti a risolvere completamente, nonostante il mio massimo impegno e disponibilità. A Giugno 2011, mia moglie dopo essere stata in Sardegna presso la casa di mia zia con i bimbi torna e fa discorsi strani circa il nostro matrimonio. La mia risposta è che se le cose non migliorano dobbiamo prendere i considerazione la separazione. Lei mi chiede tempo dicendo che si sente troppo sotto pressione e comincia a prendersi we (in cui volente o nolente mi lasciava i bimbi) consecutivi di svago e dopo Ferragosto mi dice che vuole separarsi e se io non esco di casa va da un avvocato. Ovviamente le chiedo chiarimenti sulla situazione e sui suoi “svaghi” e le dico che prima di andare da uno o più avvocati è meglio parlare chiaramente tra di noi e mettere tutto nero su bianco. Ne nasce una lunga discussione in cui faccio fatica a riconoscerla, in cui mischia realtà a fantasia mi colpevolizza di ogni cosa apparendo visibilmente alterata e destabilizzata che passa per una vera e propria crisi isterica in cui sostiene di non essere una madre all’altezza e che nelle sue condizioni è meglio andare vie per alcuni mesi. Ovviamente cerco di calmarla e ricondurla alla ragione riuscendoci ma il giorno dopo mi dice che ha promesso una vacanza ai bimbi in Sardegna presso amici conosciuti a Giugno e che vuole andare la qualche giorno per calmare le acque. Il mio rifiuto è totale e acceso al fronte del quale ne esco con una scenata da parte sua davanti ai bimbi a cui consegue un’accesa lite con tanto di intervento di mia madre chiamata dalla bimba. Morale riesce a partire e quando torna apprendo che gli amici di cui si trattava erano un uomo di Bologna separato e con due bimbi che la stessa aveva conosciuto a Giugno e che aveva frequentato durante l’estate. Mio figlio mi conferma anche che “la mamma in Sardegna dormiva in camera con X”. Può immaginare il profondo sconforto in cui sono crollato dopo un estate faticosa senza ferie (sono imprenditore) e passata tra lavoro e figli (grande gioia!). Questo è stato il modo di mia moglie di introdurre la sua nuova relazione a me e ai figli…..sto cercando di evitare la giudiziale, lui frequenta casa mia saltuariamente durante la settimana o nei we portando anche uno dei figli, il più piccolo. I bimbi non vogliono più parlare delle sue frequentazioni e della sua presenza, non so come indotti. La sua unica spiegazione è stata che non percepiva più armonia tra di noi e che voleva fare vedere ai bimbi che l’aveva ritrovata con un altro uomo ! Non mi ostacola nella frequentazione dei figli che vedo quasi tutti i giorni ma è aggressiva con me e continua a colpevolizzarmi. Io non capisco bene come i bimbi abbiano preso questa cosa e quali siano le loro reazioni, ho un ottimo rapporto con loro ma penso che cerchino di starne fuori il più possibile. Sono preoccupato per l’impatto psicologico su di loro di tanta frettolosa brutalità ! Temporanea follia, manipolazione, immaturità ?Mi dia il suo parere per favore

    • Gentile P,

      da ciò che descrive appare evidente che ancora una volta i figli vengono eletti ad arbitri dei nostri comportamenti o, come precipuamente in questo caso, a notai della armonia (presunta) risultato di nostre scelte.
      E’ come se chiamassimo i figli ad attestare che, sì, non ci siamo sbagliati, siamo proprio felici. Abbiamo fatto la cosa giusta …
      Questo è un modo per deresponsabilizzarci e soprattutto, di non tenere in alcuno conto il benessere psicofisico dei minori, presumendo di farli diventare adulti nello spazio di una notte.
      In realtà le cose non stanno così. I figli rimangono bambini o adolescenti e hanno bisogno non di giudicare gli adulti o le situazioni da questi create, ma di esprimere liberamente i loro stati d’animo, le loro emozioni. Di essere rassicurati. Di non essere lasciati soli ad elaborare avvenimenti più grandi di loro.
      Non ho ben compreso la situazione, il fatto che a Lei sia stato imposto di uscire dalla casa famigliare, ecc. Le consiglio di rivolgersi a un mediatore familiare e di chiedere la consulenza di un legale, affinché siano tutelati non solo i suoi diritti, ma anche quelli dei suoi figli.

  20. Gentile Signora,

    credo che Lei abbia tutti gli strumenti per decidere cosa fare. Personalmente e alla luce degli elementi che ha aggiunto, spero vivamente che possa decidere per se stessa e non contro se stessa. Non sempre bisogna aspettare di “essere salvati”!

  21. Anonimo ha detto:

    Graze per la sua risposta effettivamente ankio mi porgo qualche domanda, non riesco a comprendere le paure del mio compagno , mi sento di vivere una vita che non mi apartiene e che non mi piace ma non riesco a far nulla per cambiare le cose , per lui e normale vivere cosi’ anzi pensa che sia io a pretendere troppo da lui e non si rende conto che il tempo passa e rischio di non potermi creare una mia famiglia , ma lui quando affrontiamo questo argomento si infastidisce perke non riesce ad immagginare altri figli oltre che i suoi , noi viviamo una vita strana , stiamo sempre a casa e quando incontriamo qualcuno che conosce lui , mi tiene da parte e non mi presnta mai come la sua compagna anzi non mi presnta proprio ci sarebbe tanto da raccontare ma non voglio annoiarvi , stanotte ho sognato di poter avere la possibilita di tornare indietro e nel sogno io dicevo a questo ragazzo che incontravo di portarmi via e che volevo avere una vita nuova lontano da tutti

  22. Gentile Signora,

    non c’è molto da dire riguardo la Sua situazione. Lei desidera figli, il Suo compagno no. Lei sogna – giustamente – una vita di coppia normale, senza sotterfugi o nascondimenti. Il Suo compagno teme il giudizio dei figli, peraltro già grandi. Quale delusione potrebbero provare se il padre dopo anni dalla separazione ricostruisse una famiglia?
    E’ il caso allora di approfondire il significato del legame che vi unisce e anche quanto siate disposti ad investire in questo stesso legame.
    A volte, ma può darsi non sia questo il caso, il non-detto ha peso maggiore delle motivazioni esplicite.

  23. anonima ha detto:

    Salve sono entrate per caso , la mia situazione e’ molto piu’ compressa io vivo da 5 anni con un uomo speratato , io non ho figli , lui invece ha due figli 24 e 20 anni , ancora non sano di me perke lui non ha il coraggio di affrontarli , viviamo nascosti , quando i suoi figli vanno a trovrlo io devo traferirmi da mia madre e praticamente devo nascondere tutto per non lasciare tracce di una donna in casa, abbiamo sempre discussioni perke vivo la mia vita male e nascosta da tutti , quando usciamo e incontra qulcuno lui non mi presenta perke ha paura che i figli lo vangano a sapere e bloccato da questa situazione , io ccome ho gia’ detto prima non ho figli , rmai sono quasi quarantenne e sento il desiderio ma lui dice che non vuole in questo momento avere altri figli perke non vuole deludere i suoi figli , avvolte cado nello sconforto ma lo amo e non so’ cosa fare
    grazie

  24. Giulia ha detto:

    Buongiorno,

    Io vorrei solo fare un commento…perche la vita e felicità degli adulti deve venir gestita per uno o vari figli che abbia con un ex? io ormai ho messo una pietra sopra a chi per figli mi ha messo in secondo posto l’ho dato una bella sbattuta di porta in faccia e addio…quel che non trovo in nessun modo giusto nel confronto dei nuovi partner è il dover appartenere al posto “sei nel secondo posto perche chi è stato prima di te sarà al di sopra di te”…io sono divorziata ma la mia ex vita non avra mai un potere sulla mia nuova famiglia e stabilità e a chi sta bene bene sennò amen…i figli devono per forza capire che la vita va cosi e che i genitori non si scelgono, pero dare agli altri un inferno perche non ho il peso nei pantaloni per dire basta a opressioni e minacce degli ex che utilizzando i figli manipolano tutto mi sembra assurdo; è assurdo costantemente tenere in stand by una nuova persona che ti da tutto per colpa un passato(figlio con ex) che ormai avevi scelto di lasciare per viverti la vita, e occhio non è egoismo perche è solo cercare di tutelare a chi sta dando tutto per avere un ASSOLUTO NULLA, il figlio lo puoi frequentare avere ma deve solo essere quello un figlio non un’arma.
    Percio o siete veramente decisi a farvi una nuova vita o meglio andate da soli tra una relazione ed altra cosi ne ferite ne illudete inutilmente a chi veramente avrebbe bisogno di voi vorrebbe creare una vita e avere tutto il vostro amore e attenzione…se avete un figlio e per questo dovete mettervi a disposizione dell’altro partner lasciandovi minacciare e distruggere quel che state facendo di nuovo davvero rimanete da soli…se invece siete con coraggio ok, tu ex vuoi ancora torturarmi ok tieniti tutto e di piu quando sara grande il figlio e capira la razza di ragno e porcheria che sei, ex mio caro avrai il tuo pagamento. La felicita delle persone se un essere umano viene educato veramente bene ed è mentalmente intelligente e non viziato, una volta avra la capacita di capire, digerire e analizzare sapra vedere il perche si è scelto un tipo di strada…ma sottomettere gente nuova al vosto inferno mi sembra niente altro che piu che egoista, assurdo di poco valore e sopratutto immaturo e senza amore…se amo metto chi amo nel posto che merita creo una nuova famiglia e vado avanti se a mio figlio va bene ok sennò amen, se a mio ex va bene ok sennò amen…perche cosi l’unica cosa che si legge qui sono solo le insofferenze e pressioni emozionali alle quali vengono sottomesse persone per colpa del putrefatto passato di alcune persone….ahh e un’ultima cosa a tutti gli ex che fanno pressione emozionali su i nuovi partner degli ex…per abuso emozionale ce anche galera…è sempre abuso, come se picchiassero una persona ma senza colpi fisici ma colpi sulla psiche e questo viene anche penalizzato…da poco lo so ma se lo sapevo prima certe persone avrebbero perso figlio( che sarebbe stato il meglio per il bimbo) e qualcuna la sua liberta, ormai ho scelto la mia strada e sto benissimo e lo consiglio a chi sente questa angoscia liberatevi di persone che non hanno senso di una nuova vita ma sempre un vincolo umbilicale con un passato che non permettera mai vivere la nuova vita…meglio per me mi son ripresa mia vita mollato il sottomesso e oggi solo so una cosa…il prossimo cerchero che non abbia questi casini ma sopratutto abbia i “pantaloni” per dare un bel taglio a chi deve dare…il nuovo partner non deve assolutamente subire per il tuo passato ricordatelo bene..senno RIMANETE DA SOLI A VIVERE RELAZIONI TEMPORANEE senza illusioni di un futuro…

  25. Gentile Signora,

    Lei e il Suo compagno avete tutti i diritti di costituire una nuova famiglia, forti anche del buon rapporto che si è instaurato tra i bambini e tra bambini e adulti.
    Gli interventi della ex-moglie del Suo compagno, così come descritti, possono costituire una forma di abuso psicologico nei confronti di minori. La invito per questo a leggere quanto ho scritto in questo blog a proposito della “sindrome” di alienazione parentale o genitoriale.
    Inviterei il Suo compagno a fare un tentativo di dialogo, con l’aiuto di un mediatore.
    Se questo non andasse a buon fine, consiglio vivamente di rivolgersi a un legale per una eventuale diffida a persistere in questo atteggiamento. Alla fine è la ex- moglie che rischia di vedere mutate le condizioni della separazione.
    Ancora una volta bambini vengono usati come arma di ricatto o di rivalsa e ciò è inaccettabile. Sono pertanto pienamente d’accordo con Lei: la situazione va affrontata con energia.
    Mi tenga informato!

  26. disperata ha detto:

    Gentile Dottore,
    Le chiedo il Suo aiuto in una situazione molto complessa.
    15 mesi fa ho conosciuto il mio attuale compagno, separato da due anni con due figli di 11 e 8 anni, io sono separata da 3 anni con due figli di 10 e 8 anni.
    Le cose andavano bene fino a un certo punto: i bambini andavano d’accordo e sembravano accettare i rispettivi compagni. Poi la ex-moglie ha cominciato ad insinuare il dubbio nei bambini che il papà volesse più bene a me e ai miei bambini che a loro, che glielo avremmo rubato, che gli avremmo rubato anche i loro soldi.
    La ex-moglie ha anche cominciato velatamente a minacciare il mio compagno che se continuava a vedermi in presenza dei suoi figli avrebbe fatto in modo che non lo vedessero più, sarebbe andata in tribunale e avrebbe ottenuto un’ordinanza di allontanamento dei suoi figli da me.
    Il mio compagno adora i suoi figli ed è terrorizzato all’idea che possa perderli e spesso mi ha detto che se i suoi figli gli dicessero che la loro felicità è che io sparisca, lui mi lascerebbe.
    Ma nello stesso tempo lui non vuole perderci, desidera che i suoi figli mi accettino e capiscano che io non voglio portare via niente a loro e quindi continuiamo a vederci durante i week end che lui ha i bambini.
    Il risultato è che i bambini quando sono con noi sembrano felici, sereni e va tutto bene ma appena termina il week end dicono al padre che lui li ha costretti a stare con me e i miei figli. I bambini sono molto confusi perchè credono che temano di far torto alla madre dicendo che con noi stanno bene.Non parliamo poi di quello che fa e dice la ex- moglie!!!
    Ora il dilemma è grande: noi ci amiamo e desideriamo stare insieme ma il mio compagno ha troppa paura che decidere di convivere con me significherebbe perdere definitivamente i suoi figli. Io lo comprendo ma nello stesso tempo penso che questa situazione vada affrontata con energia sopratutto nei confronti della ex-moglie o altrimenti non cambierà mai. Nello stesso tempo ho anche paura per me e i miei figli che, ovviamente, si stanno affezionando al mio compagno. Ho paura di aspettare che le cose si sistemino (ma se non si fa nulla come si possono sistemare?) e poi un bel giorno sentirmi dire che è finita perchè se andiamo a convivere i suoi figli li perderebbe per sempre!
    Grazie

  27. Gentile Simona, complimenti per il senso di responsabilità con cui sta affrontando questa situazione.
    Anche a me pare che la bambina stia sopportando cambiamenti continui che fatica a comprendere e abbia assoluta necessità dell’attenzione affettuosa e intelligente degli adulti.
    Capita troppo spesso che questi antepongano al bene dei bambini i propri interessi e a nulla valgano consigli di esperti che vengono liquidati come “cavolate”.
    Il consiglio che posso darle a fronte di una porta chiusa è quello di seguire sua figlia con attenzione, evitando di creare ansie inutili e anzi aiutandola a vivere i cambiamenti, mostrandosi il più possibile fiduciosa e serena.

  28. Anonimo ha detto:

    Gentilissimo dottore,
    le scrivo perché ho una situazione che mi turba molto.
    La storia fra me ed il mio ex compagno è iniziata a marzo del 2005, lui ha 15 anni più di me, separato con 2 figli di 4 e 9 anni più piccoli di me), dopo 9 mesi sono rimasta incinta, all’inizio, lui era felicissimo, poi dopo averlo comunicato al figlio più grande, le cose cambiano e voleva che abortissi, io decisi di tenere la bimba con o senza di lui e andai avanti, dopo mille tira e molla, tornammo insieme, nacque la bimba, le cose andarono avanti per 8 mesi e la nostra convivenza cessò per il sospetto che avesse un’altra relazione, dopo un pò venni a sapere che si rivedeva con una sua ex ragazza e la teneva a contatto nostra figlia molto piccola, anche contro la mia volontà, finisce la storia con lei a giugno 2009 e a luglio 2009 decidiamo di riprovare a stare insieme anche se questa volta senza una convivenza, e sempre fra alti e bassi arriviamo a fine marzo 2011, quando io di nuovo mi rendo conto di una sua nuova relazione, questa volta è la badante di suo padre, ovviamente nega fino allo sfinimento e dopo 20 gg che c’eravamo lasciati, la bimba tornando da una domenica con lui, mi riferisce che ha visto suo padre che si baciava con la badante del nonno e che si dicevano che si amavano, ho messo a conoscenza di questo, tutti i membri della sua famiglia che mi hanno dato ragione, per il fatto che non fosse il caso di tenere la bimba a contatto con quella donna dopo così poco tempo, a settembre, questi 2 sono andati a convivere e la bimba mi dice di essere scocciata dalla presenza di questa donna, lui non capisce, ha tutto il diritto di ricostruirsi una vita, ma nostra figlia deve stare al primo posto e tutte le nostre azioni devono essere fatte per tutelarla e per la sua felicità psicofisica, ho parlato con una neuro psichiatra infantile che mi ha detto che per una bimba che ha già dovuto sopportare tutti questi cambiamenti, i tempi minimi da attendere per far conoscere un/a nuova compagno/a dovrebbero essere di almeno 2 anni e con approccio graduale, non una conoscenza ed una convivenza così imminenti dalla nostra effettiva separazione, ho provato a parlarne con lui, ma per lui sono solo mie cavolate e mi dice che non devo intromettersi nella sua vita, come posso fare a fargli capire il suo sbaglio? La ringrazio in anticipo per la sua attenzione… Simona.

  29. Gentile Alberica,

    grazie per il suo intervento. Anche a me dispiace non poter dedicare al blog il tempo che vorrei … speriamo per il futuro! Intanto il blog cresce grazie agli interventi dei lettori che testimoniano della complessità e della ricchezza della “famiglia allargata”!

  30. Alberica ha detto:

    Gentile Dottore,
    vorrei complimentarmi per questa Sua ultima risposta che mi sembra veramente intelligente e sensibile, La seguo da tempo e mi spiace che non aggiorni questo spazio con la frequenza di un tempo. Spero che Lei ritrovi il tempo per dedicarsi al blog!
    Con stima,
    Alberica

  31. Anonimo ha detto:

    salve sono una donna di 39 anni divorziata da 10 anni cn un figlio di 21, vorrei esporre il mio problema di coppia, ho conosciuto il mio compagno attuale, 4 anni fa’ 47 anni separato non legalmente e padre di 2 figli maschio di 12 anni e femmina di 20 anni , dopo un anno abbiamo aperto una attivita’ insieme come soci, anche se lui ha gia’ una sua attivita ‘ al suo paese dove tutt’ora ci lavora, e 2 giorni a settimana viene a fare il suo da me, non mi ha mai fatto entrare nella sua vita, con i figli, e il suo lavoro, un anno e mezzo fa’ o scoperto che la moglie non sapeva di questa relazione facendo una scenata incredibile, lui mi diceva che ha sbagliato e che ora sta vivendo nel chiaro assoluto, ma ancora tutt’ora non ha il coraggio di portarmi e presentarmi nel suo paese famiglia compresa, come la sua compagna, si giustifica dicendo che non ha piu’ a che fare con nessuno, da quando si è separato e che non vogliono accettarmi, ma non è giusto che lui comunque lavora fa il padre e ha dei colleghi e conoscenti che non conosco, e soprattutto è normale che non mi presenti ai suoi figli e che non ci provi neanche a fare una uscita anche solo come amici?
    si giustifica dicendo che il piccolo ha delle reazioni violente solo se cerca di parlargli e l’altra di 20 gli dice che ha accettato ma vuole starne fuori.
    da giugno di quest’anno abbiamo trovato casa insieme ancora una volta per problemi suoi fiscali dice che non puo’ chiamarsi residenza,
    come dovrei comportarmi e cosa devo pensare?
    sono frustata, anche perchè mi accusa di non stargli vicino e di non essere comprensiva, e non sono una buona mamma responsabile!!
    la prego mi dia un consiglio!

    • Gentile Signora,

      ricevo dalle sue parole l’impressione di una mancanza, di un vuoto presente nella sua vita. A volte ci aspettiamo dagli altri o dagli eventi una risposta, una pienezza che dipende invece da noi e si costruisce a partire dal chiarire a noi stessi ciò che vogliamo veramente.
      Non sia lei la prima a ritenersi poco comprensiva e irresponsabile e si dia da fare per conoscere se stessa. Come sempre il rivolgersi ad esperti può aiutare, almeno per sgombrare il campo da fraintendimenti e reciproche accuse.
      Buon cammino!

  32. alessandro ha detto:

    Salve,le ho scritto sei mesi (8 maggio)fa per esporle la situazione tra mia figlia e la mia compagna,ebbene dopo 6 mesi di tentativi mia figlia continua a rifiutare la presenza della mia compagna e a dire che la odia…ora per me la situazione è ormai insostenibile,questo vivere a metà non ha più senso ormai….Cosa devo fare? Imporre la cosa ?Intanto la casa l’abbiamo comprata e intenderemmo viverci insieme,la prego mi aiuti.

    Alessandro

    • Gentile Alessandro,

      mi dispiace che la situazione non sia cambiata. Ritengo che un consulente famigliare della sua zona potrà essere d’aiuto, sopratutto per chiarire le motivazioni di tanto odio.
      In ogni caso le grandi scelte della vita (come iniziare una nuova convivenza) non devono essere demandate ai figli. Faccia le scelte necessarie, senza rinunciare al dialogo franco con sua figlia, per condividere e non per convincere.

  33. Recita una poesia di Alda Merini:

    Io sono certa che nulla più soffocherà la mia rima,

    il silenzio l’ho tenuto chiuso per anni nella gola

    come una trappola da sacrificio,

    è quindi venuto il momento di cantare

    una esequie al passato.

    Credo che i presupposti per essere felici ci siano tutti e siano contenuti nel vostro desiderio di amare e nel senso di responsabilità che vi caratterizza.
    Vi sono tante famiglie nuove che vivono serenamente e tanti figli che crescono bene, non perché papà e mamma abbiano rinunciato a sognare (tale scelta sortirebbe un effetto contrario), ma perché hanno rinunciato a guardarsi in cagnesco o a serbare rancore o a nutrire invidia nei confronti dell’altrui felicità. Tanti figli crescono bene perché dalla crisi sono nate nuove opportunità, nuove occasioni di incontro e di conoscenza.
    La scelta dei genitori di essere felici coinvolge i figli e li espone ad altrettanta felicità, anche perché i “rapporti civili” tra adulti, che sono già qualcosa, potranno maturare e divenire rapporti di stima e reciproco rispetto.

    Grazie per la Sua lettera!

  34. Giulia ha detto:

    Buongiorno,
    ho 36 anni, separata da oltre cinque in attesa di omologa del divorzio, un figlio di 8 anni che vede regolarmente il padre con il quale ho e ho sempre avuto un rapporto civile.
    In fase di separazione è stato miracoloso l’aiuto di un terapeuta familiare che mi ha insegnato come osservare mio figlio e del resto lui era talmente piccolo che non ricorda la nostra vita a tre. Insomma, il bimbo è sereno, va molto bene a scuola nonostante la vivacità talvolta incontenibile, vede regolarmente anche i nonni e gli zii paterni e la compagna del padre, che frequenta da sei mesi dopo la nostra separazione.
    Io dopo tanti anni di beata solitudine e vita da single impenitente ogni volta che il bimbo era dal padre, a Natale scorso un uomo meraviglioso mi ha fatto innamorare. Abbiamo volutamente tenuto il bimbo fuori dalla nostra storia e siamo usciti in tre soltanto in primavera. Mio figlio non ha mai fatto problemi, per il mio compagno invece all’inizio è stata dura ma poi piano piano le cose sono partite, tanto da fare due settimane di ferie insieme in campeggio. Adesso ci vediamo abbastanza regolarmente quando il bimbo è con me, non sempre perché abbiamo anche altri impegni, ci vediamo sempre quando invece il bimbo è con il padre.
    Io sono innamorata, sono amata, sono serena ma fare i fidanzatini inizia a starmi stretto. D’altro canto la paura di fallire nuovamente mi impedisce di prendere decisioni “importanti” (con mio ex marito sono stata dieci anni), ho paura di far male a mio figlio se dovesse finire, e di far male a me. So che né tempo né rodaggio danno certezze perché le certezze non esistono nei sentimenti.. però vorrei essere rassicurata che una nuova convivenza non è avventata, che ci sono i presupposti per essere felici. Il mio compagno ha detto che non vuole forzarmi, che io come mamma devo scegliere cosa fare e che anche lui ha paura di sbagliare ma non vuole perdermi.
    Me la fa un’iniezione di coraggio o di incoscienza?
    Grazie, Giulia

  35. Anonimo ha detto:

    Salve, sono la mamma di un bimbo di tre anni e dopo quasi dieci ani di matrimonio un anno e mezzo fa io e mio marito ci siamo separati. Il nostro figlio si è adattato bene a questa nuova situazione, anche perché era molto piccolo e cresce con tanto affetto da parte di entrambi. Abitiamo abbastanza vicino e abbiamo l’affido congiunto. Da circa tre mesi la situazione è cambiata, con l’arrivo in casa del papà della nuova compagna e dei suoi due figli (2 e 7 anni). Ammetto che accetto a fatica questa situazione, non tanto per la relazione di coppia, che ritengo ormai finita, ma per la difficoltà ad accettare che sia un estranea – lo è per me – ad occuparsi di mio figlio nella casa del papà. Di fatto ai compiti giornalieri (andare a prendere i bambini a scuola, la cena, le facende di casa relative ai figli) bada soprattutto la compagna, mentre mio ex marito torna tardi dal lavoro. Se non mi piace questa situazione, ho capito che legalmente c’è poco da contestare, tranne in caso di “abbandono” da parte del padre ma così non è.
    Vorrei chiedeLe questo consiglio: mi piacerebbe conservare un piccolo spazio, un incontro regolare, magari una volta alla settimana, o una volta ogni due, tra me, mio figlio e suo padre. Porebbe essere accompagnarlo insieme a un’attività (piscina o altro), vederci in un parco, vedere un cartone animato insieme, studiare, parlare, insomma un piccolo spazio in cui il nostro figlio potrebbe essere insieme a suo papà e a sua mamma. Credo che farebbe piacere al bimbo, che qualche volta chiede di “mamma e papà”, seppur abbian ben chiaro che la famiglia di papà ormai è un’altra. Tuttavia mio ex marito ora si rifiuta di farlo, sostenendo che ha sentito dire che potrebbe essere dannoso per l’equilibrio del figlio. Mi chiede invece di andare ad inserirmi nella ‘loro’ famiglia, cosa che gradualmente cercherò di fare, anche se non è semplice. Lei pensa che sia del tutto sbagliato offrire a un figlio di genitori separati uno spazio in cui possa frequentare, serenamente, entrambi i genitori da soli?
    grazie

    • Gentile signora,

      l’impressione è che lei voglia giustamente affermare il proprio ruolo materno. Da ciò che scrive, pare tuttavia che non ve ne sia necessità: il bimbo, circondato dall’affetto dei genitori, sa bene chi sono mamma e papà. Aggiungo che il compito della compagna del suo ex-marito, se svolto con equilibrio (e immagino per un tempo limitato), non può essere che di arricchimento per suo figlio.
      Per quanto riguarda la sua proposta di “tempi condivisi”, mi pare prematuro: è sicura che il bimbo, godendo della presenza continuativa di entrambi i genitori, non sia portato a sperare in un ritorno allo status quo ante? Speranza che sarebbe delusa ben presto dal fatto che la vostra relazione affettiva si è definitivamente conclusa. Positivi invece tutti quei momenti di vita famigliare e non (comunione di un cuginetto, future feste scolastiche, ecc.) in cui papà e mamma vivono insieme i momenti importanti del bambino.

  36. Anonimo ha detto:

    salve sono una donna di 35 anni separata con 2 figlie di 10 e 6 anni ,ho un compagno da quasi 3 anni il quale a sua volta ha una figlia di 5 anni lo conosciuto che lui era gia separato.Questa bambina nn sa niente di me e delle mie figlie della quasi convivenza con il padre ,perchè la madre dice che potrebbe avere problemi psicologici conoscendomi (la bambina è sanissima)inoltre lo ricatta dicendo che se me la fa conoscere lei cambia città e nn gliela fa più vedere anche se nn so fino a quando lo potrebbe fare visto che hanno l’affido congiunto,giustamente lui va in panico e dice ch edobbiamo aspettare che la bimba cresca ancora un pò.Io vorrei chiederle se è vero che questa bambina e piccola per sapere? (anche se la mamma le dice che il papà nn ce perchè è con me)e se nn è cosi come si dovrebbe comportare il padre cosa mi consiglia come iniziare questo rapporto? inoltre vorrei sapere se è giusto che le mie figlie debbano sapere tutto di questa bambina e dirle nn la potete conoscere.

    • Gentile signora,

      le domande che lei pone contengono già la risposta: non è giusto. Non è giusto fare ricatti; non è giusto far pesare ai figli la relazione consolidata del papà con un nuova compagna, non è giusto tenere nascoste le cose ai figli (quando questi sanno spesso ben più di quello che possiamo immaginare). Proprio perché si parla di una “quasi convivenza” consolidata, quella bambina potrebbe essere gradualmente messa a parte del nuovo affetto del papà, con tutte le cautele del caso. La domanda non è quando informare i figli di una nuova relazione, ma perché due genitori continuano a vivere un conflitto che non può che avere ripercussioni sulla crescita dei figli.
      Consigli al suo compagno di rivolgersi a un mediatore, con la speranza che anche la madre della bimba possa condividere questa scelta.

  37. Gentile Vera,

    la situazione che descrive è complessa. Da una parte una bambina che soffre per la separazione dei genitori e la lontananza del padre (la scelta di cambiare città non è stata senza conseguenze). Dall’altra il desiderio di formare una nuova famiglia e di cercare un figlio. Non è sbagliato volere guardare in avanti da parte degli adulti ma è anche da comprendere lo sguardo della bambina rivolto a ciò che è stato e il fatto che possa vivere come un tradimento la partenza del padre.
    Non credo che lei possa fare più di quello che sta facendo.
    Il papà dovrà con pazienza coltivare il rapporto con la figlia (oggi la tecnologia favorisce rapporti a distanza che possono aiutare) e rassicurarla riguardo il proprio affetto. Anche l’arrivo di un fratellino dovrà essere preparato, rendendo il più possibile partecipe dell’evento la figlia.
    L’auspicio è che anche la madre della piccola voglia collaborare alla sua serenità, superando i rancori.

  38. Vera ha detto:

    Buongiorno, ho 34 anni e da 2 anni convivo con il mio nuovo compagno , separato e padre di una bambina di 11 anni, che, ad oggi, trascorsi 2 anni dalla separazione legale non vuole vedermi e non vuole in alcuna maniera interagire con me. La ns è una relazione seria, ormai consolidata , purtroppo non accettata dalla sua famiglia, ma comunque una relazione alla cui base c’e’ un forte sentimento e vorremmo entrambi costruire una nuova famiglia. LA bambina non abita vicino a noi, poiche’ lui dopo la separazione si è trasferito nella mia città, trascorre con lei 1 week end ogni 15 gg , a casa dei nonni. Inutile dire che passati 2 anni trovo questa situazione insostenibile sia per me, che per lui, ma soprattutto per noi come coppia. Lui soffre di questa situazione, ma altrettanto io , che ho la sensazione di vivere qto rapporto a meta’, come se mancasse qualcosa.
    Il problema è che lei si rifiuta categoricamente di vedermi o di incontrare e stare con il padre se ci sono io, piuttosto ci rinuncia.
    L’altro grande problema è che , a parer mio, lui ha semrpe troppo assecondato questi capricci , non insistendo mai.
    Abiamo provato piu’ volte ad organizzare qualche incontro, ma non è mai andato a buon fine , una volta la bambina si è fatta riportare indietro a meta’ strada, le altre non ha voluto vedere il padre xche’ c’ero io.
    Ho sempre ritenuto che non ci fosse un tempo giusto o sbagliato per presentare la nuova compagna al proprio figlio, ma da qualche parte penso occorra pur cominciare, ma adeguarsi semrpe e solo ai NO della figlia che ormai durano da 2 anni lo trovo inaccettabile.
    Sicuramente questa bambina ha subito tutti i commenti negativi della madre, che quasi certamente le avra’ inculcato che il padre si è separato e se n’e’ andato x colpa di questa donna (io) , cosa x altro non vera, e ora questa è la situazione che non riusciamo piu ‘a fronteggiare e ci sta allontanando.
    Ho sempre lasciato tutto lo spazio necessario a padre e figlia, senza mai intromettermi, sono sempre stata paziente , ho accettato questa alternanza dei week end rimanendo sola, anche durante le feste (parecchi natali passati da sola xche’ lui doveva trascorrerlo con la fglia) ma a 34 anni mi sento schiacciare da questa cosa e non vedo una soluzione, visto che in 2 anni nn è riuscito a inserire qta bambina nel ns rapporto.
    Mi da’ un consiglio su come mi devo comportare e cosa è giusto che io faccia?Anche perche’ vivo nel timore che nel momento in cui arriva un altro figlio,che x altro con molta fatica stiamo cercando , la cosa possa degenerare da parte di questa bambina, non accettando il nuovo fratello e possa non voler piu’ avere un rapporto con il padre,
    Ho bisogno di un serio consiglio
    La ringrazio infinitamente.
    Vera

  39. Gentile Anna,

    sembra proprio che questa ragazza sia gelosa del papà e magari stia ponendo in atto qualche rimostranza per non avere saputo subito della nuova relazione.
    Quello che lei può fare è di non porsi su un piano di contrapposizione; non esiste – se non la si voglia – alcuna necessità di aut aut. Con i figli e, a maggiore ragione con una diciottenne, occorre percorrere la strada del dialogo e dell’educazione al reciproco rispetto (“la figlia può fare di lui ciò che vuole”?), ma di ciò è responsabile il suo compagno.

  40. anna ha detto:

    Buongiorno sono una 40enne separata da 5 con due figlie maggiorenni. da circa un anno frequento assiduamente un uomo di poco piu grande, separato da quasi due anni, con due figli. Il problema è rappresentato da sua figlia di 18 anni e lo avverto ora più che mesi fa. Lui è sempre stato un padre premuroso che ha cercato di non far “pesare” troppo le conseguenze della separazione ai figli. separazione voluta dalla madre con cui i figli stanno per la maggiore. vivono con lei nell’appartamento superiore al padre.La ragazza ad un mese dall’inizio della separazione ha saputo di me, il padre le ha prima nascosto la mia identità, poi con le dovute cautele le ha detto la verità. Da allora la ragazza non mi ha dato pace. Nel momento in cui mi vede con il padre si esibisce in effusioni poco consone alla sua età e ai luoghi in cui le manifesta. Il padre acconsente perchè dice che la figlia puo’ far di lui ciò che vuole e lui non le dirà mai di star ferma. ogni mese una storia per scviocchezze ma che comprendono sempre sua figlia. ciò che lui sbaglia è soprattutto il fatto che cerca di sostituire la propria presenza con i soldi. la sta viziando alla grande. Ho capito che l’unica che pagherà le conseguenze del loro “affetto” reciproco sono io. Sono accusata di essere gelosa e questo mi manda in bestia. Sono tre volte che mi lascia e poi torniamo insieme. Io non mi sento libera di esprimere un mio parere e vengo pure accusata ingiustamente. I figli li ho anch’io e non vorrei mai che i figli soffrissero ma vedo chiaramente che qui c’è la netta dipendenza di un padre per la figlia. Questa volta non so se vale la pena insistere per tornare con lui. Eppure ha sempre detto che sono la sua vita…mi dai un consiglio?

  41. Gentile Sabrina,

    non c’è motivo di mettere a repentaglio una relazione che per lei è stata una “rinascita”. D’altro canto suo figlio ha tutto il diritto per nutrire una certa antipatia (come un domani avrà il diritto di cambiare parere).Noi adulti a volte chiediamo che le nostre scelte siano condivise immediatamente dai nostri figli. La relazione è iniziata “solo” sei mesi fa e non è semplice per un ragazzo aprirsi ad una “nuova famiglia”! Forse l’antipatia nei confronti della ragazzina nasconde altri rifiuti …
    In ogni caso, goda appieno di questo rapporto, senza pretendere adesioni incondizionate. Piuttosto sia sempre disponibile al dialogo e, di concerto con il suo ex-marito, pronta a cogliere segni di disagio nei figli. Soprattutto il più grande, per l’età e per gli atteggiamenti manifestati in passato, avrà bisogno di un occhio di riguardo, magari beneficiando del consiglio di un esperto e attivando la rete di adulti di riferimento (parenti, insegnanti, ecc.), senza alcun allarmismo.

  42. Sabrina ha detto:

    Buon giorno dottore, ho 40 anni, sono separata e ho due figli, 13 e 7 anni, entrambi maschi. Il mio ex qualche mese dopo la separazione era letteralmente “scappato” a 60 km con una donna conosciuta in chat, con 2 figli, imponendo la nuova famiglia dall’oggi al domani. La reazione di mio figlio grande, che è sempre stato più legato al padre, è stata di totale rifiuto, sia verso la compagna che verso i figli. Ha avuto anche disagi psicologici, mai appianati. Ho anche chiesto consulenza a uno psicoterapeuta, ma penso la cosa sia stata sottovalutata.
    Dopo un anno (circa lo scorso agosto) il mio ex marito ha interrotto la relazione. Il grande ha avuto un totale rifiuto nei miei confronti e un atteggiamento oppositivo, e ne è seguito un attaccamento morboso con il padre.
    Da sei mesi ho una relazione con un uomo davvero speciale. Il mese scorso lui lo ha conosciuto e ha probabilmente visto una nuova figura maschile diversa da quella paterna. Piano piano il rapporto con il padre si sta ridimensionando e sta recuperando quello con me, con il mio nuovo compagno ha un rapporto giocoso e di stima, anche se gli faccio sempre presente che papà è papà.
    Il mio compagno ha a sua volta due figli, la grande 11 anni e il piccolo sette, con i quali mi trovo bene.
    I due piccolini tra loro (entrambi maschi) si trovano benissimo, il problema reale sono i grandi, la sua si è presa una cotta (pare) x il mio che peraltro la trova antipatica… e da qui sono scaturiti i conflitti. Sua figlia ha iniziato a provocare il mio, che reagisce in modo aggressivo (verbalmente si intende).
    Dovevamo anche partire in vacanza insieme, ma abbiamo rinunciato x ovvie ragioni. Ora abbiamo pensato di farli di nuovo incontrare ma in lassi di tempo molto limitati, di puntare sul fatto che la nuova situazione comunque presenta molti lati positivi x i ragazzi, e di fare presente che se le cose tra loro due non si appianassero saremmo costretti a vederci senza i figli, almeno x un po’. Cosa mi può consigliare? Non voglio rovinare il rapporto che
    per me è stato una rinascita, ma non vedo possibilità di crescita se i ragazzi non imparano almeno un pochino ad andare d’accordo.
    La ringrazio infinitamente
    Sabrina

  43. Tonino ha detto:

    Salve Dottore,
    io e mia moglie ci siamo separati definitivamente, dopo un periodo molto travagliato a febbraio di quest’anno.
    Io frequento la mia nuova compagna da più di 6 mesi e a luglio abbiamo cominciato a convivere nonostante le difficoltà.
    Ho due bambini piccoli, uno di 4 anni e uno di 7 mesi. Il “grande” conosce già la mia nuova compagna e vorrei, di tanto in tanto, poter uscire con la mia compagna e con i due bambini presentandola come un’amica e con il giusto distacco necessario a preservare i ruoli.
    La mia ex-moglie si mostra contraria all’idea per via (ritengo io) della sofferenza causata da me nei suoi confronti ma non esclude che in futuro questo incontro possa avvenire.
    Nel frattempo sono costretto a dover far dormire la mia compagna altrove se voglio tenere i miei figli con me e ho paura che questa cosa possa rovinare i rapporti con la mia attuale compagna. La mia compagna prova a essere comprensiva ma non sempre ci riesce in quanto la distanza ci fa “soffrire”.
    Il rapporto con i miei figli (in particolare con il grande) è molto buono e confidenziale, costruito con il tempo e con l’amore che ho voluto dare a loro.
    Vorrei avere un suo parere sulla situazione. Spesso, la difficoltà della situazione mi fa disperare.

    Tonino

    • Gentile Tonino,

      anche se la situazione che vive non è semplice, non ci sono motivi per disperare. Tenga conto che ha al suo fianco una persona che le vuole bene e due figli con i quali ha un ottimo rapporto. Inoltre, cosa non secondaria, una ex-moglie che si mostra comunque comprensiva, anche se attualmente accusa la sofferenza della separazione.
      Per poterle dare un consiglio sarebbe utile conoscere il tempo che i suoi figli trascorrono con lei. In ogni caso, ed è il consiglio generale che offro a tutti, ritengo che soprattutto nel periodo successivo alla separazione sia opportuno che il tempo trascorso con i figli sia davvero a loro dedicato.
      Penso che la sua attuale compagna, proprio perché le vuole bene, agevolerà in tutto il suo compito di padre. E godrà poi appieno del tempo che dedicherete a voi stessi.
      Se permangoni i problemi, potrà essere utile consultare un bravo mediatore familiare della sua città.

  44. Gentile Ally,
    Le propongo di vedere le cose dal punto di vista del bimbo che nascerà. E’ questo bimbo che ha il diritto di relazionarsi al padre, tanto più che questi “ha accolto la notizia con gioia” e quindi ha intenzione di essere presente alla nascita e – ritengo – anche successivamente. Agevolare questa presenza, il più possibile continuativa e costante, permetterà al bambino di “riconoscere” il papà.
    Sicuramente il Suo compagno avrà un ruolo importante e sarà una figura di riferimento importante per il bambino.
    Intanto viva con serenità la gravidanza!

    I migliori auguri

  45. Ally ha detto:

    dottore Buongiorno!
    alla fine di febbraio me ne sono adata di casa dopo una convivenza di 10 anni. Ho scoperto però di essere incinta e ho deciso di tenerlo. Il padre naturale ha accolto la notizia con gioia, e il bambino nascerà a fine Ottobre. Il mio problema è come è possibile gestire la cosa senza ledere i diritti e le sensibilità di nessuno. Essendo che il bambino non è ancora nato fino a che punto il padre naturale ‘ha dei diritti’? (non perchè questo mi spaventa, ma xchè quando dite che il padre è il padre, e i nuovi compagni no, vorrei capire in pratica cosa comporta: per il bene di tutti anche del papà naturale) Io frequento un nuovo compagno e vorremmo concludere la mia gravidanza con l’inizio della nostra convivenza. Ma il neonato riconoscerà lui come ‘figura paterna’ semplicemente perchè vicino a me, e magari quando il padre naturale avrà dei contatti con lui, il bambino non lo riconoscerà. Posso spiegare tutto al bambino, ma quando, lui comprenderà questa differenza? e come reagirà? posso creare in un certo qualmodo qualche problema al bimbo? E’ un’interrogativo che ci poniamo tutti e tre, tanto da pensare addirittura, per il bene del bambino di non continuare la relazione fra me e il mio nuovo compagno. La situazioen è difficilissima e delicatissima da gestire, e io sono molto confusa. Chi il bambino potrà chiamare papà? Qunado nasce, chi ci potrà essere? Quando sarà un lattante non sarà di certo il papà naturale ad alzarsi la notte, anzi è probabile che oltre a me lo faccia il mio nuovo compagno……Grazie!

  46. eleonora ha detto:

    Prima di tutto grazie della Sua attenzione; riguardo alla prima domanda, il mio ex marito ritiene che le bambine siano state vittima e traumatizzate da mie scelte troppo rapide. Anche la gelosia ha una sua parte in questo, dato che non ha minimamente accettato la separazione e lo dice chiaramente.

    Per quanto riguarda i sentimenti delle bambine, la figlia adolescente ha molto spazio di dialogo con me, e molte difficoltà con il padre, anche precedentemente alla separazione. Mentre la piccola ha un ottimo rapporto anche con il padre, e a mio parere, risente soprattutto del fatto che il padre non accetta quei momenti di condivisione con me ai quali lei tiene tanto: l’entrare in casa quando le viene a prendere, fermarsi o chiedere a me di fermarmi per offrirmi un caffè…si sente libera di esprimere i suoi pareri e sentimenti, e li riferisce in modo piuttosto diretto!

    La figlia del fidanzato in tutto questo, è quella più gioiosa proprio per carattere: ha una modalità di relazionarsi molto ‘vicina’ anche fisicamente: abbraccia le mie figlie, si accoccolano insieme per guardare la tv, e lo stesso fa con me. Credo che nei giorni che passerà con il padre riceverà le attenzioni solite, un po’ come quando trascorriamo la domenica insieme…

    il mio dubbio in fondo è questo: ci sono degli elementi che nn ho considerato e che mi segnalano che è ‘troppo presto’?

    Grazie,
    Eleonora

  47. eleonora ha detto:

    Buonasera, ho letto con interesse i commenti della sua rubrica, e le espongo la mia situazione. Sono stata sposata per quasi vent’anni e separata da gennaio. La scelta della separazione è stata molto meditata e molto sofferta, per il mio timore di nuocere alla serenità delle bambine. Ho informato il mio ex-marito della decisione di separarmi nel maggio del 2010, mentre la coabitazione è cessata all’atto della firma della separazione legale, nel gennaio 2011.
    Le bambine hanno una 7 anni e l’altra 15.
    Ho conosciuto il mio attuale ‘fidanzato’ nell’ottobre scorso, e da marzo ad ora, trascorriamo del tempo anche insieme alle nostre bambine. Per quanto riguarda la figlia adolescente, l’ho subito messa al corrente che per me si trattava di una persona speciale, e che avrei voluto lei la conoscesse, perchè il suo parere lo giudicavo molto importante. A lei è piaciuto subito. Nei rari momenti in cui sono insieme solo loro due, lei si apre e si confida con lui sia rispetto alle sue esperienze scolastiche che anche sentimentali. Lui ha assumto un po’ il ruolo del’compagno-alleato.. la piccola sa che lui è un amico, anzi, prima di tutto dice che è la figlia di lui ad essere sua amica – ha dieci anni- e di conseguenza è molto felice dei pomeriggi che passiamo insieme. In queste ‘uscite’ sono anche presenti altre amichette, dell’una o dell’altra, e traggono molta soddisfazione dai loro giochi.
    e’ venuto naturale pensare a delle vacanze insieme. seppure, com’è superfluo dire, alloggeremo in due cabine separate, le bambine sembrano entusiaste dell’esperienza della crociera e fanno progetti insieme. Il problema è il mio ex marito, che si è opposto fermamente, in quanto ritiene che le bambine ne soffrirebbero. Le dico sinceramente, abbiamo cercato di fare il tutto in modo molto naturale e giocoso. Io personalmente lavoro nel suo stesso campo, ma sa, a volte non si vedono i propri errori, perchè si è troppo coinvolti. Pensa sia prematura una vacanza insieme? Riguardo al mio rapporto con quest’uomo, lo giudichiamo piu’ che stabile, e in perfetto accordo abbiamo riflettuto sui modi e sui tempi degli incontri con le nostre figlie. Grazie dell’attenzione, Eleonora.

    • Gentile Eleonora,

      mi limito a porre alcune domande con la finalità di aiutare a guardare le cose “a distanza”, non certo di offfuscare un quadro che appare senza ombre.

      Perché il Suo ex-marito ritiene che le figlie soffrirebbero? Una sorta di gelosia oppure ha intravisto elementi che potrebbero esserLe utili?
      C’è lo spazio, nella rapidità degli eventi e nella originalità dei progetti, perché le Sue figlie possano esprimere i propri sentimenti?
      Qual è il punto di vista della bimba di dieci anni, figlia del fidanzato? Riceverà tutta l’attenzione necessaria, nei giorni che trascorre con il padre?

      Cordialmente

      E.M.A.

  48. Veronica ha detto:

    Egr Sr Amico

    Per quanto a me riguarda, spiego la cosa che non trovo bene.
    Spesso leggo che sia un figlio o un ex via i figli condiziona le nuove scelte. Secondo me per l’unico che devono venir tutelati i bimbi è contro pedofili, aggressioni fisiche e psicologiche e contro loro stessi quando saranno liberi di muoversi ma per una nuova famiglia o compagni mi sembra un po ridicolo, perche non s’insegna ai ragazzini a vedere le relazioni affettive con naturalità senno con un processo di manipolazioni e giudizi e delle volte decisioni prese da loro perche son loro che devono essere felici, cosa che assolutamente non è valido perche anche chi è adulto ha diritto alla felicita, e il bambino deve fare il bambino non il giudice o il pettegolo, e questo ultimo è una violazione alla privacy, perche io mi trovavo a sentire questa ragazzina di mio ex che andava a casa della madre e raccontava che si fa che no e se papa la vedeva insieme a me lei lo accusava, e io mi dico questa bambina come tanti altri sono usati dagli ex come armi giacche essendo minorenni non processabili, per trasportare informazione personale e questo è un reato. Io credo che un bambino li basta un discorso serio e sincero per capire che è scelta di papa o mamma una cosa e via.
    Io mi chiedo loro hanno una vita davanti e per la plasticità dei loro sentimenti se papa o mamma sono con uno o altro a loro alla fine solo interessa e deve interessare fare i bimbi da piccoli, li adolescenti quando sono adolescenti e grandi quando saranno grandi ma le scelte di mamma e papa non si toccano. Quello che è peggio la nuova famiglia viene abbandonata ogni tot di giorni alla settimana perche lui/lei deve vedere il figlio cosi da soli, e questo è gottesco e orrendo nel confronto di chi ti ama e con chi stai crescendo una nuova vita…
    Obbligare queste separazioni perche ce un bimbo lo trovo deludente, una cosa è curarli e tutelarli ma altra lasciar di vivere per loro, perche loro un giorno spiccheranno volo e addio e tutto cio che hai fatto viene cancellato.
    Penso che se sei deciso ad essere felice prima di tutto dai un bel posto al tuo nuovo/a compagna e poi il ragazzino avra un suo posto e tempo in casa nuova, ma non è ne deve diventare la ragione del perche ci sto o no con una persona.
    Gli adulti che siamo stati o siamo insieme a chi ha questa situazione ne soffriamo di piu di questi bambini perche se lei lo guarda bene nel mondo i ragazzini di genitori separati son solo capricci e vizi per i sensi di colpa dei genitori che tutto lo danno per sentirsi appagati verso di loro e non pensano che alla fine li rovinano, se poi dopo li dai a capire che via loro o loro stessi hanno il potere di decidere la vita di chi sta vicino a un genitore separato, li fanno diventare la vita un inferno e poi io mi chiedo perche?papa e mamma non stanno piu insieme da oggi in poi avro tanti amici ma forse un giorno uno di questi amici potrebbe fare parte della mia vita permanente basta.
    Oggi sono con A e papa sta con B e se poi finisce uno o l’altro o tutti e due devono saper fargli capire che le cose iniziano e finiscono ma i bimbi piccoli l’affetto che hanno è molto ma molto elastico.
    Percio non sono egoista ne cattiva ma voglio far notare che questi genitori separati prendano in conto che anche chi vi sta accanto soffre e rimane anche malissimo per queste situazioni, perche poi si perde un sacco di tempo a rincorrere se li va se no, se si puo se no e non è un bimbo o i capricci degli ex che decidono ma anche avere il cuore di non tirare dentro le loro situazioni particolari piene di dilemmi a chi non merita il dolore…perche poi il bimbo per quello che a me tocca dire per esperienza solo pensano a loro stessi…e perdere tanto tempo si perde salute vita e gioventu e quelle a nostra eta non torna…perciò per me una buona seduta coi bimbi dare un discorso sereno e serio facendoli capire con tranquillità il bello di amare e avere a chi amare poi il resto la vita dira…li fai sentire grandi parte della tua vita e scelta e senno informati della storia ma non se non vuoi va bene, se ti va, va bene ecc
    Beh spero essermi spiegata e che qui ogni tanto ci sia chi anche si metta la mano al cuore e non dimentichino che non va bene tortura a chi ti da la vita

  49. Gentile Veronica,

    è evidente l’amarezza nel raccontare la Sua storia personale. E anche l’attenzione che giustamente pone sul pericolo delle manipolazioni…

    Non mi è altrettanto chiaro su quali punti Lei si trovi in disaccordo. Per esempio, non ho mai detto che i figli debbano decidere del futuro dei genitori nè ricordo di avere letto qualcosa al riguardo nei commenti dei lettori. Ribadisco in ogni caso che prima di coinvolgere i figli piccoli in una nuova relazione, occorre essere abbastanza convinti di quello che si vuole fare, senza naturalmente pretendere alcuna certezza matematica riguardo gli esiti. Poi d’accordo con Lei sul discorso del rispetto, ecc.

  50. Veronica ha detto:

    Buongiorno,
    Da un pò leggo questo blog e trovo delle cose nelle quali non sono d’accordo. Io a 42 anni non metterei mai in mano di un minorenne la decisione della mia felicità e futuro. Purtroppo i ragazzini di relazioni distrutte sono e saranno distrutti perche i genitori stessi creano delle piccole macchine manipolatrici e manipolabili. Il nuovo/a compagno/a non ha la colpa delle scelte sbagliate del passato di una persona perciò credo sia una risposta molto immatura dire presenta e chiedi ai figli se va bene o no, e trattare da primis una persona come appestato quando questa solo vuole fare una vita e una famiglia e farti più felice, e trovo orrendo che tutto ciò che corre dietro te (figli compresi) del tuo passato pesando e non aiutando, fanno rischiare il tuo secondo fallimento…si vive una sola volta e si deve cercare di farlo felice al più possibile.
    Ci sono secondo me una serie di domande che queste persone si devono fare prima di accedere alla vita di un’altro adulto dopo la strage vissuta in passato con un matrimonio fallito e figli in mezzo tra i piedi.
    a. Sono pronto per una nuova storia, per essere veramente FELICE?
    b. Voglio veramente dare un posto nella mia vita al nuovo/a arrivato/a senza che un figlio sia ragione per farlo o no?
    c. Sono in grado di far rispettare mia nuova vita sia del figlio che del mio ex partner senza creare disaggi per la MIA felicita e del mio/a compagno/a sapendo creare un ambiente sano per il figlio/i e per il nuovo/a arrivato/a
    d. So dare spazio e rispetto a chi entra nuovo/a nella mia vita?
    Purtroppo ho vissuto una situazione che mi ha colpito moltissimo al grado che per stare bene son dovuta finire in mano di un psicoanalista. Io non dico che un figlio non sia importante pero quel figlio di una relazione sbagliata non può diventare l’inferno di una nuova vita. Questi ragazzini qualunque cosa facciano i genitori alla fine solo per raggiungere qualsiasi scopo (soldi, macchina. motorino,vestiti firmati, viaggi ecc) faranno dei commenti anche senza senso, perche se hanno il nuovo partner male se non ce l’hanno male, basta che papa e mamma mi danno quel che esigo, poi voi fatevi cavoli vostri, perche purtroppo la società attuale giovane è cosi egoista e interessata!
    Nel mio caso dopo anni di stare insieme a un papa di una bimba oggi preadolescente ma sempre con tutto che li è dovuto e vizi senza fine, e manipolatrice e manipolata dalla madre e del suo amante (uomo che si è intromesso tra madre e padre,ragione della separazione, per quello lo chiamo amante) quando me ne sono andata stanca della situazione la bimba che tanto mi abbracciava e baciava e diceva menate varie che ti voglio bene e faceva disegnini ecc non ha fatto una piega…perciò tutti questi abbracci e cavolate vari erano solo ipocresia di un interesse, che sapeva che io ogni tanto in viaggio per il mondo li portavo regalini poi…addio, una volta si è finito con il padre manco l’importa, anzi papa portami qui portami la comprami qui ecc.
    Li ho persino dato piu attenzione che la madre stessa, che solo sa tapparli la bocca mettendola su un cavallo, mandandola in palestra per togliersela da tra i piedi, dai nonni paterni perche la nonna materna non se ne può interessare meno, dal padre quando ce da fare compiti perche c’ero io che con tre carriere universitarie vissuta per tutto il mondo avevo la capacità di mettermi le ore a insegnarla perche mamma diceva davanti alla figlia che andare in scuola non serve a nulla, e che se fosse per lei manco la mandava più che era meglio se mollava e si metteva a lavorare…che buon futuro vuole per la figlia, ma sopratutto dopo tutto ciò che ho subito dietro per i suoi vizi di mamma”io controllo”ha la faccia tosta di dire io amo mia figlia, aha lo si vede con questo discorso…
    vabbeh continuo, persino più di una volta è finita con me la bimba e la dovevo portare a fare corsi e altro cosi la madre se ne poteva stare con l’amante in giro e a fare le cose che a lei facevano comodo, senza la ragazzina tra i piedi.
    Io purtroppo o fortunatamente vengo da una famiglia dove l’educazione era fondamentale, e son caduta in una situazione e tra gente che andare a scuola, educazione in tavola, educazione igenica era scadente per non dire assente.
    Ho cercato di rimanere da parte sempre, dando il posto e rispetto ai genitori ma la madre diceva al principio alla figlia che io ero come la madre e io subito davanti alla figlia gliel’ho detto la madre sei te e quel lavoro è tuo perciò io son solo la compagna di papa amica di lei e basta se devo farmi carico di lei e curarla e vedere che non si faccia male sarò responsabile senz’altro se me la danno in mano, ma mamma e papa ci son solo uno, cosa che l’amante non è cosi sembra piu il padre lui che lo stesso padre.
    Io mentre,son stata messa sotto torchio, trattata di appestata quando dissi che la bimba preadolescente stava facendo una strada cattiva, mi son sentita dire che ero gelosa e pericolosa mah! Dopo sette mesi che mi hanno banato di vedere la bimba è arrivata una maestra di scuola e li ha chiamato e detto che la bimba era un bulla e che il suo comportamento era un po troppo spinto per la sua età…ma alla maestra non l’hanno banata e detto queste cattiverie, come mai con me si?…tutto perche tra genitori ce sempre sto briciolo di guerretta di potere.
    La madre ha più potere sulla figlia e dopo un pò son rimasta con la bocca aperta perche pure lui mi si è voltato contro manipolato sia dalla figlia e dalla moglie, e dopoche la moglie era una ecc ecc di parolacce ora era una signora e io son passata a fare il posto della ecc ecc
    Beh penso di essere sempre stata molto a mio posto, e mi son trovata piu di una volta a curare questa bambina con febbri alte e la madre che non ci lasciava ne al papa ne a me portarla in ospedale ne dargli nessuna medicina fin che lei arrivava in casa.
    Una volta la bimba con 38 di febbre, la madre ( che taaaanto ci tiene alla figlia) ci ha fatto aspettare dalle 14 alle 19 senza dare nulla alla bimba e io tentando di abbassare la febbre con panni d’acqua fredda, bimba ben viziata avanza dire gli urli e pianti perche si sentiva male.
    Ma non era mia responsabilità però l’ho fatto ho cercato nel mio limite di abbassare la febbre…perche la mamma era a passeggiare col cavallo e l’amante…il papa uomo che trovo oggi per oggi senza “peso” in nessun modo nelle ultime quando lo stavo lasciando l’unico che ha saputo dirmi che non vedeva nulla di male, ma io ricordo che 38 di febbre in un bambino è tanto, e fa male al cervello della creatura, va bene non figlio mio ma è un essere vivente…pero ricordo bene le parole da lui dette quel giorno mentre aspettavamo che lei arrivava dopo pettinare e mettere a nanna il cavallo…le preferirei obviare per rispetto ai lettori, ma le potete immaginare
    Beh questa è una delle tante che mi son trovata a subire, tra altri litigi che dopo ho avuto io con madre e padre e mi hanno fatto vivere l’inferno.
    Da questo io mi chiese ma questo uomo veramente vuole essere felice? io non dico che deve abbandonare la figlia, ma si prendere una decisione nel confronto di una nuova vita, se io ero la nuova compagna,ero da dove si iniziava nuovamente,e si davano le basi per un nuovo futuro, invece sembrava di piu che ero l’amante e la che ero entrata illegalmente nella vita di questo uomo.(cosa che di gia preavviso io lo conobbi due anni dopo che era fuori casa e separato legalmente)
    Qui secondo me si sbaglia a dire che i figli possano essere ragione di scelta della nuova vita dei genitori, non si sa mai se la relazione andrà a buon fine,perciò presentarlo prima o dopo non cambia nulla, qui non è un fatto di presentare o no è di far capire a questi ragazzini che purtroppo mamma e papa non stanno piu insieme, e si faranno vite nuove con persone nuove amen… se dura o no quello non si sa mai, ma la felicita di una persona nuova entrata nella vostra vita non deve essere messa in mani dei figli avuto in precedenza e lasciar cosi che questa nuova persona che non c’entra soffra, non deve pagare con essere trattato come appestato (ti presento solo se)(se fai una mossa o un commentario sbagliato ti tiriamo nel burrone dell’abbandono)(se non mi vai bene pressiono usando il figlio per dimostrarti chi comanda qui) questo è patetico e immaturo…io chiedo solo a tutte queste persone di pensare bene prima di tirare dentro la loro vita un’altra,perche il danno che fate a un adulto è peggio che a un bimbo, perche il bimbo dimentica mentre che l’adulto subisce un danno delle volte irrimediabile e gestira con un lungo dolore e sofferenza una situazione che lo ha denigrato e portato al limite, mentre che i bimbi per quello che ho visto l’egoismo con il quale crescono è al di sopra di qualsiasi cosa e il danno che ho subito io nel cuore anima e salute mentale non ve lo posso descrivere. Dopo essere stata soggetta a pressioni di tutti tipi e cmq rimanere accanto a lui per dimostrarli che sbagliava e che lo amo, finalmente lui sempre permetteva alla moglie decidere su di me, che potevo che no, se dovevo o no, al punto che è venuta a dirmi che dovevo andare via dalla vita di lui sia lei che l’amante, lei si tirava tutti dal suo lato a punta di minacce,usando suo potere sulla figlia e la famiglia con bugie e scorrettezze e io son finita con esaurimento nervoso, a me chi mi ha aiutato? lui che mi doveva tutelare? NO, un psichiatra e tante medicine, e la figlioletta? Bene grazie a dire papi oggi non posso vedetti perche sono col cavallo, oggi vieni piu tardi perche sono in giro con l’amore di mamma tra tante sentite…
    Lui ha dimostrato che dentro non aveva ancora slegato il nodo da lei e dalle sue manipolazioni e usava la figlia come modo di diffendere madre e situazione.
    Di anteprima dico quando lo conobbi lui mando la colpa alla moglie e alla situazione che questa aveva tirato con questo nuovo uomo percio lasciamo perdere la prima descrizione della moglie, che ora son tutte su di me…ora gia rido e ho capito che ero capitata con uno senza “PESO” pero ricordo che nel frattempo io non mi meritavo queste sofferenze, questi maltrattamenti e tutte le cose brutte che ho passato finendo persino a prendere antidepressivi e ansiolitici per riuscire a vivere senza soffrire fin che ho reagito e mollato tutto.
    E poi ai bambini e ragazzi le affezioni durano poco,perche danno per scontato i sentimenti degli altri perche il modo come li crescono è sbagliato perche questi genitori inconsci che danno tutto sia per tenere figlio “contento”, per senso di colpa assurdo ed ex sazio/a alla fine quello che non avete mai nessuno detto ne pensato è la sofferenza alla quale sottomettete il nuovo/a partner, che arriva al vostro fianco per amarvi, e cercare di rifare un vita nuove e felice.
    La ex e i vostri figli quelli son cose vostre e lo gestite voi ma non deve essere fondamentale nella nuova relazione. Le devono gestire i genitori senza disturbare ne fare polemiche nella nuova struttura di famiglia creata sennò andrà di nuovo in fallimento perche si usano questi ragazzini e bimbi per mantenere la manina del ex dentro la nuova vita e cosi non sarete mai felici, e il figlio alla fine solo deve essere felice di vedere il genitore felice e non dare nessun tipo di affermazione o negazione di una cosa che riguarda solo adulti. I ragazzini e bimbi sono molto immaturi per capire i sentimenti e i piccoli hanno plasticita nel loro vivere le cose, perche i genitori si incaricano bene di arrenderli egoisti.
    Se i genitori di una relazione sbagliata,NON sono maturi per staccarsi dalla relazione passata, e cercare di rendersi disponili e responsabile come genitori, sia economico che affettivo del figlio di la, MA viversi la nuova vita e rendere felice la nuova coppia senza far diventare un’inferno, pesare con questa per un passato burrascoso su chi ora ha la base per la felicita, penso sia meglio stiano da soli o cerchino relazioni con gente che diano anche a loro briciole e un inferno.
    Perche dico questo??
    perche alla fine uno se veramente vuole essere felice non mette il figlio ancora come ragione per non dare il posto al nuovo partner, non mette le decisioni del ex per fare le scelte e non si usano i figli per umiliare ne aggredire psicologicamente a chi non c’entra nella voragine che hanno creato questi due, è il figlio di tutti e due e ognuno lo gestisce quando è con se stesso. E dare questa storia di aspetatte presentare il figlio/i al nuovo partner è solo un dilagare una cosa che è palese, ma poi dare a chi ti ha fatto infelice ancora il comando di una nuova vita per se lo/ presento è impensabile mancanza di rispetto per la nuova famiglia.
    Si deve essere maturi per dire si ho un figlio/a ma ho una nuova vita duri quel che duri nessuno ne ex ne figli toccano questo.
    due,cosi si dimostra, e da un posto, a chi ti sta amando e non ha nessun tipo di responsabilità nei casini vari che si sono creati in passato.
    tre, non toccate i sentimenti di chi si avvicina a voi per amore, se dopo li date solo le briciole che vi avanzano, o ci siete pieni per questa nuova persona come quando avete iniziato la prima relazione o rimanete da soli a farvi mettere i piedi da figli ed ex.
    quattro, non seviziate e date posto di seconda mano a chi non ha la colpa, a chi vi da tutto,vi ama e cerca di starvi vicino, si merita tanto o piu rispetto dalla ex e figli, perche i figli faranno la loro vita e voi rimarrete nel Limbo…
    E penso che il miglior modo di educare un figlio è facendoli vedere il rispetto che avete per voi, la vostra felicità, per chi sta al vostro fianco, e forse cosi questi non faranno piu lo sbaglio da voi fatto perche daranno un ottimo valore al sentimento e non impareranno che tutto è questione di manipolazione e sottovalutazione dei sentimenti altrui.
    Grazie
    SCUSATE LA LUNGHEZZA

  51. Gentile Alessandro,

    la situazione affettiva connotata da stabilità e l’età di Sua figlia suggeriscono di affrontare serenamente la situazione mediante un dialogo franco. Se non subito, Sua figlia apprezzerà di essere stata scelta dal padre come interlocutrice su temi importanti e l’autostima non potrà che beneficiarne. In futuro, se lo riterrà opportuno, potrà parlare al padre di ciò che le starà a cuore.
    Parli con Sua figlia e le esponga i propri sentimenti e desideri evitando, ed è il consiglio che do sempre in questi casi, di mettere in cattiva luce la madre.

  52. alessandro ha detto:

    Salve,volevo esporle la mia situazione.
    Separato legalmente da 4 anni,ho una figlia di 12 anni che passa metà settimana con me e metà con la mamma.
    Ho una nuova compagna da 3 anni,con la quale vivo una vita a metà,cioè quando sono con mia figlia non c’è lei e viceversa.
    Ora credo che questa situazione non sia più tollerabile da parte di nessuno,ho presentato mia figlia alla mia compagna,ma considerando anche il “lavoro sporco”della madre,non riesce ad accettarla,ora il punto è questo:devo imporre la presenza della mia compagna o devo aspettare ancora che con calma la situazione migliori?
    Tengo a dirle che la storia con la mia nuova compagna è stabile,stiamo comprando casa,e in futuro vorremmo avere anche un figlio…però non voglio neppure creare troppi problemi a mia figlia..Che devo fare?

  53. Massimo59 ha detto:

    Una richiesta di aiuto.
    Mio figlia di 12 anni mi ha detto che le da fastidio quando la mia compagna, con cui sto da 5 anni, si ferma a dormire da me.
    Mia figlia dice che passa la notte a piangere perchè si immagina che facciamo sesso e la cosa la disturba moltissimo.
    In tutte le altre situazioni comuni (gite, pranzi, cene, cinema, giochi) la presenza dlla mia compagna è bene accetta e sembrano filare d’amore e d’accordo.
    Addirittura mia figlia si vanta col fratello di essere riuscita a farci are pace qualche tempo fa.
    Ma se olo le annuncio che la mia compagna dormirà con me preferisce restare da sua madre piuttosto che trovarsi sotto lo stesso tetto.
    Che atteggiamento devo adottare ? Fermo e deciso (“voglio bene a entrambe ma è un bene diverso e mi comporto diversamente”) oppure accondiscendente (“va bene, non dormiamo insieme perchè ti da fastidio”)
    Grazie mille per qualsiasi consiglio Lei porà darmi.
    Massimo

    • Gentile Massimo, la scelta non è certo così semplice. L’atteggiamento accondiscendente potrebbe significare fare finta che il problema non esista (e si raggiungerebbe una calma solo apparente); l’atteggiamento fermo e deciso potrebbe spostare l’attenzione dalla soggettività di Sua figlia (che pure qualcosa vorrà comunicarLe) all’oggettività di un comportamento adeguato. Entrambi gli atteggiamenti sono legittimi, tuttavia Le propongo di uscire dall’alternanza schematica, per porsi in ascolto; per fare un esempio: qual è il significato che Sua figlia attribuisce alla permanenza notturna della fidanzata del papà? Il pianto notturno, che può essere autentico o meno, sincero o strumentale, cosa esprime del vissuto di questa preadolescente, in riferimento alla sessualità, alle emozioni, ai sentimenti … Potrebbe essere questa un’occasione in cui anche un papà parla con la propria figlia di temi importanti della vita? Ne gioverebbe Sua figlia, nel ricevere il punto di vista maschile e anche Lei stesso, nel conoscere sempre meglio Sua figlia (e crescere nella propria paternità).

  54. alice, vicenza ha detto:

    ho appena scoperto questo sito che trovo fenomenale perchè da mamma separata con bimbo di 7 anni ho legato con un papà separato con due bimbi. siamo molto presi da questa relazione nonostante lui risieda a 50/60 km dalla mia città. essendo lui dirigente medico, mi ha chiesto: “cosa vuoi fare?? tra un pochino cominci a cercarti un lavoro qui?”…io al momento ho glissato….non so come e cosa fare. sono figlia di divorziati e in piena adolescenza ho convissuto con i figli dei relativi compagni…è stata molto dura soprattutto perchè ad oggi ancora ci ostacolano maleducatamente (mia madre nel frattempo è morta e loro padre è in carrozzina dopo tre ictus). non so come propormi ai figli del mio compagno….non li ho ancora incontrati perchè molto gelosi del loro papà (uno è coetaneo del mio bimbo di 7 anni, l’altro ha 9 anni). D’altro canto mio figlio mi chiede quando gli presento il mio fidanzato e non vorrei aspettare troppo perchè temo lui possa pensare che lo sto escludendo da questa mia nuova vita. come posso fare con mio figlio??? come posso fare con i suoi??? grazie, alice

    • Gentile Alice,

      se il rapporto con il Suo compagno è sufficientemente consolidato, non vi è motivo di non presentarlo a Suo figlio, dato che questo è anche desiderio del bambino. In questi casi comunque non si tratta di escludere o meno i figli dalla propria vita, ma dal fare conoscere ai bambini persone che stabilmente potranno essere presenti nella loro vita. Diversamente, alla sofferenza legata alla separazione dei genitori, si aggiungerebbe quella conseguente al venire meno di persone cui si sono affezionati. Dovrà anche tenere presente la necessità di preparare bene Suo figlio al cambio di ambiente, assicurando la continuità di relazione con il padre, i nonni e tutte le persone importanti per il bambino.

  55. ilaria ha detto:

    Buonasera Dott. Ernesto,
    Io Le scrivo per comunicarLe un altro punto di vista, quello della compagna di un uomo separato.
    Il mio compagno è separato da circa 2 anni con 2 figli di 12 e 10 anni. Noi stiamo insieme da circa un anno. Premetto che al momento sono stati messi a conoscenza della nostra storia in malo modo da parte della mamma che ha mostrato loro delle nostre foto insieme, dicendogli che stavamo già insieme prima della separazione. La consguenza di tutto ciò è che ora loro ancor prima di conoscermi, già mi odiano!
    Il papà che a causa della loro mamma non ha un rapporto solido con loro, per non ferirli ulteriormente sta negando la nostra storia e ciò sta portando a una crisi anche tra di noi, perchè la situazione si sta facendo realmente pesante, dal momento che quando lui è con loro io non posso essere presente nemmeno con una telefonata.
    Io ora mi sto chiedendo ed è il quesito che vorrei girarLe: quando sarà il momento in cui il papà potrà mettere le cose in chiaro con loro e sopratutto che metodo usare per non dar loro un ulteriore sofferenza?
    Grazie

    • Gentile Ilaria,

      a volte i genitori sono più interessati a “vendicarsi” di torti subiti piuttosto che preoccuparsi della crescita dei propri figli. L’atteggiamento dell’ex-moglie del Suo compagno non ha bisogno di commenti e ha trovato terreno fertile nella propensione dei bambini di quell’età a prendere le parti dell’uno o dell’altra e a cercare un “colpevole” della separazione. Tuttavia, pur partendo da una situazione di difficoltà, si può tentare di recuperare il rapporto. Ritengo che la responsabilità principale debba essere del Suo compagno: sarà lui a tentare di parlare con l’ex-moglie; potrebbe essere utile a questo proprosito l’intervento di un mediatore. In seguito dovrebbe spiegare ai bambini la verità delle cose, fare loro capire che un matrimonio può finire (ma non il rapporto tra genitori e figli) ed infine a parlare della nuova amica del papà. Non potrà pretendere un’adesione incondizionata da parte dei figli, ma almeno sarà stato sincero e onesto, in modo da accrescere la propria autostima e quella dei bambini.
      Poi s’inventeranno occasioni d’incontro, di gioco e di svago, senza mai escludere un tempo dedicato al rapporto papà-bambini.

  56. Gentile Sig. Gianni,

    non comprendo bene cosa significhi che si è separato perché la Sua ex-moglie non Le permetteva di fare il padre; inoltre, da ciò che scrive, sembra che la separazione sia fatto recentissimo. In ogni caso, migliorare il dialogo con l’ex-coniuge, magari con l’aiuto di un mediatore, permette di facilitare l’esercizio della maternità e paternità che, prima di essere un diritto-dovere degli ex-coniugi, è diritto fondamentale dei figli. E’ poi naturale che, con il tempo, si desideri iniziare una nuova relazione.
    I nuovi compagni devono sapere che tale relazione è con donna con figli o con un uomo con figli: non ha alcun senso pretendere che questi non esistano o non tenere conto dei loro tempi di crescita. Si tratta di essere adulti responsabili e non di compilare classifiche di amore o di porre aut aut che costituiscano, a mio modo di vedere, un punto di domanda riguardo la qualità della nuova relazione.

    • Gianni ha detto:

      Buonasera Sig. Ernesto, il matrimonio è finito da 2 anni e la mia relazione è iniziata 1 anno fà. La mia compagna è perfettamente a conoscenza della mia situazione ma per lei è giustamente difficile accettare la mia condizione. “Non mi permetteva di fare il padre” = non poter dare da mangiare a mia figlia, non poterla lavare, cambiare il pannolino o semplicemente uscire da solo con lei per una passeggiata etc… Il dialogo con un mediatore è già stato tentato ma senza la reale volontà di entrambi i coniugi di agire per il bene della bambina non c’è stata alcuna soluzione costruttiva. La mia ex moglie vuole allontanarmi definitivamente dalla vita di mia figlia e questo suo desiderio risale, a mio avviso per tutta una lunga serie di motivi, al momento della nascita della bambina,

  57. Gianni ha detto:

    Gentile Sig. Ernesto, vorrei porre alla sua attenzione la mia situazione:
    Mi sono separato perchè la mia ex moglie non mi permetteva di fare il padre e se la mia ex moglie sapesse che ho una compagna mi metterebbe contro mia figlia che è ancora troppo piccola (2 anni) per capire la realtà dei fatti.
    La mia difficoltà con la mia compagna sta nel fatto che lei vuole far parte al 100% della mia vita, compreso il tempo che io trascorro con la bambina (poche ore a settimana) e soprattutto la mia compagna vuole che io non la nasconda agli occhi della mia ex. Io lo capisco e lo condivido, il suo ragionamento è nobile e giusto.
    Il motivo è che temo ritorsioni da parte della mia ex, temo che possa mettermi contro mia figlia (ed è già successo). Nessuna persona al mondo è più importante di mia figlia e se il prezzo da pagare per stare bene con mia figlia è rimanere senza compagna allora è un prezzo che io sono disposto a pagare. Io amo la mia compagna ed è un amore grande e molto importante per me, ma la amo meno di mia figlia. Le ho promesso che cercherò di superare questo mio limite ma ho bisogno di tempo, se la mia compagna è disposta ad aspettarmi io sarò felice di stare al suo fianco e di vivere la mia vita con lei. Il rischio che sia compromesso il rapporto tra me e mia figlia (per colpa della mia ex, parlo di PAS = Sindrome da alienazione genitoriale) è un rischio che io non voglio correre.
    Se il prezzo da pagare per la felicità di mia figlia e per avere un rapporto normale tra padre e figlia è quello di rimanere da solo, io sono disposto a pagarlo. Io amo la mia compagna, ma forse non abbastanza da danneggiare il rapporto padre-figlia. Alla mia compagna l’ho detto tante volte: non mi costringere a scegliere tra l’amore per te e l’amore per mia figlia.

    Pensa che io stia sbagliando? Come faccio a far capire alla mia compagna che se non condivido tutto con lei è solo per amore di mia figlia? Cosa dovrei fare per stare meglio tutti quanti?

    Ho bisogno di aiuto, non voglio perdere la mia compagna e non voglio che la mia ex moglie mi allontani da mia figlia.

    Grazie

  58. Paola ha detto:

    Buongiorno Dottore,
    vorrei esporre brevemente la mia situazione per chiederle un consiglio: ho 29 anni e sto con un uomo di 33 da circa 7 mesi. Lui ha un figlio di 4 anni. Insieme alla sua ex hanno concordato l’affidamento quasi al 50% (questo vuol dire che il bambino sta con il mio compagno quasi lo stesso numero di giorni che passa con la madre).Anche se con la sua ex convivente le cose andavano male già da parecchio, di fatto non convivono più solo da 1 anno circa..quindi questo vuol dire che ci siamo conosciuti pochi mesi dopo rispetto al momento in cui il bimbo ha vissuto realmente la separazione dei suoi genitori.
    Il mio compagno mi ha sempre detto che il figlio ha preso bene il cambiamento e ne ha sofferto poco. Le maestre all’asilo confermano che il bimbo è sereno e spensierato.
    L’ex del mio compagno ha iniziato una nuova relazione ancor prima di noi, presentando lui al figlio come un “amico d’infanzia”, hanno iniziato praticamente subito una convivenza senza spiegare il suo vero ruolo al bambino..ancora oggi, dopo mesi in cui il bimbo vede questo uomo in casa 24ore su 24,gli viene ancora detto che è solo un amico.
    Nel frattempo il mio compagno mi ha presentato a suo figlio circa 5 mesi fa (anche noi quindi ci frequentavamo da poco) ed anche lui mi ha presentato come UN’AMICA di papà. Fin da subito io ed il bimbo ci siamo affezionati l’uno all’altra e stiamo bene insieme. Lui cerca le coccole anche da me (è molto affettuoso e attaccatissimo al papà, forse più a lui che alla mamma), vuole giocare spesso con me e chiede spesso di me quando non ci sono (noi non conviviamo, ovviamente è presto, quindi non mi vede frequentemente come il compagno della mamma). Ultimamente però inizio a notare alcuni atteggiamenti di competitività da parte del bimbo e vedo che cerca molte rassicurazioni da parte del padre. Gli chiede addirittura se lui è la cosa più importante della sua vita.Mi sembra una domanda strana a quell’età..mi da l’idea che il bimbo inizi a farsi delle domande sulla mia figura. Nella mia totale ignoranza in merito,mi chiedo: Quando è il momento giusto per dire al bimbo che in realtà io sono la nuova compagna di papà??
    Più passa il tempo e più temo che poi si possa sentire preso in giro e possa provare gelosia nei miei confronti.
    La mia maggiore preoccupazione è che il bimbo arrivi ad accettare la mia vera posizione nel migliore dei modi,ovviamente. Gli voglio bene e voglio essere una figura positiva per lui,possibilmente una bella figura di riferimento (anche se la mamma sarà sempre un’altra e di certo non vorrei che si confondessero i ruoli perchè non sarebbe giusto,per quanto comunque spero di diventare importante per lui) per questo non vorrei che facessimo degli errori con lui.. il mio compagno pensa che sia troppo presto per dirgli la verità..teme di creare confusione nel bambino e di spessare quella che lui vede come una situazione serena… ma io mi chiedo:è davvero sereno questo bimbo?non è che gli creiamo più confusione così? Insomma….la mia domanda è questa: è consigliabile aspettare e se si, quanto di solito? so che ovviamente ogni caso è a sè… ma avrei bisogno di quanche indicazione…cerco sempre di interpretare i comportamenti del bambino perchè credo che i piccoli di quell’età siano comunque svegli e che possa aver capito già molto più di quello che viene detto e che possano essere proprio le nostre “bugie a fin di bene” a creargli dei disagi e dei sentimenti di competitività e gelosia.
    La ringrazio per l’attenzione e per qualunque indicazione che potrà darmi.

    Paola

    • Gentilissima Paola,

      Come Lei stessa afferma, ogni caso è a sè. A me pare tuttavia che Lei sappia interpretare la situazione con intelligenza e sensibilità.
      La sua preoccupazione è quella di essere per il bambino un punto di riferimento importante e di esserlo in modo giusto. Per questo non abbia timore. Già il fatto di essere presente e di esserlo con attenzione e affetto, fa di Lei un riferimento prezioso; tanto più che ha ben chiara la necessità di non doversi sostituire alla madre.
      Per quanto riguarda i tempi, occorre che il rapporto tra Lei e il papà del bambino sia consolidato e voi abbiate la certezza morale di voler costituire una coppia stabile. Se così non fosse, si arrecherebbe al bimbo un’ulteriore sofferenza. Il mio consiglio pertanto è quello di avere una vostra chiarezza e serenità e poi potrete con semplicità spiegare che Lei è la fidanzata del papà. Tale spiegazione dovrà essere accompagnata dalla rassicurazione (di cui sempre i bambini hanno bisogno) che l’affetto di mamma e papà non verrà meno e che – come figlio – sarà sempre al centro delle loro premure.

  59. Claudio ha detto:

    Buongiorno,
    anche io sto vivendo una situazione simile a quelle lette, io e la mia attuale compagna ci siamo sparati per andare a vivere insieme, suo figlio aveva un anno e mio figlio pochi mesi, tralascio i motivi perchè non penso influiscano sul problema attuale.
    Suo figlio vive con noi, ed abbiamo un ottimo rapporto, che si è instaurato fin da subito, ha 4 anni ed è da notare che ha un carattere molto esuberante, anche prevalicatore perchè gli piace essere al centro dell’attenzione.
    Mio figlio invece ha 3 anni(vive con la madre), ha sempre avuto problemi ad accettare la mia compagna, ha un carattere timido, tende sempre a stare attaccato al mio dito o vicino a me quando siamo in casa, se siamo in giro invece tende ad essere più “ribelle” più vivo diciamo.
    Non penso abbia mai accettato la mia nuova compagna, non vuole andare in braccio a lei, non la chiama mai per nome a meno che non siano soli e lui abbia bisogno, la scorsa estate sembrava fosse tutto cambiato, non piangeva se mi allontanavo, siamo andati al mare ed in spaiggia stava lontano da me, stava solo con lei, era molto tranquillo,
    da ottobre invece siamo di nuovo tornati al punto di partenza, anche peggio.
    E’ di nuovo sempre attaccato a me, non vuole più giocare con il figlio della mia compagna, addirittura sembra che abbia paura di lei.
    Premetto che lei non lo ha mai toccato neanche con un dito, qualche rimprovere ma niente di eccezionale.
    La situazione sta diventando opprimente per tutti, lui non vuole neanche che ci abbracciamo, non vuole più giocare con suo figlio, quando siamo tutti insieme non proferisce parola, mentre se ci sono i miei genitori con tutti noi o solo io è molto solare.
    Non so come spiegargli che se accettasse e provasse a vivere questa situazione in maniera diversa starebbe meglio anche lui. Prova a parlagli quando siamo siamo solo io e lui ma la situazione non cambia

    • Caro Claudio,

      è giusto responsabilizzare i figli, ma occorre tenere conto dell’età. Non è facile che un bambino di questa età possa comprendere che “vivendo questa situazione in maniera diversa potrebbe stare meglio”. L’impegno di comprendere è tutta di noi adulti. Le consiglio di dedicare a Suo figlio ancora più tempo (evitando di indagare su eventuali interventi esterni), ponendosi in ascolto delle sue emozioni.
      Se ci sono le condizioni, potrebbe anche incontrare la Sua ex-moglie per parlare dei cambiamenti che ha notato.

      Cordiali saluti

  60. Lisa ha detto:

    Buongiorno. Purtroppo vivo una situazione un pò complicata. Ho 33 anni , separata da un anno e mezzo e due bimbi di rispettivamente 6 e 8 anni.
    Il mio ex marito ha coinvolto subito una donna, anche quando i bimbi non erano ancora al corrente della separazione di mamma e papà.Da allora non fanno che vedere regolarmente questa donna che ha completamente sostituito la mia. Questo iun quanto il padre continua a fare esattamente le stesse cose , frequentare stessi posti con un immediato coinvolgiment famigliare da parte sua, con relativi genitori di lei. I bimbi ancora adesso piangono spesso e mi hanno confessato che non possono mai vedere il padre da soli. Ho provato a parlarne ma lui è troppo impegnato a concentrersi in questa nuova vita tant’è ch3e la bimba è stata in ospedale tre mesi per una malattia e lui veniva poco se non in presenza della sua compagna. Io mi astengo da riflessioni negative nei confronti del padre giusto perchè farei solo del male ai bimbi .
    Io frequento una persona da 4 mesi e a parte qualche episodio in ospedale, per forze maggiori presentato come amico ( naturalmente ex marito non esitava a dire ai bimbi ch era il mio fidanzato). Non ho avuto altri coinvolgimenti, voglio tenere distane la situazione anche per una donna è piùcomplicato rifarsi una vita.A questo punto i miei figli mi fanno sentire questa come una mancanza.
    Chiedendomi spesso perchè sono sola che devo trovarmi un fidanzato . Io non voglio coinvolgerlo ma ci pensa il marito a mettere i puntini sulle i che faccio?
    Grazie mille

    • Gentile Lisa,

      ho già scritto in altre occasioni che ritengo che i bambini abbiano il diritto di avere un tempo dedicato con un genitore, senza il coinvolgimento di terzi.

      Riguardo alla Sua domanda, conviene a questo punto che parli apertamente con i Suoi figli e che presenti l’amico come fidanzato, sempre che Lei sia convinta di questa relazione.

  61. Buongiorno, da più di due anni mi frequento con il mio compagno, separato da 5, con una figlia di 7 anni. Ho conosciuto la bambina dopo poco e tra di noi si è instaurata subito molta complicità, mi cercava per giocare e quando non c’ero chiedeva sempre di me. Mi definiva la “sua migliore amica”, prima che l’amica del papà.
    All’inizio ci vedevamo per brevi momenti, poi pian piano abbiamo cominciato a decidere che rimanessi a dormire lì a casa con loro, di andare in vacanza insieme, di trascorrere molti momenti insieme.
    Gradualmente abbiamo così cominciato ad avere momenti di vita quotidiani più intensi. E i rapporti erano sempre belli. Il mio rapporto con il padre è sempre stato affettuoso ma senza troppe “sdolcinatezze”, anche dopo che quest’estate abbiamo deciso di dire alla bambina che stavamo insieme; e lei ne è stata felicissima!
    Da un paio di mesi però lei è cambiata. Sembra gelosa, non mi considera più, non vuole più stare con me, ha sempre la “papite”, a volte è molto malinconica e la vedo diffidente nei miei confronti, come se si sentisse esclusa. A volte la troviamo in corridoio che origlia cosa ci diciamo o che sbircia cosa facciamo.
    Mi fa molto male questo suo atteggiamento..e non so come comportarmi.
    Cerco di non intromettermi nel loro rapporto e li lascio molto “liberi” quando sono insieme.
    Vorrei capire cosa possa esserle scattato dentro per cambiare così tanto comportamento.
    Forse abbiamo sbagliato a dirle che da amici siamo diventati fidanzati, ma ci sembrava giusto non “prenderla ancora in giro”.
    Grazie
    H

    • Gentile H,

      nella Sua lettera non fa menzione dei rapporti del Suo compagno con la ex-moglie.
      L’atteggiamento mutato della bambina può essere dovuto a un sentirsi meno importante agli occhi del papà oppure anche a “interventi esterni” … In ogni caso eviterei naturalmente di colpevolizzare la bimba e chiederei a lei come sta e se ha voglia di parlare: ogni crisi è sempre una buona opportunità per migliorare la qualità della relazione. Il papà dovrà diventare ancora più bravo e attento. Si sono notati cambiamenti a scuola o nel rapporto con i compagni …?
      Un’altra cosa da evitare sono le indagini: la bambina si ripiegherebbe ancora più su se stessa.

      • La ringrazio per la risposta.
        Cerco di chiarire meglio la situazione. I rapporti con la ex moglie non sono facili, e sicuramente anche l’atteggiamento della ex non aiuta i rapporti bambina/papà. Cerca sempre di “incuriosire” la bimba quando è col padre in modo che voglia tornare da lei, è gelosa della bambina e le parla spesso male dei nonni, zii, parenti paterni. Diciamo anche un po’ egoista, senza pensare al bene della figlia: per esempio la scelta della scuola è stata dettata dal fattore “residenza”, senza tener conto di una scuola magari a metà strada dal luogo il lavoro dei genitori; considerando anche il padre la va a prendere 2/3 volte a settimana ed è sempre lui che la riaccompagna a casa dalla madre; in più per portarla la mattina a scuola la bambina si deve alzare più presto del solito (considerando il fattore traffico di una grande città) e passa in macchina molto tempo.
        Stranamente penso che come padre abbia delle attenzioni super nei confronti della bambina. E’ sempre presentissimo e la bambina sembra essere molto serena con lui.
        La situazione da “amici” non è cambiata rispetto alla attuale, se non nel dire di essere fidanzati. Ed escluderei che lei si senta meno importante.
        A scuola, con i compagni, con gli amichetti non è stato notato nessun cambiamento nel suo comportamento.
        La voglia di vivere questo sentimento con loro è certamente forte e sapevo fin da subito non sarebbe stata una situazione facile, pensavo solo che il rapporto instaurato e che sembrava consolidato con la bambina fosse saldo..e questa nuova situazione mi lascia un po’ amareggiata. Con la voglia di risolvere il momento (perché spero che di questo si tratti). Consapevole che niente sarà mai tolto alla bambina per quanto riguarda l’affetto dei suoi genitori.

  62. Anonima ha detto:

    Salve, sono separata da quasi un anno con un figlio di quasi 6 anni. Con mio marito abbiamo, malgrado i nostri problemi, un buon rapporto e cerchiamo di mantenerlo tale per nostro figlio che a oggi non sembra avere esteriormente, problemi particolari. Chi vedeva regolarmente il bimbo prima della separazione,non nota infatti differenze in lui, nemmeno la maestra della Scuola Materna che non era a conoscenza del trasloco in una nuova casa.
    Il nostro lavoro di genitori continua, il bimbo sta quasi ogni giorno, per motivi di lavoro, sia con uno che con l’altro. Da pochi mesi ho un nuovo Compagno che mio figlio come me del resto, ha conosciuto come amico assieme ad altri amici/amiche. Ho ritenuto giusto parlarne con mio marito (attualmente siamo solo separati) non per ferirlo ma solo che sapesse che con suo figlio a volte capita ci sarà anche questa nuova persona. Non abitiamo insieme ed il bambino lo vede saltuariamente. L’ha preso come suo amico, compagno di giochi e si sono affezionati entrambi anche se i tempi insieme sono limitati in quanto non voglio sia TROPPO. Ma non è facile definire il troppo per me. Il bambino lo cerca anche solo per venire a cena o a guardare la tv. Cosa è giusto, cosa è sbagliato non è facile da capire. Il bambino non ha mai chiesto il perchè non sono più con suo papà, anzi ha separato bene e da subito il fatto di avere 2 case, 2 camerette… Quello che lui ha visto nei diversi mesi prima della separazione, era una mamma depressa, a letto, sotto pastiglie. Ora la sua mamma è viva e ha voglia di fare cose mai fatte prima con lui. Ma la paura di “inserire” nella sua vita una nuova persona non come amico (come lo vede ora) ma come compagno della mamma, non so bene quale sia la via giusta da percorrere..
    Grazie.
    Anonima

    • Il bambino sembra essersi molto ben adattato alla nuova situazione e per questo è stato fondamentale assistere al passaggio da “mamma depressa” a “mamma viva”. Ritengo che abbiate già imboccato la via giusta della gradualità e sarà sempre più naturale per Suo figlio vedere assiduamente l’amico della mamma che è diventato anche “il suo amico”, senza per questo confondere i ruoli, dati i tempi benedetti che passa con il papà.

  63. lucia ha detto:

    Buongiorno.
    Io e il mio compagno stiamo vivendo davvero un momento molto difficile.
    premetto che non conviviamo poichè abitiamo a 100 km di distanza e abbiamo entrambi una figlia (la mia oggi 17enne)con esigenze e affetti nella propria città di residenza, ma ci vediamo spesso. Stiamo insieme da 3 anni e nell’ultimo anno, poichè stiamo cercando di avere molti momenti di vita comune anche in presenza della sua bambina di 8 anni, la sua ex moglie-separata ci sta facendo la guerra in un totale delirio passando da accuse infondate (volete fare la famigliola felice… vuoi darle un’altra madre) a suppliche imploranti, da minacce di suicidio a quelle di revisione dell’affido condiviso per avere lei l’assegnazione esclusiva, reclamando la necessità di uno psicologo per la bambina.
    La bambina sta bene, non ha alcun dubbio sui ruoli dei suoi genitori, non da segni di insofferenza circa la mia presenza e si comporta amichevolmente e molto educatamente. A volte, scherzosamente mi prende in giro su alcune questioni ma con l’innocenza di una bimba di 8 anni. Io non mi intrometto mai in nessuna decisione, quando mi pone una domanda sul fare o non fare qualcosa le suggerisco sempre di chiedere ai suoi genitori.
    Detto ciò, dinanzi ad un giudice cosa rischia il mio compagno?
    ma davvero non abbiamo il diritto a frequentarci in presenza della sua bambina?
    cordiali saluti, Lucia

    • Gentile Lucia,

      mi pare che il Suo atteggiamento sia del tutto corretto e voi avete senz’altro il diritto di vivere la vostra vita. Se vedervi o meno in presenza della bambina dipende da eventuali disposizioni in sede giudiziale e soprattutto dal benessere psicofisico della piccola.
      Il consiglio è comunque quello di rivolgervi a un legale di fiducia per tutelarvi.

      Cordiali saluti

  64. anna ha detto:

    data l’ora le dico….notte dott.re,
    ho letto i post della sua pagina,in ogniuno,o quasi,c’è qualcosa che si avvicina alla mia situazione….le spiego : sono separata da 1 anno e mezzo,con separazione consensuale ed ovviamente affido condiviso di nostro figlio di 6 anni,la separazione voglio precisare che nn è stata voluta da me,ma accordarmi x la consensuale è stata la strada + breve da scegliere poichè esausta di tt le situazioni.Il matrimonio è durato 12 anni,con un fidanzamento di 8 anni,quindi 20anni trascorsi con il mio ex,fino a che mi son sentita dire che nn ero la donna adatta a lui,tt questo in untempo di circa 1 anno nel quale lui è andato via di casa x ben 3 volte….ma ora il problema che le voglio esporre nn è questo,infatti ora m ritrovo con mio figlio che ha qualche problema,tipo:all’asilo nn partecipa a nessuna attività,in piscina ci va volentieri ma il + delle volte si comporta estraniandosi dal gruppo,e la cosa che più mi preoccupa è che mi dice spesso di diventare amica dell’amica del suo papà….quest’ultimo ha questa relazione da tanto ma tanto tempo con questa donna che x circa 1anno mi ha ingannata presentandosi telefonicamente con me come un’amica,la quale era contenta e felice di conoscere la mia famiglia e di sapere che mio marito (ora ex)era felice con me,certo nn posso dire a mio figlio che opinione ho di questa donna ma lui avverte in qualche modo che io nn la tollero,il bimbo la definisce ancora amica del suo papà,nonostante tt le volte che sta con lui c’è anche lei,come nei finesettima che trascorre a casa del papà c’è lei.In quest’ultimo fine settimana son successe cose a mio avviso spiacevoli x una mamma,infatti dopo un pomeriggio passato con il papà mi son sentita dire da mio figlio che io sono come l’amica del padre,ed io gli ho risposto che mamma è la sua mamma e lei è la fidanzata del papà,al che mi ha detto “no tu sei la fidanzata di papà”ed io ho provato a spiegargli che mamma e papà sono i suoi genitori e che gli vogliono tanto bene ma che xò nn stanno + insieme e che lui è fortunato xchè ha due case e tanti giochi,mi ha guardato e mi ha detto va bene se lo dici tu….Poi mentre cercava di addormentarsi all’improvviso di scatto mi ha detto “mamma ma sei tu la mia mamma???” io ho cercato di tranquillizzarlo e l’ho fatto riaddormentare,tt questo l’ho riportato al mio ex,e x un giorno gli ho detto che era meglio che il bimbo restava con me e che l’avrebbe preso il giorno dopo.Lui ovviamente si molto arrabbiato,ed inoltre m’incolpa che nostro figlio sta soffrendo xchè io gli raccontato la verità di chi è questa donna che è sempre presente quando sta con lui.Questo è uno dei tanti episodi accaduti in 1anno e mezzo,le chiedo ho davvero sbagliato dicendo la verità? Io nn ho un compagno ma certo ho tanti amici,mi devo incolpare anche di questo??Mio figlio continua a dire quando x pochi minuti siamo tt e 3 insieme “ora si che siamo una famiglia”continua a dire che io sono la fidanzata di papà….ed addirittura guardando una pubblicità gli ho chiesto “chi è che ama mamma?” e mi ha risposto ” “papà”…..mi dia un consiglio…nn so + cosa fare,continuamente mi pongo la domanda dov’è che ho sbagliato e dove sbaglio ancora.
    In attesa di una risposta le invio tanti auguri di buone feste.

    • Ritengo che cercare le colpe non serva a molto. E’ più utile per Lei cercare di leggersi dentro.
      E’ comprensibile che lei non abbia nessuna voglia di essere l’amica dell’amica del papà e ciò a prescindere dal fatto di “essere stata ingannata” (a volte siamo noi stessi a volere essere ingannati). E’ altrettanto comprensibile che il bimbo cerchi di semplificare una situazione paurosa e difficile da comprendere. Bene allora il dialogo, il tranquilizzare, l’ “essere accanto” alla sera. Tuttavia, nel dialogo occorre dire sempre la verità: vanno bene frasi come “mamma e papà saranno sempre i tuoi genitori e ti vorranno sempre bene”. Se invece altre frasi non sono vere per noi adulti ancora meno lo saranno per i bambini, anche se sono pronunciate con la migliore delle intenzioni.
      Continui ad essere una mamma attenta e non si preoccupi di porre troppe domande a suo figlio. In futuro forse
      sarà possibile che voi genitori possiate insieme spiegare al bambino, con verità, cosa sta accadendo. E questo, perché no, potrà essere un momento di grande vicinanza.

      Contraccambio di cuore gli auguri e li estendo a tutti i lettori del blog.

      • francesca ha detto:

        Mi sembra che in tutte queste situazioni il punto sia che chi si è felicemente sistemato con nuovi o nuove compagne, proceda tranquillamente per la propria strada, senza porsi troppe domande. auspicandosi per lo più poche scocciature, soddisfatto di una realtà che in fondo sembra funzionare piuttosto bene… diverso è il percorso di che è restato indietro a fare chiarezza, a cercare risposte, a preoccuparsi per i “piccoli spettatori”, proiettando probabilmente su di loro angosce, dubbi e dolore. Quello che posso dire a questa amica, dopo quasi due anni dalla separazione, con un bambino di 8 anni, è che sicuramente con i bambini ci vuole molta chiarezza, anche se a noi può sembrare cruda o superflua, modi e tempi ben chiari che possano aiutarli a muoversi in una situazione nuova e difficile, che devono riuscire ad accettare, anche se non riescono a capirla realmente, e per questo hanno bisogno di tempo, il loro tempo, che spesso non corrisponde al nostro. Penso che parlargli con sincerità sia stata la cosa giusta, anche se questo può “disturbare” il padre e so che è difficile non far trasparire i nostri pensieri più profondi e negativi, ma a loro non possono essere di aiuto e con gran difficoltà bisogna tenerli per noi, anche se loro sanno leggere oltre i nostri sguardi e le nostre parole! Far credere a loro che se mamma e papà non stanno più insieme va bene lo stesso, fargli sentire l’amore”circolare” quando è chiaro che di amore, di nessun tipo intendo, non ne circola più, non è proprio semplice, parte da un’accettazione personale, dalla conquista di una serenità che ci costringe ad un lavoro lungo e faticoso con noi stessi, almeno per me è così.
        é un lavoro che inevitabilmente nostro figlio è costretto a fare insieme a noi, per quanto penoso sia, per noi madri che vorremmo dargli solo felicità, ma sarà stato fatto “insieme”, con la nostra parte più vera e sincera, e aver percorso questo lungo cammino sarà un giorno, comunque, spero, per tutti e due una grande conquista.

      • Ho grande rispetto per questi “lavori lunghi e faticosi”, anche se è difficile dire se cammini di altri siano un “semplice procedere tranquillo”: spesso l’apparenza inganna!
        Grazie per la Sua testimonianza.

  65. Paola ha detto:

    Vorrei inserire la mia testimonianza in modo che sia di aiuto per tutti coloro che sono in difficoltà.
    Sono la mamma di due ragazzi che ora hanno 17 e 13 anni, ma che all’epoca della separazione ne avevano 10 e 6. La presentazione a loro del mio nuovo compagno è avvenuta gradualmente ed i ragazzi si sono subito affezionati all’uomo che è ora mio marito per un suo innegabile merito: si è mostrato sul piano del gioco e dello svago senza mai pretendere di fare il secondo “padre”. I ragazzi sono entrati talmente in simbiosi con lui che sembrano figli suoi…hanno acquisito tutte le sue passioni ed i suoi modi di fare, nonostante continuino a vedere regolarmente il padre tutte le settimane. Sono molto contenta che la nostra situazione familiare si sia evoluta in questo senso dando serenità ai ragazzi ed anche a tutte le nostre famiglie (a ferragosto quest’anno eravamo noi e la famiglia del padre tutti a pranzo insieme). Cercare un equilibrio è il modo migliore per superare queste criticità.
    Cordialmente.

    Paola

    • Grazie Paola per la testimonianza che ha voluto offrire: molti genitori preoccupati potranno giovarsene come iniezione di positività e incentivo a “cercare un equilibrio”.

  66. Albe ha detto:

    Grazie mille!
    La sua risposta mi sembra molto saggia e contiene spunti interessanti: attenzione, fermezza e dialogo senza pretendere il consenso… sì, mi piace!

    Grazie ancora e Buone Feste a tutti!!!

    Alberto

  67. Albe ha detto:

    Buongiorno!
    Sono separato da 3 anni ed ho un figlio di 19 e una di 16 che vivono con la mamma ma che vedo regolarmente due volte la settimana. Da sei mesi ho una nuova compagna e mi sto chiedendo come “presentarla” ai miei ragazzi ormai adolescenti…. Nelle seoarazioni si parla spesso di bambini piccoli, raramente di ragazzi di una certa età, ci sono meccanismi differenti? Quali messaggi posso passare e quali è meglio evitare?
    Grazie
    Saluti
    Alberto

    • Gentile Alberto,
      è vero: spesso ci si dimentica dei figli adolescenti.
      Una differenza sta nel fatto che mentre i figli piccoli farebbero qualsiasi cosa pur di non perdere l’affetto dei genitori, gli adolescenti sono molto più inclini al giudizio e alla critica, come parte del naturale cammino di autonomizzazione. Ciò non significa affatto che non abbiano più bisogno dell’affetto materno e paterno …
      L’evento della separazione cade in una fase già delicata della loro vita, di ciò occorrerà tenere conto.
      Con questi ragazzi si potrà parlare apertamente, pur rispettando la loro sensibilità. Potrà parlare dell’affetto che prova per questa donna e potrà poi proporre (ma non imporre) l’incontro con lei, nelle modalità che si converranno assieme, adulti e ragazzi.
      Dialogare con i Suoi figli significherà riconoscere loro dignità d’interlocutori, ma ciò non dovrà significare affatto una ricerca di consenso o approvazione.
      A prescindere dalla reazione, non necessariamente amichevole o entusiasta, i figli apprezzeranno il dialogo franco più dei sotterfugi o delle ipocrisie. E impareranno da due genitori che cercano di vivere una vita affettiva serena e soddisfacente, allenandosi a loro volta a sapere riconoscere e vivere i propri sentimenti.

  68. Carissimo Gianlu, prima di tutto complimenti per come state affrontando la situazione; ci sono sempre più papà e mamma che prendono in seria considerazione la sensibilità dei figli: è un segnale positivo.
    Io partirei dalla simpatica ( e immagino sofferta) affermazione di Suo figlio: ” e no papino … adesso basta!”. Gli chiederei cosa intenda con quel “basta”: Basta mamme? Questa diverrebbe l’occasione per rassicurare il bambino riguardo l’affetto dei due genitori …
    Basta fidanzate? Sarebbe l’occasione preziosa per iniziare a parlare “da uomo a bambino” di affetti, amore, differenze all’interno dell’amore, ecc.
    Non mi spaventerei perché non apprezza la Sua compagna: ci mancherebbe, una che prende il posto della mamma! Ma appunto: in che senso prende il posto? Se è entrata nel cuore del papà, a chi deve piacere …?
    Infine, ritengo un buon presupposto il buon rapporto tra i bambini.

    In bocca al lupo!

  69. Gianlu ha detto:

    Buongiorno sono un papà di un bimbo di 7 anni, a gennaio mi sono separato dalla mia compagna e ora frequento una persona a me molto cara da tantissimi anni, non sto a dilungarmi sulla nostra relazione che reputiamo entrambi molto stabile, il problema però sorge con mio figlio; attualmente è a conoscenza della presenza di un’altra persona, la quale ha un figlio di 9 anni, ci siamo già frequentati con i bimbi sia in presenza di altre persone, inizialmente per “puro caso” per poi trovarci a casa mia o a casa della mia attuale compagna per una pizza assieme ai bimbi. La mia ex compagna attualmente non si vede e non parla di nessun altro uomo. Ora mi trovo nella condizione in cui mio figlio quando tento di intavolare il discorso relativo alla mia nuova Compagna mi dice “e no papino, hai già avuto la mamma adesso basta”, per di più il figlio della mia nuova compagna gli è simpatico ma Lei non gli piace. Premetto che Lei, la mia nouva Compagna, non ha mai fatto nulla ne nel bene ne nel male tenendosi sempre al di sopra delle parti evitando di coinvolgersi in una situazione in cui, riteniamo, non sia lei a dover fare qualcosa. Secondo lei cosa posso fare, visto che io e la mia Compagna vorremmo andare a vivere assieme? È ovvio che fin che non “risolvo” la situazione con mio figlio non ritengo opportuno la convivenza, cosa ne pensa?
    Come posso “convincere” mio figlio di questa cosa?

  70. Alessandra ha detto:

    …sono separata da otto anni da cinque mesi convivo con un’uomo…la mia situazione familiare non e’ facile…mia figlia ha smesso di studiare e non c’e’ verso di farle prendere una strada diversa….mio fratello viveva con me ora e’ andato via poiche’ non contribuendo alle spese di casa si erano venuti a creare screzi importanti tra il mio compagno e lui …mia figlia mi rimprovera che “io non ci sono” in realta’ mi considera solo se servono soldi o permessi per uscire sembra essere infinitamente gelosa del mio compagno al punto che lui pe farci riavvicinare ha deciso di andare via per qualche giorno….cosa posso fare?

    • Non è facile dare una risposta, soprattutto non conoscendo l’età della figlia. In generale ritengo che l’allontanamento del Suo compagno più che costituire una opportunità di riavvicinamento tra Lei e Sua figlia, possa costituire un messaggio fuorviante. Meglio affrontare assieme le problematiche attraverso il dialogo …

  71. Laura ha detto:

    Buongiorno, io avrei una lunga ma lunghissima storia da raccontare ma la riassumo cosi…sono da 5 anni con il mio attuale compagno…l’ho conosciuto che era gia separato ed era stato mandato via di casa malamente da parte della ex moglie…sono separati legalmente e dopo un po di tempo lei si è messa con un individuo col quale si frequentava gia da un po di anni…diciamo la verita lei aveva detto che si separava perche non voleva piu convivere con uomini…e la sorpresa appari dopo tre mesi che aveva cacciato via definitivamente il marito di casa…beh questo a me non è problema.
    Oggi dopo 5 anni che sto con questo uomo, conviviamo da tre, e hanno purtroppo una bambina di 12 anni. è assolutamente viziata e pesante quando vuole e a me certi atteggiamenti nel confronto del padre non mi piace…per questa ragione ho deciso che quando veniva a casa io mi separavo e lasciavo padre figlia insieme perche alla fine è lui che si deve dar da fare con sua figlia e non io, e subire di vedere che mancava di rispetto al padre per via che a casa della madre hanno un atteggiamento ostile nel confronto del padre, secondo me la bimba come risultato sa che papa solo serve per quel che mi sta bene.
    Col mio compagno per questa bimba ne abbiamo avuto di discussioni ma non è mai passato da parole tra di noi… ma la bimba veniva a casa e io ero piu premurosa che anche tante volte la stessa madre…ma quando vedevo che c’erano cose che non accettavo per proprio impulso mi isolavo…questo ha portato che il padre oggi dica che io son gelosa della figlia, e pure ora lo dice la madre che dopo una discussione col mio partner e lui nel frattempo ha fatto venire a casa la ex moglie per sentirsi forte davanti a me, mi son trovata ad essere messa contro una parete e ho solo detto che la bambina era antipatica, viziata e che aveva degli atteggiamenti non corretti per la sua eta alla quale loro hanno risposto è solo una bambina e dopo la madre ha messo una proibizione nel mio confronto…ha detto che sono pericolosa e gelosa della figlia e come lei ha ancora dei rancori col ex marito usano me per litigare e pressionano la bambina…la madre l’ha fatto promettere con cattiveria che se suo padre la portava a casa con me o mi vedeva che glielo doveva dire che lei parlava con l’avoccato…io son sincera alla bambina non ho mai detto nulla ne chiamato l’attenzione ne toccata in nessun modo…al suo papa una volta si li ho dato degli sberli perche faceva il cretino con una donna davanti a me e la figlia…comunque ora vengo trattata da apestata come se avesse fatto chissa che cosa alla bambina che nel frattempo è tra due fuochi ma lei rispetta di piu la madre e il compagno della madre che il padre…la stessa bambina oggi non capisce perche l’hanno detto di non vedermi anzi per il suo compleanno ha chiesto a sua madre di lasciarmi andare a mangiare una pizza insieme.
    Io la verita mi sento usata e abusata,e messa come apestata, cerco di capire mio compagno che è sua figlia ma tanti permisivismo son danneggianti e dovrebbe capire che io non ho l’obbligo di restare al fianco attaccato della bimba se non me la sento per una certa ragione…sta diventando una adolescente senza confini e delle volte esce con delle idee un po strane di vestire e fare che la verità fa venire la nausea…io come dal principio ho messo miei paletti che non volevo responsabilita sulla bambina che solo mi facevo carico se dovevo curarla e dargli da mangiare pero non volevo responsabilità nella sua educazione perche vedo che i genitori son troppo conflitivi tra di loro la madre una prepotente abusiva e impositiva, il padre un papà un poco morboso di amore padre figlia morboso che se li dici una cosa se la prende, al principio io ho detto io la tua figlia ne la correggo ne la tocco ne la urlo…dopo perche venendo da paesi americani abbiamo le leggi dove si mette sempre molta distanza figli e nuovi partners (e io voglio evitare che ci siano situazioni che oggi cisono e nonho creato io)…al compagno della madre li viene dato i diritti tutti sulla bimba come se fosse il papà perche la madre riniega il padre biologico…so vedo la bimba che al padre vero lo tratta da papi quando li sta bene e di risposte schifose quando vuole…la stessa bambina un giorno mi ha chiesto scuse perche parole sue “scusami Laura perche io son cosi viziata, ma io prendo i cattivi atteggiamneti dei miei genitori e non i belli ” io la verita son rimasta male perche aveva 9 anni quando lo ha detto…e io solo l’ho guardata e li ho detto che non era una bella cosa e che doveva essere piu corretta con tutti e due genitori. Il padre non mi crede la madre mi guarda con è beh è una bambina percio ora son messa che lei minaccia nostra relazione perche quando lui deve vedere la figlia io vengo messa in un angolo e tenuta come una malattia infettiva…lui delle volte pare che dice che vorrebbe mettere lei in riga e dirgliene un paio ma se discuttiamo e lo facciamo quando lui va dalla figlia ( ed è perche io mi innervosisco perche subito so che devo restare sola per colpa della figlia e la moglie)e che la moglie ora è dentro nostra relazione in queso modo, lui delle volte mi dice che alla fine noi stiamo bene perche non ce la figlia…ma io mi chiedo allora io devo uscire da questa relazione?perche la figlia ci sara sempre.. la ex moglie pure l’unico da cambiare sarei io…
    La bambina è una extra pettegola percio anche la mia privacy viene messa in gioco…se ci sono, se no, se vado,se vengo e dove sono e vorrei assolutamente fermare questa cosa…la bambina li ha detto al papa che li spiace pero che lei non lo puo evitare che lei deve dire le cose a sua madre e al suo compagno…ma so tante volte che ha promesso qualcosa al padre e lo ha nascosto per via della madre…
    Io vorrei che smettano i usarmi e sapere che diritto ha lei di minacciare cosi la bambina e che li potrebbe fare al padre se mi vede anche senza il consenso della madre e se è meglio che continuamo cosi che ci separiamo per il momento che lui deve stare con la figlia solo che la bimba non puo piu venire a casa a dormire e mi vedo in obbligo di uscire per lasciare padre e figlia in casa perche non trovo carino essere la causa della loro separazione e che lui deva vedere la figlia per strada..infatti ora parto per un periodo e torno tra un po di mesi…ma la mia domanda è fino dove puo arrivare la madre se non ce nessuna cosa contro di me scritta legale? io non ho fatto del male a nessuno… ha solo che la sua stupidita, lui, come faccio a fargli capire che una volta la sua figlia matura e diventa veramente una persona sopportabile (cosa che dubito) sarebbe piu tranquillo per me. che dire quel che si pensa di sua figlia non è ragione di dire che son gelosa…solo una volta li avevo detto al principio della relazione che ero gelosa perche non avevamo mai un fine settimana nostro…e la mia vita di coppia era solo sere in settimana e i fine settimana eravamo costretti alla bambina capricci e la madre che ci teneva gli orari stretti…e io ho messo un urlo…mi da fastidio che lui se io piango son melodrammatica se lo fa la figlia soffre..quando so bene che la sofferenza della bambina è solo temporale mentre riesce a prendersi qualche scarpa, vestitino o giochino nuovo…a me sta cosa mi fa davvero nauseare. Io abito da sola qui e tante volte cerco in lui un sollievo ma son delle volte piu che mi ride in faccia e mi dice ora da cosa piangi melodrammatica…e questa cosa mi fa perdere la pazienza…perche tanto egoismo nel mio confronto perche lui non ha messo un posto di rispetto nel mio confronto? sono io a sbagliare di stare ancora con questa persona che delle volte mostra briciole di comprensione e amore ma se dici bambina ha fatto va in fuoco???io non l’ho separato della figlia e mi faccio in due e mi cerco posti dove andare o disturbo amici per poter lasciarli casa nostra a lui e la figlia perche non vede questo gesto da mia parte? perche mi usano di straccio ora tra di loro? perche la moglie mi ha messo come limitante nel suo rapporto padre figlie…so bene che lei una volta mi ha detto che la bambina era sua figlia pero che li piacerebbe che lui non fosse mai stato il padre ma che preferirebbe mille volte che fosse stato quello che ha ora…la moglie ha una sorella che ha sofferto di tossicodipendenza e lasciava tante volte la figlia con lei a dormire per una settimana…e io sarei pericolosa? iprimi anni è stato difficile perche la madre mandava la figlia buncia con vestitini da piu di una settimana e la bambina fino un anno fa riesce a farsi la doccia piu di una volta alla settimana perche sua madre se lei si cambia o fa il bagno la urla perche deve stirare e pulire lei…e io sarei la cattiva?io compravo vestitini e mutandine quando veniva a casa la cambiavo e cercavo di convincerla che doveva pulirsi…l’ho insegnato a mangiare pomodori e qualche frutto perche sua madre della sua nutrizione neanche se ne importa fa quel che li sta bene a lei e via…li dice di non cambiarsi perche è lei che lava e stira…e io sarei pericolosa? appena nata la madre la portava ai fienili dove aveva l cavallo e al freddo e tra fieno buncio la bimba era li, mentre la mamma andava con l’amico in giro a cavallo…
    il padre tante volte si dimentica di queste cose…io no…io lavo e stiro qui e lo faccio volentieri ma non ero in obbligo con la figlia ma vedevo lui cosi a disaggio che mi prendevo la macchina e compravo vestitini e mutandine e poter risolvere quel che a lui faceva male, lui questo se lo dimentica solo si ricorda bene che li ho dati sberli per una sua mancanza di rispetto…
    Ora mi chiedo…è meglio che cosa per me andare via e lasciare stare sto uomo nel suo brodo e che mi cerchi quando si rendera conto del male che ha intorno e li dovro io misurare se vale la pena? o forse non mi cerchera piu perche li sta comodo fare il pacifico con la ex moglie?nel mentre la bambina se non va in vacanza con noi il padre la portera posteriormente a un parco tematico per bambini loro due soli…delle volte mi mente dove la porta perche io li ho detto che se vuole farsi rispettare dovrebbe essere meno morbido con lei…e si arrabbia e se la prende contro me…forse sbaglio…ma io farei cosi con un mio figlio…non mi rispetti…ok non hai giochi ne cose belle da me…invece lui per non perderla di piu li regala tutto e lui da tutto…non basta computer nuovo, cellulare nuovo scarpe di marca e moda nuovi, viaggio qui corso la…io sono davvero sconvolta di questo modo di essere papa forse perche il mio sempre è stato contenuto anche se lo vedevo poco per ragioni di lavoro, ma le cose di guadagnavano…e se ero maleducata c’era castigo, e la mamma e papà erano ugualmente da rispettare…qui tutto è storto e io voglio che mi lascino in santa pace e non mi usino piu….
    La madre la educa che studiare non serve a nulla, che andare a scuola non serve , anzi delle volte la tira fuori e la porta a paseggiare, o l’ha persino portata in viaggio fuori Italia perche c’era una promozione di viaggio e una settimana intera senza dire nulla a nessuno a scuola se l’ha portata… li ha detto che solo deve finire le superiori e dopo mettersi a lavorare invece il padre va scuola sempre e chiede come va e spera che la bimba faccia una carriera e vada oltre a quel che hanno fatto loro due che nessuno dei due ha studiato nulla…a lei da rancore perche io ne ho tre di laure e sempre li dico alla bimba che avere una carriera è avere un futuro e libertà!
    Ringrazio la gentile attenzione e scuse per la lunga lettera avrei tante cose in piu da dire pero sarebbe troppo lunga…ce qualcosa che posso fare io o son cose tra di loro e posso fare qualcosa contro sta donna che usa me per separare ora figlia e padre? se vado via io sento che gliela do vinta a lei di distruggere la nostra relazione e che lei ha sempre comando anche su di lui e io ho perso 5 anni della mai vita, ma a me fa tristezza vedere chelui soffre perche non puo stare con la figlia…ma sta vita cosi a me fa male…ce modo di far capire a lui che non sono gelosa?certo arrabbiati si dicono cose non belle ma ho sempre dimostrato rispetto e cura per la bimba giacche lei stessa dice che lei contro di me non ha nulla, che sempre ho dato il meglio di me a lei, ma sua madre la tiene contro la parete-…lui colpevolizza me dice che il problema è tra me e la sua ex moglie ma io non l’ho tirata dentro casa mentre discutevamo…secondo me lui non ha capito come lei vuole fargli vedere come ancora lo comanda come un burattino…e lui non vuole farsi carico della sua responsabilità di questa situazione…stamattina mi ha detto io e lei siamo in pace non ci parliamo piu ne ci vediamo il problema è tra di voi a me non fa nulla, è con te che ce l’ha, e se io non li ho fatto nulla perche questo atteggiamento??…io son sconvolta di questa risposta mi creda
    Grazie mille, per la pazienza e spero riuscire ad uscire fuori senza graffi piu pronfondi che la depressione che mi hanno provocato, e lo stress che mi sta mangiando il fegato e stomaco…

    • Gentile Laura,
      grazie per avere raccontato la Sua storia. Emergono alcuni elementi: la Sua empatia nei confronti del compagno e del rapporto sofferto di questi con la figlia; l’affetto che Lei nutre nei confronti della bambina, che sembra contaccambiato; il Suo coinvolgimento in un conflitto tra ex-coniugi che perdura.
      Ritengo che Lei debba chiarire prima di tutto a se stessa quali siano i Suoi sentimenti, quale direzione voglia imprimere alla Sua vita ed agire di conseguenza. Ogni scelta non sarà priva di sofferenza. In ogni caso, dovrà mettere al primo posto la Sua vita.
      Buon cammino!

      • Laura ha detto:

        La ringrazio per la sua pronta risposta, e so che lei ha ragione su pensare un po i miei sentimenti e sulla mia vita, e che nulla sarà privo di sofferenza, ma la situazione mi ha angosciato tanto, e trovo vergognoso che una donna sia cosi insensibile usando qualsiasi cosa tutto per avere quel che lei sempre ha voluto…io spero la vita la punisca perche è una persona estremamente maligna ed egoista, e io mi ero fidata come amica di lei e alla prima che ha potuto mi ha veramente voltato la schiena, mi son avvicinata come amica e aperta come un libro sincerandomi con lei e parlando sempre ogni cosa nel confronto della buona vita della bambina…mi ha usata come usa la figlia e se ne approffitta del ex marito e della situazione, ma questo purtroppo deve essere lui a risolverlo perche ne son stata io a mettere questa donna dentro la nostra discussione ne son stata io a creare un uragano in un bicchiere che si poteva lavare in casa senza molti problemi. é lui che deve chiedere rispetto per me alla ex moglie ma se non lo farà penso che questa guerra solo è servita per guadagnarmi un disaggio piu a futuro… Mi dispiace che sembra una guerra di poteri ma sta usando i sentimenti pure di una bambina per questo io non ho fatto piu nulla non ho detto nulla e non tocco nulla sopporto e subisco ma so che forse il mio compagno questo non lo riconosce perche lui aspettava che io mi scioglievo per la figlia, e la prendevo tra le braccia e la mangiavo a baci…io non lo farò mai (credo sia una cosa matura e giusta)perche per me deve sempre esistere una relazione molto distante tra me(una estranea) e la ragazzina…perche sennò dopo si danno questi malintesi che purtroppo si sentono in giro, gia abbastanza è vedere come cresce storta la bimba, gia secondo me sta cercando di rovinare la relazione tra me e mio compagno (che ne ha gia delle crepe da risolvere)perche gia li sono scomoda, lo fa sento io come con senso di potere -“io ancora lo manipolo come voglio è sempre mio ex marito, faccio quel che voglio e te sei qui o no se io voglio o no”-…io purtroppo la vedo cosi, e questo mi angoscia e mi arrabbia ma devo avere umilta per il bene della ragazzina , perche non vorrei che una parola sbagliata veramente porti tutto a che la bimba finisca portata via., ma a me tutto questo fa male perche devo vedermi partire abbassando la testa e tirando giu le orecchie per non causare un disaggio maggiore alla criatura che non ha chiesto avere due genitori cosi irresponsabili…mi spiace davvero sentirmi cosi male dentro, credo che qualcuno deve avere coerenza e non allungare una lite che io non ho iniziato…e non sono stata io a intromettermi ne tra loro ne son stata io a portarla a casa in una nostra discussione, ma non vorrei essere vista come una tonta perche non reagisco ma spero e mi auguro che mio compagno veramente tiri fuori qualcosina e sia uomo una volta nel confronto di quella persona che gia li ha rovinato la famiglia, li ha tolto la sua possibilita di crescere insieme la figlia e li nega la paternità.
        La cosa che mi stressa che quando io li dico che soffro e li dico le cose che non si deve dimenticare è che deve tirare fuori per sua forza si arrabbia con me…mi dice appena vai dai tuoi mi metto a cercare un consulente e mi faccio risolvere sta cosa una volta per tutte…io mi chiedo sarà certo? perche lui delle volte mi dice che questo potrebbe richiederli tempo e molti soldi che non ha, e io mi dico una lettera di distanziamento e una serie di denuncie non devono essere cosi difficili…ma secondo me non fara nulla perche ha paura che quella la li tirera via la figlia so a perdere la figlia a perdere me siamo tutti e due d’accordo che perdera me anche perche non li permetteri nenanche io di distanziarsi della figlia…infatti la mia arrabbiatuta è il mio costante dovermi cercare rifugi per permetterli stare con la figlia…e vengo sempre cmq umiliata…la madre non gliene importa creare tutto sto disaggio…e io mi chiedo devo essere trattata cosi come un nemico…a lui ho detto con me senza me quella donna li cerchera allontanarti di lei…e la prossima donna che avrai sarà peggio tutto…mi spiace…mi spiace dover subire da gente cosi ignorante e piena di buoi nell’anima…io sono una donna che pratico lo yoga e credo nelle energie buone e cattive…ma qui si sta nel buio…
        Forse come dice lui devo ora pensare alla mia vita…dedicarmi a quello che facevo una volta di volontariato con i poveri del terzo mondo, educare i piu poveri, e stare insieme ai miei che senza dubbi mi ammirano per la mia volonta di fare e aiutare al prossimo…a me servono anime pure e buone che abbiano bisogno e siano aperte a questo non anime impure e che non vogliono capire…forse ho voluto aiutare a chi non dovevo…era una cosa fallita dal principio…ho tanti amici per il mondo che mi aprono le porte a braccia aperte…gente di tutti tipi colori religioni e razze, diverse culture e vite ma sempre ho lasciato in tutti un buon ricordo e ho sempre una lettera una mail o un regalino da farmi ricordare che mi aspettano a casa…tranne questa gente…perche?? vabbeh la ringrazio per avermi ascoltata nuovamente il mio sfogo ma io credo che essere cauta e coerente e passare sopra il mio orgoglio per non mettermi al livello della madre e lasciare che lei si senta la padrona sia il meglio…non voglio portarmi nella mia vita la rovina totale del mio compagno sia che rimaniano o no insieme io preferisco abbassare le orecchie e andare via ma so che la vita e Dio mi daranno come dice lei una strada e se ora devo andare dai miei perche ne hanno bisogno di me è che Dio mi ha messo questa nuova strada per cercare di rimediare quel che non ho potuto fare qui…lo yoga mi aiutera a ritrovare mio equilibrio e andare a fare cose nuove e belle devo considerarmi fortunata perche ho salute, ho un tetto e ho ancora tanto da dare…grazie mille e buon proseguimento

  72. Patrizia ha detto:

    salve dottore,

    sono una ragazza di 32 anni anche io separata senza figli mentre il mio compagno ha due figli di 13 e 11 anni che adorano il padre e viceversa, e per i quali per altro sia il mio compagno che la sua ex hanno manutenuto un rapporto “sereno ed educato” per loro. orbene, noi stiamo insieme da 7 mesi, e tra un po vorremmo andare a vivere insieme…io ho parlato un po di volte con i ragzzi al telefono, sanno che esisto e che sono “l amica di papa”…secondo lei i tempi potrebbero essere maturi per la semplice conoscenza, o se ci sono piu step da affrontare?
    Grazie, Patrizia

    • Gentile Patrizia,
      grazie per il suo intervento. Alcuni elementi che descrive: l’età dei ragazzi, l’ottimo rapporto tra papà e figli, il rapporto “educato e sereno” tra i genitori e infine il fatto che i ragazzi siano “a conoscenza della sua esistenza”, paiono deporre a favore di un prossimo incontro, che andrà comunque ben preparato dal papà attraverso il dialogo.
      Siate pronti comunque ad accettare e gestire ogni reazione e a saper leggere (ma questo è compito soprattutto dei genitori) eventuali segni di disagio. Ritengo fondamentale che il papà sappia trovare un tempo che sia tutto dedicato ai figli.
      Infine, forse è meglio che i primi incontri siano nel contesto di attività allargate (pic-nic tra amici, ecc).
      I ragazzi sapranno un po’ alla volta apprezzare e godere della serenità del papà con la “nuova amica”.
      Il resto potrà essere fatto dalla sua sensibilità e capacità di rispetto.

      • Guido ha detto:

        Salve, sono un papà neo separato. Avrei molto da dire in merito alla decisione di separarmi, ma passo al punto. Amo i miei figli, ho un maschietto di 4 anni ed una bimba di 7, e come ogni padre che può, sto spessissimo con loro. Da circa otto mesi ho una compagna che loro già conoscevano e con la quale avevano, ed hanno tutt’ora, un ottimo rapporto. Mia ex moglie dice alla bimba di sette anni, che deve dirmi che non vuole stare assieme a me ed alla mia compagna. Invece mia figlia, riportandomi questo, dice che invece lei è contenta di stare assieme alla mia compagna, e che alla mamma dirà che eravamo soli, perchè non vuole che si arrabbi. In tutto questo mi dispiace per lei e per soprattutto per i miei figli, che prima o poi capiranno che sta cercando di manovrarli a suo piacimento, per mera gelosia di donna ferita nella sua vanità. Spero che si trovi qualcuno che la ama, almeno forse troverà un po di serenità, ma ora mi chiedo cosa sia giusto fare.

      • Quando “si tira dentro” un figlio per fargli dire quello che noi vogliamo, si compie sempre un’azione dannosa nei suoi confronti, mettendolo nella condizione di non sapere più cosa sia giusto fare. Come fare a fare felici papà e mamma (perché questo è il desiderio dei bimbi), se mi chiedono cose che sono in contrasto?
        Potrebbe essere opportuno ricorrere a un esperto per essere aiutati a gestire questa fase delicata.

  73. [...] importante che riguarda i genitori separati (e non solo). Si tratta di un commento a questo post: lo pubblico integralmente perché possa aiutare anche altri. Francesca ringrazia Dio perché i [...]

  74. francesca ha detto:

    che caso strano! anche io quando ho scoperto la relazione del mio compagno con l’altra donna era dicembre. del 2008, e a gennaio già viveva con lei. Mio figlio aveva sei anni. Purtroppo ho subito questa separazione inaspettata, soffrendo molto. Mio figlio ha visto il padre andarsene da un giorno all’altro, e non c’è stata nemmeno la giusta attenzione per lui che potesse compensare questo abbandono visto il poco tempo che gli dedicava, con tutte le difficoltà di poterlo gestire vivendo già con una nuova famiglia. Io ho preteso, chiedendo consiglio ad una nostra amica psicoterapeuta infantile, che fossero rispettati i tempi e i modi che credevo opportuni per una bambino della sua età e, a fatica, a costo di grandi litigate, sono riuscita ad ottenere quel minimo di attenzione che la situazione richiedeva, secondo una logica per me scontata, ma per lui ovviamente no, visto che andava ad interferire con la gestione della sua nuova vita. Credo i figli vadano protetti dai nostri egoismi e soprattutto dalla superficialità, anche se senza dubbio (e grazie a dio!) sono capaci di grande comprensione e di grande adattamento. Sono sicura che una mia più sana accettazione di quello che è accaduto, avrebbe aiutato mio figlio a vivere meglio la situazione, la loro serenità passa inevitabilmente attraverso la nostra, e questo è un lavoro che faccio ogni giorno con me stessa. L’obiettivo di restare uniti come coppia genitoriale è senza dubbio necessario ma in certe circostanze estremamente difficile, quando viene a mancare il rispetto che meriterebbero le persone che hanno condiviso con noi l’amore ed il “progetto” di un figlio.

  75. lisa ha detto:

    a fine dicembre 2009 ho scoperto della nuiva relazione di mio marito con una donna, da gennaio non vive più a casa e convive di già con la sua nuova compagna. abbiamo un bambino di quasi 4 anni e una bambina di 8 mesi, i bimbi vedono quotidianamente il papà. ora lui vorrebbe già coinvolgere il bimbo di 4 anni nella sua nuova vita, io non sono d’accordo perchè penso che non ci sia alcuna fretta visto che è passato troppo poco tempo. sono preoccupata degli effetti che possono esserci sul piccolo dal momento che ciò che faceva con mamma e papà ora dovrà farlo con papà e la sua amica ( da soli o con i nuovi amici di papà). lui dice che non devo preoccuparmi, ma io non sono assolutamente convinta… meglio aspettare che il loro rapporto si consolidi di più, no?
    grazie

    • Grazie Lisa per il tuo commento. E’ sempre difficile argomentare senza conoscere la situazione. In linea generale ritengo che non ci sia alcuna fretta di fare conoscere i nuovi compagni. Sono anche dell’idea che il tempo dedicato ai figli, in costanza di separazione, debba essere il più possibile dedicato a loro, senza eccessivi coinvolgimenti di altre persone. Quando questo avverrà, si dovrà essere attenti a non confondere i ruoli (un’amica/un amico prende il posto della mamma/del papà solo nella relazione tra adulti). Sarebbe interessante ascoltare il contributo anche di altre persone riguardo questo argomento.

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